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27 Ottobre Ott 2017 1815 27 ottobre 2017

X Factor 2017, Lorenzo Bonamano: «Eliminato, ora tifo per Rita»

Fuori al primo Live il cantante del team di Fedez: «Mi è dispiaciuto più per lui che per me». Poi svela l'intesa con Rita Bellanza e rivela che farà il tifo per lei.

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Lorenzo Bonamano X Factor Sky

Per arrivare al primo live ha dovuto faticare più di altri. Si è ritrovato a dover convincere, con una sola esibizione, l'unico giudice che gli aveva detto di no alle audition, ed è poi inciampato su De Gregori agli home visit. Eppure Lorenzo Bonamano non ha nulla da recriminare, nessun rimpianto. Non sembra pesargli troppo essere stato eliminato da X Factor 11 in una prima puntata da 1.455.476 spettatori medi (+15% rispetto allo stesso dato del 2016), la più seguita di sempre sulla pay tv, con Sky Uno che si è attestato come terzo canale nazionale sul totale individui con una share del 6,1%. Non ce l'ha col pubblico che gli ha votato contro, né con chi l'ha attaccato sui social per il semplice fatto di essere stato scelto per i live al posto di Domenico Arezzo. Non protesta, non si lamenta, fa professione di umiltà e accetta ciò che è stato, persino un meccanismo di eliminazione tutto nuovo che ha messo il suo destino nelle mani del pubblico dopo averlo costretto a scontrarsi con un suo compagno di squadra. Perché in fondo, anche se è durata poco, «l'esperienza è stata comunque bellissima».

DOMANDA: Come giudica la sua performance?
RISPOSTA:
Sono soddisfatto di quello che ho fatto. Certo, non posso dire di non essere un minimo deluso, è ovvio che un po' mi dispiace.

D: Tornando indietro, ripensando al live, farebbe qualcosa diversamente?
R:
Diversamente no. Magari, ora che so quali critiche mi hanno fatto, cercherei di sistemare alcune cose per migliorarmi, ma se dovessi rifare il live lo rifarei uguale. Sono piaciuto agli altri concorrenti e al mio giudice, e piacere ad altri 11 musicisti è una cosa che mi dà soddisfazione. Poi non posso arrivare a tutti, ovviamente.

D: È stato contento dell'assegnazione e di come è stato rappresentato sul palco? O il percorso che Fedez aveva in mente per lei è un po' diverso da ciò che lei sente?
R:
Sono strafelice della scelta di Fedez. Il pezzo era bello, fantastico, profondo. La messa in scena era molto metaforica. Quell'uomo nudo dentro la ragnatela era la rappresentazione dei pensieri che si intrecciano e ti bloccano. Parlava anche del mio percorso: sapevo di avere quelle paure ma me le ero lasciate alle spalle per abbracciare le mie High hopes, le mie alte speranze. Andando avanti avrei fatto altre cose, ma come inizio andava benissimo.

D: È d'accordo con le critiche sull'intonazione di Levante e Manuel Agnelli?
R:
Non posso certo non essere d'accordo con loro che ne sanno più di me. E come ha spiegato Manuel l'hanno detto per farmi migliore. È importante ricevere anche commenti negativi, averne solo di positivi per me sarebbe una cosa neutra. L'unica cosa che mi dispiace è non essere arrivato a Levante.

D: Ci è rimasto male?
R:
Sì, anche se poi è venuta nel backstage a farmi i complimenti e dirmi di non mollare. Anche lì ho percepito affetto. Una cosa bella di Levante è il suo sguardo, che trasmette un sacco. Già dal ballottaggio è capitato di guardarci più di una volta e lei mi ha trasmesso tanto anche solo con gli occhi. Non so se lì le sia arrivato con la mia performance, ma credo che un artista non sia solo questo. Un artista è vita, e se anche solo con lo sguardo riesce a trasmettere qualcosa, è bello.

D: Come ha vissuto le critiche su internet?
R:
Non ho letto molto le critiche, le ho lette di sfuggita. Ma la cosa non mi preme tanto. Ognuno ha la sua opinione, poi dipende da come la si esterna. In ogni caso non sto qui a biasimare chi magari mi ha insultato. Ognuno vive a suo modo.

D: Alle audition Fedez era stato l'unico a dirle di no. Quanto è stato difficile scoprire che sarebbe stato il suo giudice?
R:
Ai Bootcamp ho avuto un attimo di panico. Mi hanno chiesto se fossi contento di Fedez, io ho pensato che non ero io a non volere lui, ma lui a non volere me. Quando ho scoperto che sarebbe stato il mio giudice dentro di me dicevo: «C...o, adesso andrà un po' così...». Invece ho visto che ha cambiato idea e ha puntato su quello che avevo dentro e magari non usciva in quel momento.

D: L'ha fatto anche agli home visit, quando si è dimenticato il testo di Sempre e per sempre di De Gregori.
R:
Anche lì, quello che è passato è stato io che semplicemente mi scordo il pezzo, ma la realtà era un'atmosfera di grande emozione. Si sentiva proprio. Forse in tivù questo non si è visto. A me quel pezzo piaceva un sacco, ho avuto quel problema lì perché il testo era troppo e avevo avuto un solo giorno per impararlo. Sbagliare anche solo una frase per me era un affronto, così mi sono bloccato e non avrei voluto continuare. Quando mi hanno dato il testo l'ho interpretata, più che cantata, la sentivo, e forse lui questo l'ha colto.

D: Dopo gli home visit si è ascoltato tutta la discografia di De Gregori?
R:
Potrei dire di sì, ma non mi va di raccontare una bugia. No, non l'ho fatto perché ho avuto tante cose da fare in questi giorni, ma davvero ho amato quel brano.

D: Quali sono le cose più importanti che si porta a casa?
R:
La gente in X Factor vede solo la ricerca della fama, ma io ci ho visto altro. Ho conosciuto lavoratori fantastici, i miei compagni che sono persone bellissime con cui ho condiviso tanto. È stata un'esperienza di crescita. Ho ricevuto tanto affetto e l'ho visto nel pianto generale dopo la mia eliminazione.

D: Quali sono i concorrenti con cui ha legato di più?
R:
Ho legato con tutti allo stesso modo, anche se con alcuni ho condiviso più cose. Certamente i miei compagni di squadra, Gabriele e Samuel, poi Damiano e Victoria dei Maneskin e Rita Bellanza. Io e lei ci assomigliamo tanto: siamo fragili, entrambi sentiamo i testi che interpretiamo e stiamo male dopo aver cantato una canzone triste, ma se c'è da lavorare e lottare per ottenere qualcosa non ci tiriamo indietro. Ci siamo spalleggiati e confidati.

D: Cosa ne pensa del nuovo regolamento, che l'ha costretta ad andare allo spareggio contro un suo compagno di squadra e ha messo il suo destino nelle mani del pubblico?
R.
Il metodo è stato quello che è stato.

D: Il suo giudice, Fedez, ha definito il nuovo sistema di eliminazione una «merda».
R:
Fedez era scosso e mi è dispiaciuto quasi più per lui che per me. Mi è dispiaciuto un botto perché l'ho visto spaesato e alla fine eravamo tutti molto tristi. Ma la cosa bella è che ho visto l'affetto del mio giudice.

D: Le è sembrato giusto il voto del pubblico?
R:
Il pubblico ha deciso così, evidentemente ci sarà una ragione e non mi metto qui a discutere se sia giusto o sbagliato. Se la maggioranza ha scelto in quel modo non posso certo essere io a criticarli.

D: Pensa che col solito regolamento sarebbe andata meglio?
R:
Non lo so, non sono nella testa dei giudici. Certo, il dubbio mi resta, poteva andare diversamente come no. Ma questa cosa ha scosso un po' tutti quanti.

D: Se ne avesse avuto la possibilità, chi avrebbe eliminato? Perché?
R:
Nessuno. Non spettava a me scegliere non ci ho nemmeno pensato. Davvero non so.

D: Per chi farà il tifo ora?
R:
Io faccio il tifo per la mia squadra, quindi Samuel e Gabriele. Poi per i Maneskin e Rita Bellanza. Credo e spero che vinca Rita, perché ha tanto da trasmettere.

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