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X Factor

26 Ottobre Ott 2017 1645 26 ottobre 2017

StraFactor, Drusilla Foer: «Mara Maionchi? Una sorella»

Intervista all'alter ego di Gianluca Gori, erede della discografica tra i giudici del dopo X Factor: «Aspettatevi cose scandalose».

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Drusilla Foer

Si presenta elegante, coi capelli bianchi raccolti all'indietro e un golfino nero. La prima cosa che colpisce di Drusilla Foer è l'altezza. È alta, altissima, ma non sembra farlo pesare. Il confine tra l'attore che sta sotto il trucco, Gianluca Gori, e il personaggio è sottilissimo. Così come quello tra l'ironia (che l'accompagna sempre) e la capacità di rispondere in maniera seria alle domande che le vengono rivolte. E forse è questa paradossale credibilità il vero segreto del suo successo. È lei la grande novità di uno StraFactor profondamente rinnovato. Lei che, con Elio e Jake La Furia, ha il compito di guidare i 12 concorrenti più sgangherati che un talent show abbia mai conosciuto. Perché se fino all'anno scorso si è giocato, stavolta si fa anche sul serio. Ci sono dei live, delle esibizioni, persino un televoto autentico attraverso tutte le modalità utilizzabili per il fratello maggiore, X Factor. Ci sono solisti e band nate durante i provini grazie alle suggestioni dei tre giudici. Ci sono personaggi curiosi e, soprattutto, un'enorme dose di imprevedibilità.

«Abbiamo pure degli ospiti internazionali. C’è persino una mia zia che viene da Toronto, per esempio», scherza Drusilla Foer. StraFactor è così, ci si diverte. Ma si fatica anche. E quando Jake La Furia afferma che lo farebbe tutti i giorni, lei lo interrompe: «Tutti i giorni magari no, non resisterei, è molto impegnativo». Sul tavolo ha preso il posto di Mara Maionchi, tornata al bancone di X Factor. «Io e Mara siamo amiche da tanto tempo. Giochiamo a carte, ci trattiamo male, ci insultiamo. Siamo come due sorelle», confessa Drusilla a LetteraDonna. «Sarò noiosa in confronto a lei. Magari dirò qualche parolaccia per farvi sentire meno la sua mancanza. Qualche cazzo qui e là».

L'artista Gianluca Gori nei panni della giudice di StraFactor, Drusilla Foer.

DOMANDA: Dalle cene con Tina Turner e Karl Lagerfeld alla giuria di StraFactor. Quale è stato il cammino che l'ha portata fin qui?
RISPOSTA:
Sa, in Toscana si dice «io son da bosco e da riviera», nel senso che il valore delle persone è ovunque e non necessariamente una persona famosa ne ha più di una che non lo è. Io sono colpita dall'originalità e dalla libertà d'espressione artistica e tante volte trovo gente che non è celebre molto più interessante di chi lo è.

D: Quindi non le manca la vita di New York, L'Avana...
R:
Ma niente, scherza? Ho avuto una vita molto randagia e a un certo punto, alla mia età, si comincia a essere un po' pantofolai. Oppure si ha bisogno di qualcosa di diverso.

D: Per esempio?
R:
Per esempio un'occasione come questa, dove si incontrano dei ragazzi e anche non più ragazzi che hanno il coraggio di esprimersi senza filtri, senza vanità, ma in totale libertà. Su di me questo ha un effetto migliore di quello delle creme antirughe.

D: Come si sente a essere l'unica donna tra due giudici uomini?
R:
Si dice «un uomo fra due dame fa la figura del salame». Una donna fra due uomini ha due guardie del corpo, credo.

D: Come si trova con Elio?
R:
Benissimo. Elio è una vecchia conoscenza, abbiamo già fatto una trasmissione radiofonica insieme, anni fa: The Show Must Go Off, in cui lui curava la parte musicale e io avevo qualche pillola all'interno della trasmissione.

D: E con Jake La Furia?
R:
Lui lo conoscevo solo come artista, ero un po' timorosa di incontrarlo perché si pone in maniera un po' ringhiante, e invece è una persona deliziosa. Mi diverto molto con loro, sono una persona fortunata perché ho trovato un ambiente di lavoro e colleghi con una grandissima complicità. E in tv non è così scontato.

D: Lei è una donna nota per la sua eleganza. Come giudica quella dei concorrenti che si sono presentati alle audizioni di StraFactor?
R:
L'eleganza dei miei concorrenti è ingiudicabile. È difficile prendere una posizione: alcuni sono spiritosi, alcuni sono estrosi. Ma tutti sono a proprio agio e quando si è a proprio agio vuol dire che si è vestiti bene indipendentemente da quello che si indossa. Il buongusto non esiste, esiste soltanto la naturalezza.

Drusille Foer, giudice di StraFactor, in studio di registrazione.

D: Lei recita, canta. Il talento è sicuramente una cosa che conosce bene. e adesso lo vede dalla parte del giudice. Pensa che possa essere confezionato in uno show televisivo?
R:
Non dobbiamo considerare i talent come un punto d'arrivo ma come un punto di partenza in cui si dà l'occasione a questi giovani di formare la propria personalità artistica affiancati a coach competenti. E poi ognuno di loro deve essere assolutamente libero.

D: Ma i talent possono essere una scorciatoia?
R:
Sicuramente qualcosa che abbrevia i tempi della gavetta dei miei tempi in cui si cantava per 20 anni prima di essere conosciuti. Questi talent accorciano i tempi e permettono ai giovani di prendere confidenza con certe figure del mondo della discografia.

D: Come è stata accolta a StraFactor?
R:
Sono stata accolta come una vecchia zia perché mi vedono tutta perbenino. Ma dopo 5 minuti hanno iniziato a trattare male anche me. Siamo tre ragazzacci che si prendono in giro a vicenda.

D: Insomma, si sta divertendo. Le piacerebbe un giorno essere giudice di X Factor?
R:
Certamente, come mi piacerebbe anche fare la trapezista in un circo, o imparare a fare il pane. Ci sono tante cose che mi piacerebbe fare e non ho mai fatto. Vediamo, magari un giorno arrivo anche al papato.

D: Elio ha detto che Elio e le Storie Tese si ritirano perché ai giovani d'oggi parlano gli Youtuber. Drusilla Foer nasce sul web. È vero che oggi è l'unico modo per parlare ai giovani?
R:
Youtube è un contenitore che da modo a molti messaggi di essere trasmessi. Uno strumento che ha dato grande libertà d'espressione a tutti i giovani di oggi e che ha anche degli aspetti pericolosi, ma io adoro imbattermi in ragazzi che dentro la loro camera e con la loro chitarra si cimentano in cover di grandi canzoni. Lo trovo struggente e meraviglioso. Elio ha fatto una riflessione di buonsenso e forse ha voluto lasciare spazio a questi room-maker che stanno in camera e suonano.

D: Cosa dobbiamo aspettarci da questa edizione di StraFactor così diversa dal passato?
R:
La bellezza di questo format è che non so risponderle a questa domanda. Ci sono delle squadre, abbiamo fatto delle audizioni, ci sarà un vero e proprio concorso. Ma cosa dovete aspettarvi? Potrebbero succedere cose scandalose, arrivare musica meravigliosa, potremmo divertirci o commuoverci tutti, vedere cose che ci turbano o ci spaventano. Davvero non so cosa ci aspetta.

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