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X Factor

12 Ottobre Ott 2017 1726 12 ottobre 2017

X Factor, il ritorno di Diego Conti con il singolo 'Non finirà'

Il pezzo anticipa l'album in uscita nel 2018. Ma il primo degli eliminati di XF10 non cerca rivincite: «Nessuno mi la toglierà la musica».

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Diego Conti

Il rosa shocking non vuole più vederlo. Nè addosso. Nè ovunque. «Piuttosto cammino per strada nudo», dice. Perché l'ultima volta che ha vestito quel colore, a X Factor 2016, Fedez lo ha scambiato per uno scugnizzo di Pablo Escobar nella serie Narcos. E Arisa lo ha eliminato, dopo avergli fatto cantare L'Estate di John Wayne di Raphael Gualazzi. «Ecco, lui invece lo ascolto sempre volentieri, è un grande artista. Solo che non è nelle mie corde, in particolare quel pezzo: era decisamente lontano dal mio modo di fare musica».
È passato un anno. Diego Conti, 22 anni, nato a Frosinone, è cresciuto. Il suo modo di fare musica è cresciuto, uno stile che fonde l'amore per il rock anglosassone con quello della musica italiana. Non Finirà è il titolo del suo secondo singolo, che segue il primo, L'impegno, uscito ad aprile. «La più bella canzone che abbia mai scritto», giura Diego che non ha alcun dubbio sul suo ultimo lavoro in sala registrazione. Lui, che di pezzi suoi ne ha scritti e suonati tanti, sin da giovanissimo. Come quella volta a Roma, al Piper Club: «Avevo 14 anni, ero in finale nel concorso italiano Tour Music Fest e suonai Ci Vorrebbe un Blackout, un pezzo mio che probabilmente non rifarò mai più. Cantai su un palco storico, dove in passato si erano esibiti i Deep Purple, Battisti, Patty Pravo. Un sogno. Non ci potevo credere».

Non finirà, il nuovo singolo di Diego Conti.

SUONARE PER UNA BIRRA

Scrive, canta e suona Diego Conti. Da sempre. Da quando «ci si esibiva per una birra». Gavetta vera, estrema, disperata. Con cinque, massimo dieci persone che ti vengono ad ascoltare in squallidi seminterrati senza alcuna acustica e paghe equivalenti a un paio di medie chiare. Una da bere prima, e una dopo il concerto, fatto di cover dei Led Zeppelin, Jimi Hendrix e Rolling Stones. Gruppi impegnativi per un ragazzino di 13 anni, che suonava una chitarra più grande di lui assieme ad altri due ragazzi, anche loro più grandi di lui, diciottenni amici di suo fratello, altro enorme appassionato di musica. Poi la grande occasione, un anno fa: X Factor. Oggi Diego Conti è pronto per il salto decisivo: un album, il primo della sua vita, in uscita nel 2018.

DOMANDA: Insomma, dopo L'estate di John Wayne, comincia il grande autunno di Diego Conti?
RISPOSTA:
Potendo scegliere io mi prenderei tutte le stagioni. Quando sei giovane hai voglia di stare in ballo in ogni momento dell'anno. Non vuoi mai fermarti.

D: Il tuo singolo si chiama Non Finirà. Diccelo tu allora, cos'è che non finirà.
R:
La notte di cui parlo nella canzone. Una notte vera, in cui succede di tutto e vissuta al massimo, fino all'ultimo istante. Una notte infinita in cui ci si ritrova a «leccare le stelle», ovviamente una metafora, ma che rappresenta perfettamente la canzone.

D: Mi hai incuriosito. Dai, raccontami qualche dettaglio in più di questa notte incredibile.
R:
Ero a Roma, con amici, qualche conoscente. In realtà non c'è niente di incredibile, è un po' il concetto di notte di noi giovani. Ultimamente siamo tutti un po' stressati, per tutte le cose che accadono nel mondo e che ci riguardano sempre di più da vicino. Ed è nella notte che ognuno di noi riesce a cogliere la bellezza della nostra vita. Almeno, a me piace pensare così.

D: Bellezza. Per caso c'entra una donna?
R:
Beh sì. Diciamo che parte tutto da una ragazza. Ma il senso è che in fondo con le cose semplici si riesce a superare ogni preoccupazione.

D: Il tuo genere è il pop rock, ma ormai ormai da anni collabori con Clementino, un rapper.
R:
Sono prima di tutto un chitarrista, tuttora frequento il conservatorio. Per cui mi piace scrivere musica, anche di generi diversi. Ho conosciuto Clementino nel 2015 grazie a Dj Shablo, galeotto un concerto di Tormento, un altro rapper. Per Iena White ho scritto la parte con le chitarre dei due brani che ha portato a Sanremo ed è stata una gioia davvero grande.

D: In una vecchia intervista racconti di alcuni tuoi chilometrici assoli di chitarra elettrica. Li fai ancora?
R:
Erano lunghi perché me ne fregavo. Ai tempi, sul palco facevo quello che mi piace. E quindi un brano poteva durare anche venti minuti. Adesso ovviamente funziona in maniera un po' diversa. Diciamo che devo limitarmi ai 200 metri piani. Al massimo i 400.

D: E X Factor? Lo guardi ancora?
R:
Mi capita ogni tanto. Porto un bel ricordo anche se non è andata tanto bene. È stata un'esperienza incredibile. E poi quest'anno c'è Levante, un'artista che mi piace tanto. Però in generale non guardo tanta tv. Ma perché ultimamente sono impegnato con il disco che sto realizzando con il mio produttore, Davide Maggioni, assieme alla Rusty Records, un'etichetta indipendente.

D: A 12 anni suonavi già Jimmy Hendrix e i Led Zeppelin. Da chi hai preso la passione per la musica?
R:
Dalla mia famiglia. Ricordo quand'ero in macchina e i miei mi ascoltavano Battisti e Celentano. E poi mio padre e i suoi vinili, lui ascoltava il rock, quello più duro, assieme a mio fratello, che di mestiere fa il grafico pubblicitario. Ecco lui soprattutto è un po' il mio pusher musicale.

D: Un palco a cui sei particolarmente affezionato?
R:
Quello del Festival Show, a Castelfranco Veneto, due estati fa. C'erano grandi artisti: Albano, gli Zero Assoluto. Ma soprattutto 20mila persone ad ascoltarci.

D: Anche a X Factor c'erano migliaia di persone che ti guardavano.
R:
Considero quel programma un acceleratore incredibile. Ti ritrovi catapultato su un palco davanti a dei ragazzi pronti a regalarti emozioni mai provate, è chiaro che tutto questo ti dà una visibilità immediata che nessun altro può darti.

D: Il problema è quando poi quei riflettori si spengono.
R:
Non è un caso che si dica: «I talent ti danno subito il successo ma sono in grado di togliertelo con la stessa velocità». C'è molta verità in questo. Ma io non amo soltanto la musica. La studio. Continuerò sempre a scrivere, qualunque cosa accada.

D: Chi è il più bravo di tutti?
R:
Ho ascoltato da poco il nuovo disco di Liam Gallagher. È uscito da poco ed è fantastico. Finalmente è tornato per davvero. È lui il numero uno.

D: Hai detto che quando facevi la gavetta suonavi per una birra. Adesso per cosa suoni?
R:
Per la passione. Perché è la più grande che ho nella mia vita e niente potrà togliermela.

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