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Pechino Express

20 Settembre Set 2017 1903 20 settembre 2017

Pechino Express, Alessandro Egger: «Pensavo che mia mamma si adeguasse»

Dopo l'eliminazione dal reality, il figlio di Cristina si racconta a LetteraDonna: «Le mancavano gli hotel, gli aperitivi nelle ville, le feste, dormire nel suo letto».

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Cristina Egger Alessandro Egger

Era una delle coppie più attese della sesta edizione di Pechino Express. Eppure gli Egger (la madre Gran dama della Real casa dei Savoia, il figlio modello, attore e musicista) sono stati eliminati alla seconda puntata. Un’uscita di scena che non è passata inosservata, soprattutto per lo sfogo di Alessandro Egger nei confronti di Cristina, accusata di essere stata poco combattiva e di non essersi saputa adattare alle condizioni talvolta 'estreme' del viaggio nelle Filippine. La scena in cui la madre osserva con distacco il figlio mentre lui si dispera per l’eliminazione dal programma condotto da Costantino della Gherardesca ha spopolato sui social, provocando un fiume di commenti poco lusinghieri per entrambi. Ma Alessandro, 25 anni, di origine serba, non ha dubbi: «Se ho dato di matto, avevo le mie ragioni: in primis mia madre».

DOMANDA: Dopo l’eliminazione hai detto di «odiare i ricchi», eppure è proprio quello dei ricchi il mondo in cui vivi e lavori. Da dove viene questo astio?
RISPOSTA:
Quel «voi ricchi» era rivolto soprattutto a mia madre, a tutti quelli che si mettono alla prova nelle condizioni più disagiate e poi rimpiangono la loro ricchezza e le loro comodità. Non odio i ricchi: io stesso sono per il 'ricco self made' (che si è fatto da solo, ndr) però non apprezzo chi ostenta, chi non può fare a meno dei proprio agi.

D: E tua madre è così?
R:
A mia madre Pechino non mancherà perché le mancavano gli hotel, gli aperitivi nelle ville, le feste, dormire nel suo letto. È bello avere soldi e fare i soldi, però non bisogna mai disprezzare chi non ce li ha, soprattutto in un programma televisivo. Stai dando un messaggio a migliaia di persone.

D: Tu pensi di aver dato un messaggio positivo?
R:
Sì, io ho dato il mio messaggio personale, purtroppo condizionato dalla fatica, dallo stress, la rabbia, la frustrazione e la competizione. È stato un 'Alessandro in modalità survivor all’ultimo livello'. Non credevo che mia madre non si sarebbe adeguata.

D: Credi di aver dato un’immagine di te che corrisponde alla realtà?
R:
Io sono abituato ad affrontare le difficoltà perché sono cresciuto umilissimamente, senza esser viziato e senza nessun tipo di agio. Anche lei prima era così, poi ha cominciato ad arricchirsi e oggi, pur occupandosi molto del sociale, in quel contesto non ha saputo adeguarsi.

D: Qual è il segreto per non dimenticare le proprie origini anche quando si vive nel lusso?
R:
Basta ricordarsi il giorno in cui è iniziato tutto, non perdere i riferimenti che si avevano prima, che sono la cosa più importante. Evitare, insomma, il cliché di chi diventa famoso e si scorda gli amici di sempre. Sono loro che ti faranno da 'coscienza', che ti diranno se hai sbagliato e ti daranno del cretino anche se sei andato agli Oscar.

D: Chi sono le persone fondamentali della tua vita?
R:
Quattro amici e la mia fidanzata, quelle che ci sono state dall’inizio, prima del successo. Sono anche quelle che mi aiutano a star bene e a banalizzare, quando apri Twitter e vedi una pioggia di critiche. Un amico ti dirà sempre che sa chi sei. Le opinioni degli altri vanno e vengono.

D: Al di fuori del reality, che rapporto hai con tua madre?
R:
Siamo agli antipodi. La vita dell’uno è l’opposto di quella dell’altro. Io ho fatto la gavetta, sono self made, conduco una continua lotta con tutti quelli che sono i problemi della vita per realizzare i miei sogni. Lei invece non ha preoccupazioni. Vive bene, è agiata, frequenta la nobiltà. E poi la pensiamo in modo diverso: io sono molto vecchia maniera, lei cavalca l’onda del momento, è aperta a tutto. Forse dà meno peso ai valori o lo fa con quel suo humor che può risultare pesante.

D: Siete mai andati d’accordo?
R:
A volte ci si trova bene, ma ci scontriamo spesso, soprattutto per il suo modo di vedere la mia carriera e di spronarmi. Mi ha dato un’educazione un po’ fredda, mi è mancato il suo supporto. Ma forse è stato un bene, perché mi ha spinto a fare da solo, a contare su me stesso.

D: Di chi è la colpa se siete stati eliminati?
R:
Credo non nostra. All’ultima puntata eravamo settimi e potevamo rimanere in gara. Ma mentre a tutti è andata liscia negli spostamenti, noi siamo stati molto sfortunati. Nella prima puntata abbiamo avuto sei ore di svantaggio dai concorrenti per la processione. Una cosa mai accaduta prima. Poi la gomma bucata, il driver che ha preso una strada non consentita e noi l’abbiamo scoperto solo dopo, la catena del risciò che si è rotta e non poteva essere riparata…

D: Non sembravate molto ben voluti all’interno del programma. Hai mai pensato che forse, alla fin fine, siete simili?
R:
Non lo siamo affatto. Io ho dato di matto, ma avevo le mie motivazioni. Oltre a una serie di imprevisti, frustrazioni, caldo, fatica, tensione e stress, dovevo cercare di gestire mia madre. Non era concentrata sulla gara. Il mio comportamento è la conseguenza diretta del suo modo di fare. Vorrei vedere loro al mio posto.

D: Avete deciso di partecipare a Pechino Express anche per ricucire il vostro rapporto. È servito a qualcosa?
R:
No. Magari tra vent’anni mi farò due risate e dirò che è stato bello. Ma oggi dico che non è servito a nulla. Per me era un’occasione importantissima per farmi conoscere dal pubblico e far vedere il mio lato privato, che non emerge mai perché sul lavoro sono sempre molto serio. Chi mi conosce sa quanto sono carico, energetico e positivo. Può partire il sondaggio: nessuno dirà di avermi mai visto così, solo mia madre riesce a farmi diventare isterico.

D: Un bilancio di queste due settimane nelle Filippine.
R:
Non ho sbagliato niente, rifarei tutto. Se le cose sono andate così vuol dire che dovevano andare così. Mai avere risentimenti e rancore, serve solo essere coerenti con sé stessi e accettarsi. Avrò modo di farmi conoscere in futuro. L’odio del web rimane solo se non dai loro modo di cambiare opinione. Pensiamo a Justin Bieber: per sei anni è stato distrutto dalla critica, poi su di lui hanno cambiato idea. Alla fine l’odio è amore.

D: Quali sono i tuoi progetti ora? Continuerai con la televisione?
R:
Sicuramente continuerò con la televisione, ma basta reality. Ora penso alla settimana della moda di Milano, poi riparte tutto il mio percorso creativo tra musica, moda e cinema. Ieri è uscito il mio nuovo pezzo con Lion, Ginger, che sta andando benissimo. Sto pubblicando da un mese le puntate da leggere su Wattpad, che stanno facendo tendenza. Poi c’è sempre la moda, con cui lavoro quotidianamente.

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