20 Ottobre Ott 2017 0915 20 ottobre 2017

Tale e Quale show, Annalisa Minetti: «Amo Mia Martini». Intervista

Ha vinto la prima e quarta puntata. Adesso interpreta la sua preferita: «Non sarà facile. Il Festival? Claudio Baglioni è un grande, come Carlo Conti».

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Annalisa Minetti

Céline Dion, Anastacia, Chiara, LP. In quattro puntate di Tale e Quale Show, Annalisa Minetti si è calata nei panni (oltre che nel trucco e parrucco) di queste quattro colleghe, vincendo la prima in carrozza e l'ultima sul filo di lana, ma in entrambi i casi mettendosi Marco Carta e poi tutti gli altri alle spalle. Non male, una percentuale di vittorie del 50%. E pensare che da piccola non emulava nemmeno i suoi idoli musicali davanti allo specchio: «Preferivo imitare i dialetti», confessa col sorriso Annalisa Minetti a LetteraDonna. L'altra rivelazione è che l'artista che deve interpretare venerdì 20 ottobre, nella quinta puntata dello «show più bello e seguito della nostra tv» (parole sue, ma che il sottoscritto condivide), ovvero Mia Martini, è da sempre uno dei artisti preferiti.
Una bella sfida, cantare su RaiUno Almeno tu nell'universo come avrebbe fatto lei. Una sfida che però non può certo spaventare Annalisa Minetti, unica interprete a vincere nello stesso anno il Festival di Sanremo nelle categorie Giovani e Big (anno di grazia 1998, il regolamento lo permetteva) e, soprattutto, donna che fin dall'adolescenza ha dovuto affrontare la retinite pigmentosa, la malattia che piano piano l'ha resa cieca ma che lei ha messo ko aggiudicandosi il bronzo nei 1500 m alle Paralimpiadi di Londra, a proposito di sfide vinte.

Tale e Quale Show - Annalisa Minetti nei panni di Anastacia insieme alle truccatrici Carla e Marzia.

DOMANDA: Allora, come sta andando la preparazione di Mia Martini?
RISPOSTA:
Non è semplice perché la amo follemente e come me la amano in tanti. Più che la difficoltà di entrare nella parte c'è la paura di deludere i suoi infiniti estimatori o di offendere in qualche modo chi la ama e l'ha amata . Diciamo che cercherò di fare del mio meglio, nel rispetto della sua anima immortale .

D: Due vittorie su quattro puntate. Non male. Te lo lo aspettavi?
R:
Nella quarta puntata proprio no. Dopo aver ascoltato i voti della giuria, per me era scontato avesse vinto Marco Carta (aveva imitato Michele Zarrillo, ndr), ragazzo splendido che sta facendo un percorso superlativo a livello artistico. Per questo non l'ho nemmeno votato, dando i miei cinque punti a Valeria Altobelli: mi aveva molto commosso la sua preparazione e la volevo fortemente sul podio. Poi i miei colleghi mi hanno dato più voti rispetto a Marco e allora ho vinto, davvero inaspettatamente.

D: Essere una cantante può essere un vantaggio in uno show del genere?
R:
No, essere cantante non è un vantaggio, anzi. Ne parlavo proprio con Marco la scorsa settimana: abbiamo passato tutta la vita a cercare di non somigliare a nessuno e qui dobbiamo azzerare tutto, nascondere le nostre cifre stilistiche per avvicinarci a qualcun altro.

D: Essere non vedente, invece, è uno svantaggio?
R:
Assolutamente no, devo contraddirti di nuovo. Non vedere è un vantaggio perché mi ha permesso di sviluppare l'attenzione al dettaglio, soprattutto a orecchio, che credo faccia la differenza nell'imitazione. Non è la riproduzione che fa l'imitazione vincente, ma il saper cogliere i piccoli dettagli che rendono caratteristico un artista: in questo sono decisamente avvantaggiata.

D: C'è un cantante che vorresti interpretare?
R:
I miei miti sono da sempre Claudio Baglioni e Mia Martini. Mia Martini avrò la fortuna di imitarla nella quinta puntata. Chissà, magari mi toccherà anche lavorare su Claudio.

D: Chi, tra i partecipanti di questa edizione, potrebbe imitare meglio Annalisa Minetti?
R:
Valeria Altobelli saprebbe riprodurre la mia anima sul palco, mentre Alessia Macari sicuramente avrebbe l'estensione per cantare Senza te o con te. Come tratti somatici, almeno per come me l'hanno descritta, Benedetta Mazza è quella che mi potrebbe somigliare di più.

D: E chi temi di più per la vittoria finale? Gli avversari più pericolosi sembrano Marco Carta, Federico Angelucci e Filippo Bisciglia.
R:
In realtà non penso alla vittoria finale, perché essere stata inserita in questo cast meraviglioso è già una vittoria. E poi non vedo i miei colleghi come rivali. I tre colleghi che hai nominato sono ormai tre amici per me. Marco lo stimavo già prima come artista, Fede lo avevo seguito nella sua edizione di Amici, mentre Filippo è una rivelazione: è il giusto mix di improvvisazione e talento, una bellissima sorpresa per il nostro spettacolo. È stato tra l'altro il primo che si è avvicinato a me il giorno del servizio fotografico, accompagnandomi sotto braccio come ci conoscessimo da sempre, come un vero gentiluomo.

D: Che rapporto hai con i giudici?
R:
Per adesso escusivamente professionale, ma dopo la trasmissione spero di creare rapporti duraturi con ognuno di loro.

D: E con Carlo Conti?
R:
Carlo è il ct di questa splendida Nazionale che è Tale e Quale Show. Osservo il suo modo di lavorare, il suo non lasciare nulla al caso, e ne sono professionalmente molto affascinata. È un lavoratore instancabile e un grande conoscitore di musica: stando al suo fianco, ho capito perché i suoi Festival hanno avuto successo e i suoi sono sempre programmi vincenti. Al di là di questo, però, siamo tutti talmente tanto impegnati da non avere modo di vederci al di là delle prove e della diretta.

D: Da Conti al tuo idolo Baglioni: cosa dobbiamo aspettarci dal suo Sanremo?
R:
A proposito di professionisti maniacali... Credo che Claudio ci regalerà un Festival musicalmente stupendo. Da lui mi aspetto particolare attenzione ai testi delle canzoni selezionate.

D: Ci torneresti a Sanremo?
R:
Per me non è una fermata di comodo. Un cantante deve andare a Sanremo non per visibilità, ma perché ha un progetto che merita di essere presentato sul palco più bello che esista. Se e quando avrò questo di tipo di progetto, allora ci proverò di nuovo.

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