17 Novembre Nov 2017 1850 17 novembre 2017

Gomorra 3, Cristina Donadio: «Il mio tumore vissuto in silenzio»

L'attrice ci racconta la terza stagione della serie tv tratta dal libro di Saviano, dove interpreta Scianel, e il suo rapporto con la malattia.

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Coraggiosa sul set ma anche nella vita. Cristina Donadio, attrice che in Gomorra 3 torna a interpretare Scianel, personaggio «del potere» della serie televisiva ispirata al romanzo di Roberto Saviano, si racconta a LetteraDonna. Alle spalle una brutta esperienza, annunciata in un’intervista a Vanity Fair: la scoperta di un tumore al seno, proprio durante le riprese della seconda stagione. «Pensavo di iniziare Gomorra e vivere il meglio, invece mi sono trovata nella situazione opposta» ha detto. Ma la Donadio ha trovato la forza per andare oltre, continuare la sua carriera e sconfiggere il male. Intanto la serie, che da venerdì 17 novembre va in onda in prima tv esclusiva su Sky Atlantic HD, ha registrato un ottimo successo al cinema per le proiezioni speciali: un incasso di 500 mila euro al box office.

DOMANDA: Cristina, ti sei curata senza parlarne per non togliere nulla alla parte.
RISPOSTA:
Sono una persona molto positiva e amo me stessa. Mi sono operata, ho fatto la chemioterapia senza raccontare nulla. Non perché volessi tenerlo per me, ma perché quando succedono delle cose simili cambia lo sguardo degli altri su di te. Non volevo che ci fossero delle modifiche durante le riprese e tanto meno sentirmi dire: «È meglio che Scianel non fumi», oppure «Questa scena è pericolosa». Il mio personaggio doveva rimanere così com’era. O avrei rischiato di sentimi diversa.

D: Com’è stato vivere sul set con una malattia così invadente?
R:
Come vivere una vita parallela. In un certo senso mi ha aiutata a sostenere la parte più dolorosa di me. Il destino mi ha affiancato a un momento gioioso: poter girare e avere successo. Allo stesso modo la vita ti mette di fronte a delle bizzarrie. Pensavo di iniziare Gomorra e vivere il meglio, invece mi sono trovata nella situazione opposta. Per fortuna, comunque, è una condizione che per me si è conclusa nel migliore dei modi. Ogni persona prima o poi incontra 'il danno', che però diventa un valore aggiunto quando fai un lavoro come il mio.

D: Anche Scianel vive dalla seconda alla terza serie un periodo poco florido?
R:
Sì, lei è un personaggio che ha rischiato di morire perché Don Pietro ha cercato di ucciderla. Non solo, per sfuggire alla morte è stata arrestata. Mentre era in galera ha perso un figlio. Elabora vari lutti ed è connotata anche lei da un danno.

D: In effetti la seconda serie di Gomorra ha lasciato tutti di stucco. Scianel farà una scalata al potere nella terza stagione?
R:
Nella seconda è spavalda, nella terza cambierà. Si leccherà le dita come una iena in gabbia. E, nell’attesa di poter scorrazzare libera, elabora strategie. Sicuramente punta al potere e a conquistarlo con tutti i suoi mezzi. E poi ricordiamo che con la perdita di un figlio ha molto di cui vendicarsi.

D: Il tuo personaggio è il simbolo della donna indistruttibile. Come hai fatto a crearlo?
R:
Non è stato affatto facile. Mi ha salvato il teatro, avendo avuto spesso a che fare con donne terribili, definite 'archetipi del male'. Un lavoro che mi ha aiutata a considerare Scianel un esempio di donna che scende in campo, fumatrice incallita, giocatrice di poker. In poco tempo Annalisa Magliocca è diventata la mia carne, il mio sudore, il mio sguardo. Pur mantenendo un certo distacco. Ho dovuto giocare di dettagli e non di sovrapposizioni.

D: Ti spaventi quando ti rivedi nel ruolo?
R:
Assolutamente, anche se appartengo alla categoria degli attori che non si rivedono mai in scena. Non credo faccia bene a un professionista controllare difetti o imprecisioni. Quando un giorno sono andata al doppiaggio ho visto la scena della famosa risata di Scianel. Mi sono sentita come una bambina che guarda un film horror. La trasfigurazione, che è un’espressione che va oltre il trucco e le acconciature, è un aspetto di cui vado fiera. È una pratica che ogni attore dovrebbe fare.

D: Che rapporto hai con Scianel?
R:
Ci convivo benissimo. È stata costruita bene grazie anche al lavoro di sceneggiatori e registi. Ho avuto tra le mani una stoffa preziosa e delicata. Io l’ho imbastita, le rifiniture le abbiamo fatte con il team visto che il mio ruolo è un risultato di squadra. Questo aspetto è uno dei motivi del successo di Gomorra.

D: Un personaggio che agisce in nome del potere. Hai un carattere così forte anche nella vita reale?
R:
Sono un persona tosta, sì. Lo dico rivendicando le mie fragilità. Sono molto aperta e so ascoltare le persone. Qualità opposta al soggetto che interpreto. Lei, se lo fa, è per captare qualcosa che strategicamente le occorre. È pur sempre una giocatrice di poker che si preoccupa più di quello che ha in mano l’avversario, che di sé.

D: Sei apprezzata moltissimo dal pubblico femminile. Perché?
R:
Perché Annalisa Magliocca si prende la responsabilità di tutto quello che fa, scende in campo senza dare conto a nessuno, rischia sulla sua pelle e va dritta all’obiettivo. Sono caratteristiche che ognuna di noi vorrebbe ritrovare in se stessa. Mi piace pensare che le persone mi fermino per scattarsi una foto con Cristina, che a sua volta ha dato origine alla parte di Scianel in Gomorra.

D: Arrivi dal teatro. Se ti chiedessero di scegliere fra tv e palcoscenico?
R:
Sceglierei il teatro. Sono quarant’anni che faccio l’attrice. Per i primi nove anni ho fatto più cinema, ma poi ho capito che la mia esigenza era il palco. Grazie a Gomorra però ho trovato una grande notorietà, che da attrice di teatro non sarebbe stata così eclatante.

D: Prendi mai una pausa dal set?
R:
Nella mia scala dei valori al primo posto c’è la vita. Più vivo più posso restituire quando sono sul set. Il mio guardaroba di personaggi è fatto di vissuti di Cristina. Non immaginerei mai una vita senza affetti. Quando finisco un film sono felice di poter tornare alla normalità.

D: Cosa ami fare quando nei momenti di relax?
R:
Sono pigra. Amo leggere e ascoltare la musica. Ho il privilegio di vivere in un paradiso che è Napoli, in un quartiere sul mare. Nelle mattine di dicembre vado in spiaggia anche solo per mettere un piede in acqua. Tendo sempre a rimandare tutto perché mi piace vivere le piccole cose. Passano le ore, i minuti e mi rendo conto che non ho combinato nulla in tutta la giornata. Lo trovo meraviglioso.

D: Hai avuto esperienze sentimentali molto travagliate.
R:
Abbastanza. Al momento vivo una storia bellissima. Il punto è che ho cominciato tutto molto presto. Sono stata molto amata ma anche tradita. Allo stesso tempo ho amato e tradito a mia volta.

D: E diventare mamma a 16 anni ti ha cambiata?
R:
Sicuramente mi ha lasciato una sorta di adolescenza perenne. Come se si fosse creato un buco nero da quando avevo 15 anni. Per fortuna ho avuto dei genitori meravigliosi che si sono presi cura di mio figlio e mi hanno fatto continuare a vivere serenamente.

D: Che rapporto hai oggi con tuo figlio?
R:
È il mio migliore amico. Siamo cresciuti insieme, abbiamo un rapporto profondissimo che va oltre il rapporto madre e figlio. Se lui ha un problema la prima persona che sente sono io.

D: Lo scandalo Weinstein ha innescato una serie di reazioni a catena sulle violenze femminili. Che commento ti senti di fare?
R:
È una brutta storia ma anche una materia incandescente. Sono felice che si stia muovendo qualcosa. Le donne stanno raccontando con i loro tempi e i loro modi le proprie vicende. Facendolo diventano un unico corpo e un’unica mente. Se hanno parlato vuol dire che c’era un motivo valido e meritano rispetto. Credo che nessuno possa giudicare. Farlo è sbagliatissimo.

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