3 Ottobre Ott 2017 1044 03 ottobre 2017

Lara Comi e lo stalking: «Paura e sofferenza». L'intervista

Per l'europarlamentare l'incubo è finito: «Ora ci vuole un'applicazione delle norme ancora più efficace». Intanto l'impegno politico non si ferma. La sconfitta della Merkel la fa riflettere, ma una cosa è certa: «Il nostro numero uno rimane Berlusconi».

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Lara Comi

Aveva appena 26 anni Lara Comi, quando venne eletta per la prima volta al Parlamento Europeo tra le file del fu Popolo delle Libertà. Otto anni dopo è ancora lì, con Forza Italia, nonché vicepresidente del Partito Popolare Europeo (Ppe). Otto anni che l'hanno vista impegnata su diversi campi, in diversi ruoli: dalla Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti alla Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, giusto per citarne due tra i più recenti. Otto anni che l'hanno vista anche protagonista di qualche intoppo penalmente irrilevante, ma sicuramente poco simpatico, come il caso dei rimborsi, costatole oltre 120 mila euro «per un errore del commercialista».
Di altro interesse (e sicuramente rilevante) è, invece, la vicenda che l'ha vista vittima di uno stalker e che si è trascinata per mesi prima che le forze dell'ordine arrestassero, il 22 settembre 2017, l'uomo che l'ha perseguitata lungo un periodo che l'onorevole Comi ha descritto a LetteraDonna come denso di «paura e sofferenza» e che l'hanno spinta a invocare, una volta di più, un maggior impegno della magistratura sul tema.
Ma, intanto, la politica va avanti: il centrodestra, e Forza Italia in particolare, si ritrova a dover inseguire per riconquistare il centro della scena, stretto tra il Partito Democratico e la Lega Nord. E anche se Lara Comi fa mostra di non voler cedere ai populismi, ammette comunque che la protesta degli elettori deve essere tenuta in grande considerazione. Una certezza, però, secondo lei c'è, e lo ribadisce nella nostra intervista: «un Numero Uno, che è il Presidente Berlusconi».

D: Il suo stalker è stato arrestato, ma la cronaca ci racconta di casi in cui le denunce delle donne rimangono inascoltate, situazioni che a volte sfociano nel femminicidio. Dove bisogna intervenire per evitare questi esiti?
R: Desidero innanzitutto ringraziare le Forze dell’Ordine per la costante vicinanza che ho potuto più volte constatare in questi mesi. L’arresto del mio stalker è stato possibile grazie al lavoro attento della polizia. La loro professionalità e la dedizione deve ora essere supportata da una applicazione delle norme ancora più efficace. A seguito di una denuncia di una donna occorre attivare, subito, approfondimenti e misure di tutela. Per il mio stalker, ho presentato nei mesi scorsi otto denunce.

D: Nel Parlamento Europeo quali iniziative vengono intraprese in difesa dei diritti delle donne?
R: È da tempo operativa una Commissione parlamentare sui diritti della donna e uguaglianza di genere (FEMM), che affronta tematiche fondamentali come il divario salariale, l'indipendenza economica, la povertà femminile, la sotto-rappresentanza delle donne nel processo decisionale e la violenza contro le donne e le ragazze.

D: L'11 settembre in aula si è discusso della Convenzione di Istanbul...
R:
Sì, che diventerà il primo strumento in Europa a fissare norme giuridicamente vincolanti per prevenire la violenza basata sul genere, proteggere le vittime di violenza e punire gli autori dei reati. Ad oggi, tutti gli Stati membri dell'Unione europea, compresa l'Unione europea, hanno firmato la convenzione e, fino ad ora, 14 Stati membri l'hanno ratificata (tra cui l'Italia). Si attende solo l'adesione formale dell'Unione europea e per fare ciò è necessaria l'adozione di una decisione del Consiglio, previa approvazione del Parlamento europeo.

D: I suoi colleghi uomini collaborano attivamente o le sembrano meno sensibili?
R: L’interesse verso tali tematiche non è classificabile né in base al sesso né in base al partito di provenienza. È questione di intelligenza e sensibilità prima di tutto umana. Devo dire che per questo ho trovato una grande attenzione e, nel mio caso, una vicinanza sincera. Penso poi che sia interesse degli uomini contrastare, sia sul piano politico che poi culturale, tali odiosi fenomeni. In fondo se le donne sono le vittime, gli uomini sono i carnefici. E non è certamente piacevole dover essere catalogati in tali schemi.

D: È mai stata discriminata perché donna? Magari all'interno delle stesse istituzioni?
R: Parlare di discriminazione mi sembra esagerato. Ho percepito in realtà più un certo atteggiamento di supponenza, non in quanto donna, ma in quanto europarlamentare giovane a livello anagrafico. Con costanza e determinazione, mi sembra di aver risposto con i fatti. E la mia rielezione al Parlamento Europeo, con un significativo numero di preferenze, dimostra la bontà del percorso fin qui compiuto.

D: A proposito di diritti delle donne e della loro salvaguardia. Lei nel 2015 si era detta contraria al diritto all'aborto, equiparandolo alla «libertà di uccidere». È ancora di questa opinione?
R: È utile riflettere con attenzione sul concetto di libertà. Penso che sia necessario distinguere il caso in cui la donna sia rimasta gravida in seguito ad uno stupro, piuttosto che alla normale procreazione. Le due condizioni sono molto diverse e per questo motivo devono esser trattate diversamente anche sul tema dell'aborto.

D: Angela Merkel ha vinto, pur con qualche difficoltà, le elezioni. Lei si è congratulata con la cancelliera (la Cdu fa parte del Ppe), ma il suo compagno di partito Gasparri al contrario ha quasi esultato per il calo di consensi registrato dalla Cdu. Chi è che ha un'idea sbagliata di quello che dovrebbe essere il Ppe? Lei, Gasparri o Angela Merkel?
R: Angela Merkel ha vinto le elezioni politiche per la quarta volta e sarà di nuovo Cancelliera, nonostante il periodo di grandissime difficoltà: la minaccia terroristica, la crisi economica, l’emergenza migranti. Un grande risultato che, da vicepresidente Ppe, è mio compito riconoscere. Gli elettori hanno comunque mandato un segnale chiaro e di questo la politica deve tenerne conto: probabilmente occorre accelerare le riforme ad ogni livello, soprattutto nelle Istituzioni europee.

D: Rimanendo alle elezioni tedesche, come guarda all'avanzata dei movimenti di estrema destra? Le loro posizioni xenofobe quanto attraggono il centrodestra di cui fa parte?
R: Le forze che si richiamano alle destre esprimono un disagio profondo nella nostra società, fatto di rabbia, delusione e paura. I populismi si sconfiggeranno solo con la buona politica e dando risposte ai cittadini. Per questo è dovere del centrodestra moderato e riformatore rispondere con azioni e riforme alle attese dagli elettori. Il Ppe in Italia e in Europa ha da oggi ancor più responsabilità.

D: Il Partito Democratico vi ha sottratto spazio al centro. Salvini lo ha fatto a destra. Che cosa rimane a Forza Italia? La tentazione populista o quella di rimanere su posizioni moderate per un futuro accordo di governo col Pd?
R: Non sono d’accordo con la sua domanda. Il Pd è tutto tranne che al centro. Lo ius soli e la legge contro l’apologia del fascismo sono posizioni ideologiche che parlano alla pancia dei militanti di sinistra più che al cuore del Paese. Matteo Salvini, che ha fatto un buon lavoro con la Lega Nord, è sicuramente capace di intercettare oggi quegli elettori che oggi diremmo arrabbiati e delusi. Non si governa però un grande Paese né con l’ideologia né con gli slogan. Lo spazio per una grande forza moderata, riformatrice e liberale è evidente. E parliamo di Forza Italia.

D: Le piacerebbe una coalizione di centrodestra guidata da Salvini?
R: Come già sottolineato, Matteo Salvini ha preso una Lega al 3% per attestarla oggi, secondo gli ultimi sondaggi, intorno al 13%. La guida del centrodestra sarà decisa però dagli elettori, non dalle segreterie di partito. Forza Italia è attualmente il primo partito della coalizione (in alcuni sondaggi recenti in realtà appare in svantaggio rispetto alla Lega, ndr), quindi se ciò verrà confermato anche dalle prossime elezioni sarà Silvio Berlusconi il leader del centrodestra.

D: Matteo Renzi ha 42 anni. Luigi Di Maio 31. Giorgia Meloni 40. Matteo Salvini 44. Berlusconi 81. Non è che Forza Italia ha un problema? E che magari voi, leve più giovani, non vi state dimostrando all'altezza?
R: Nel nostro Movimento esiste una classe dirigente giovane assolutamente di primo livello. Dai comuni, nelle regioni e fino al Parlamento, ci sono molte donne e uomini che stanno dimostrando grande capacità politiche e di governo. Noi non abbiamo un problema, ma la fortuna di avere un Numero Uno, che è il Presidente Berlusconi. Se dal 1994 il leader di Forza Italia continua ad essere un protagonista assoluto delle nostre Istituzioni, mentre altre stelle si sono già da tempo eclissate, un motivo ci sarà.

D: Quali sono le prossime sfide che affronterà Lara Comi? E qual è il suo obiettivo a lungo termine?
R: Desidero consolidare il mio impegno a tutela delle nostre imprese italiane, contro il terrorismo con l'Unione Europea della difesa e contro il femminicidio e qualsiasi forma di violenza. Il tema del lavoro è per me fondamentale soprattutto per i giovani che sono il nostro futuro. A livello politico, continuerò a portare avanti tutte le istanze che provengono dai territori e dal governo del Paese affinché possa vincere quella buona politica di cui l’Italia ha tanto bisogno.

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