Tale E Quale Show 2017

Tale e quale

17 Novembre Nov 2017 1911 17 novembre 2017

Tale e quale show 2017, l'intervista a Filippo Bisciglia

Il presentatore di Temptation Island, dopo le imitazioni di Antonello Venditti e Franco Califano, vuole qualificarsi per il Torneo del talent di RaiUno.

  • ...
Filippo Bisciglia Tale E Quale Show 2017

Quando Filippo Bisciglia mi risponde è sul Grande Raccordo Anulare, diretto verso gli studi Rai per le prove di Tale e Quale Show. Guida, si ferma per fare benzina, guida di nuovo. Ha voglia di parlare e non smette nemmeno al distributore. Potrebbe essere la noia del traffico, il fatto che presto dovrà stare per ore immobile al trucco, o persino il piacere di sentire la parlata toscana del sottoscritto («Tutta la mia famiglia è nata a Firenze, solo io a Roma»), una sorta di comfort zone per lui che è fidanzato con la pratese Pamela Camassa. Più semplicemente, e viene fuori quasi subito, il fatto è che Filippo Bisciglia ama parlare di un'esperienza che gli sta dando grandi soddisfazioni: «È come se avessi vinto, sono arrivato terzo dietro a due cantanti (Marco Carta e Annalisa Minetti, ndr) e ho ricevuto tanti complimenti da giornalisti, addetti ai lavori, da chi mi segue su Internet». Voleva fare bella figura ed è contento di esserci riuscito, con due puntate vinte e la qualificazione per il Torneo. Rimane un piccolo cruccio: «Ho quasi vinto anche l'ultima puntata, quando sono andato a un punto da Federico Angelucci che ha fatto Loretta Goggi. Giusto così, anche come omaggio alla nostra giudice, ci siamo capiti. Però io ero proprio un bel Venditti, no?». Sassolino tolto.

D: Qual è l'imitazione a cui sei più affezionato?
R:
Sono un tenerone e mi sono commosso rivedendole tutte. Ho pure pianto e meno male che non se n'è accorto nessuno, grazie agli occhialoni di Venditti. Comunque tra tutti gli artisti imitati, se devo sceglierne uno dico Franco Califano, l'unico che non c'è più. Spero di avergli reso onore.

D: Con la sua interpretazione hai vinto una puntata. Con quella di Jovanotti invece sei arrivato ultimo.
R:
Sì, ma non penso di essere andato così male. L'ha voce l'ho presa. I giudici mi hanno penalizzato perché sul palco non mi sono mosso come Jovanotti, che fa un gran casino, saltando da una parte all'altra. Ma non c'era spazio. Potevo andare in mezzo al pubblico, ma poi la telecamera mi avrebbe perso!

D: Francesco Gabbani, Tiziano Ferro, Franco Califano, Eros Ramazzotti, Jovanotti, Ligabue Claudio Baglioni, Antonello Venditti. Ora Cesare Cremonini. Ti sono toccati tutti cantanti italiani.
R:
E ne sono molto contento. L'Italia non è più famosa per il calcio, ma lo resta per i monumenti, il cibo e le canzoni. Dovremmo valorizzarle, ma nei talent, allargando il discorso, vengono assegnate troppe canzoni straniere. Dovrebbero dare 80% brani italiani e 20% stranieri, quando invece succede il contrario.

D: Magari lo fanno per fare colpo sul pubblico, giovane e internazionale...
R:
Sì, ma tanto poi i concorrenti usciti da lì canteranno in italiano, venderanno dischi e canzoni in Italia. E poi i nostri classici piacciono sempre: io guardo tutti i talent e quando Elodie ad Amici ha cantato Mia Martini è venuto giù lo studio, lo stesso è successo di recente con Sally cantata da Rita Bellanza a X Factor.

D: Rimanendo in Italia allora, c'è un artista che vorresti interpretare?
R:
Mi sarebbero piaciuti Rino Gaetano, tantissimo, e anche Cocciante. Certo, magari con la canzone giusta, perché in alcune lui va molto su e poi non torna giù (ride, ndr).

D: Niente donne?
R:
Ma meno male che non mi è capitato! Pensando a qualche nome, cantanti come Arisa, Noemi o Malika Ayane sarebbero state fattibili. Voci particolari e per questo imitabili. Della Cuccarini, che ne so, cosa potevo imitare?

D: A proposito di voci, Annalisa Minetti ci ha spiegato che essere una cantante a Tale e Quale Show è uno svantaggio, perché deve mascherare la sua.
R:
Sono d'accordo, perché per un cantante 'togliersi' la voce è davvero difficile. Lei però c'è riuscita più volte, ad esempio quando ha fatto Liza Minelli e LP. Per me è più facile, la mia voce la conosco solo io, perché canto esclusivamente in cucina, al bagno o in auto.

D: Annalisa Minetti ci ha anche detto che sei un vero galantuomo.
R:
E io ti dico che lei è una persona dolcissima, simpaticissima, autoironica, una donna con la D maiuscola, che non si piange addosso e da cui tutti dovremmo prendere esempio.

D: Hai stretto altre amicizie all'interno del programma?
R:
Inizialmente ho legato molto con Marco Carta, ma ora le mie 'bomberine' sono Benedetta Mazza e Alessia Macari. Sono poi diventato amico anche di Piero Mazzocchetti, Dario Bandiera e, ultimamente, di Valeria Altobelli, perché ci stiamo trovano spesso alle prove e al trucco.

D: Ecco, la preparazione di un'imitazione quanto tempo porta via?
R:
Tanto. Il trucco cinque o sei ore al giorno, per tre giorni. Infatti abbiamo tutti la pelle rovinata a causa di colle e solventi. Aggiungiamoci sei ore di canto con la mia coach, che è bravissima, e poi due ore di recitazione con Emanuela Aureli. Di giovedì ci sono poi le prove generali, in pratica una puntata intera ma ripetuta tre volte. È il giorno più duro.

D: Ed eri preparato a tutto questo? Immagino ne avrai parlato con la tua compagna Pamela Camassa, che ha partecipato alla prima edizione.
R:
Sì e mi aveva anche raccontato delle forti emozioni che si provano durante la puntata. Io all'epoca le dicevo: «Ma che ti frega, vai sul palco e spacca!». Poi mi sono accorto che erano parole al vento: il venerdì quando salgo sull'ascensore me la faccio sempre addosso. Poi mi sciolgo, ma sempre dopo il primo verso di ogni canzone, che canto sempre con un po' di paura.

D: Normale, in fondo sei pur sempre un conduttore. A proposito, Maria De Filippi ti ha voluto per Temptation Island, Carlo Conti per Tale e Quale Show. Ne stai approfittando per rubare i segreti del mestiere?
R:
Sono onoratissimo di poter lavorare con lui e anche con Maria De Filippi. Sono due persone meravigliose. Osservarli è come andare a scuola. A Tale e Quale Show studio i movimenti di Carlo Conti, ma anche le luci, i monitor, cerco di capire come funziona un live. È come se Maradona e Messi mi stessero insegnando a tirare le punizioni. Oppure Federer e Nadal a giocare a tennis.

D: Con i giudici che rapporto hai?
R:
In realtà li vediamo solo il venerdì. Ma io, che sono capace di captare le energie, ho percepito che Enrico Montesano si è affezionato a me. E ne sono felice, perché per me è un mito. L'altra sera sono andato sulla sua pagina Wikipedia, scorrevo con il dito le cose che aveva fatto e non finivano più. Ne abbiamo pochi così. Mi piacerebbe tanto incontrarlo fuori. Anche a Loretta Goggi tengo molto. Christian De Sica invece non sono riuscito a capirlo bene.

D: A proposito di cose fatte, dopo il Grande Fratello ti sono stati proposti altri reality?
R:
Sì, ma ho declinato ogni offerta. Volevo fare altro: su Mediaset Premium ho condotto 63 puntate del programma Stai all'Okkio, sulla Rai sono stato inviato per Il Candidato, condotto da Marco Liorni, e per Punto su di te!, con Claudio Lippi. Ho anche recitato in Distretto di Polizia e Un posto al sole. L'unico programma cui avrei partecipato da concorrente era proprio Tale e Quale Show.

D: Nel tuo futuro da conduttore c'è ancora Temptation Island?
R:
In questo momento Temptation Island è quello che qualche anno fa era il Grande Fratello per Alessia Marcuzzi. Se vai in giro e dici il nome del programma, la gente pensa a Filippo che pronuncia la frase: «Ho un video per te». Gli voglio bene, siamo cresciuti insieme. Senza Temptation Island sto male, è mio (ride, ndr)! Ma se ci sono altre proposte, le valuterò sicuramente.

D: Dai finiamo con la musica. Con che canzoni sei cresciuto e canti ancora sotto la doccia?
R:
Con quelle di Baglioni, Luca Carboni, Vasco, Renato Zero. Tutti mi danno 32-33 anni, ma guarda che ne ho 40, eh. Mi piacciono le nostre canzoni d'amore, sono un 'classicotto'. Certo, ascolto anche musica straniera, certo, ma se ti devo dire dove mi porta il cuore, è verso quella italiana. E verso i nostri monumenti, verso il nostro cibo.

D: E verso il nostro calcio.
R:
Mi viene da piangere, non mi ci far pensare. Immaginarmi un'estate senza pizza, Coca Cola e amici sul terrazzo, un'estate che programmavamo da quattro anni mi fa stare male. Ma non è che tante volte c'è un ripescaggio?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso