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14 Settembre Set 2017 1156 14 settembre 2017

X Factor 2017: Mara Maionchi, la «gallina vecchia» torna in giuria

Intervista alla discografica più amata d'Italia, nuovamente protagonista al tavolo del talent canoro in onda su SkyUno dal 14 settembre: «Altro che minestra riscaldata, io faccio buon brodo».

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Mara Maionchi

Maschi, tremate, Mara Maionchi è ritornata. «Se posso fregarli lo faccio volentieri, ma non è che mi stiano antipatici». Così si rivolge ai suoi colleghi di X Factor: Fedez e Manuel Agnelli. Il cantante degli Afterhours risponde a tono: «Ma perché non te la prendi con Levante, così noi stiamo tranquilli? Due donne in giuria diventano impegnative». E allora ecco servite le prime scintille tra giudici proprio il giorno della presentazione dell'edizione numero 11, al via il 14 settembre su SkyUno. Ma questo è niente rispetto alla bomba recentemente lanciata proprio dalla produttrice discografica più famosa d'Italia, nata a Bologna nel 1941: «Mio marito mi tradiva, così io mi sono messa a giocare d'azzardo, buttando via parecchi soldi, miei e suoi». Bomba che poi, in verità, non è mai esplosa, perché Mara e Alberto Salerno, anche lui discografico, stanno ancora insieme, acqua passata insomma. I due sono sposati da 40 anni: lui è più giovane di nove, e qualcuno li ha già ribattezzati 'i Macron d'Italia' anche sei lei fa notare, giustamente, una differenza di età ancor più forte tra la première dame e il presidente francese.

CRISI DEL SETTIMO ANNO… AL CONTRARIO

Ha perdonato suo marito, Mara Maionchi. Proprio come i fan del talent canoro più famoso hanno fatto con lei dopo la separazione avvenuta nel 2012. La verità è che, in fondo, per molti non se n'è mai andata. Perché X Factor è Mara Maionchi, lo è sempre stato, anche quando al tavolo dei giudici sedeva qualcun altro al posto suo. Il tempo e la distanza hanno fatto il resto. Difficile stare lontana dal programma che l'ha lanciata come personaggio televisivo. Potremmo considerarla come una crisi del settimo anno anomala, che funziona al contrario, e mitigata solo in parte dal suo ritorno in famiglia nel 2014 come conduttrice di Xtra Factor, dalla quinta edizione in poi il talk show in onda subito dopo la sfida serale. Insomma, come dice Alessandro Cattelan: «La nostra vera padrona di casa è sempre stata lei, un po' la mamma di tutti. Non se n'è mai andata, al massimo ci ha lasciato in affitto per qualche anno». Una mamma forte, che tre anni fa ha combattuto e sconfitto un cancro al seno. E una nonna felice, dato che le due figlie, Camilla e Giulia, le hanno già regalato dei nipotini. Sarà anche per questo che Mara non ha peli sulla lingua neanche quando deve parlare di se stessa: «Non so se sono la mamma, di sicuro sono la vecchia del gruppo. Certo, vecchia, che male c'è, la carta d'identità parla chiaro». E alla prima domanda, ecco che riparte subito con la sua risata tipica. Adesso sì che possiamo dirlo per davvero: Mara è tornata.

DOMANDA: Signora Maionchi, un ritorno comporta anche dei rischi. Non si sente un po' minestra riscaldata?
RISPOSTA
: Macché, gallina vecchia fa buon brodo. A parte gli scherzi, conosco bene quali sono i rischi e non mi spaventano: al massimo posso essere un cattivo giudice, tante volte sono stata anche un cattivo produttore. La possibilità di sbagliare c'è sempre, questo vale per i ragazzi sul palco ma anche per me e gli altri giudici.

D: Con lei si tornano anche alle due donne in giuria. Non succedeva dal 2012, quando c'erano Simona Ventura e Arisa.
R:
Speriamo che non sia una questione di quote rosa: mi auguro di essere qui con Levante perché siamo brave tutte e due. Poi io con gli uomini mi trovo benissimo, non c'è bisogno di mettere in riga nessuno. Se c'è da discutere si discute, ma sempre per il bene del programma e dei ragazzi che si esibiscono sul palco.

D: Un aggettivo per i suoi compagni di viaggio.
R:
Fedez è un bravo imprenditore. Manuel Agnelli un grande artista. Levante mi ha conquistato con la sua musica ed è il massimo che una cantante possa ottenere da me.

D: L'ultima edizione con due donne in giuria è stata anche l'ultima in cui ha vinto un'artista al femminile: Chiara Galiazzo.
R:
Non so se le cose cambieranno, se ci sarà una donna forte senz'altro sì. Ma d'altra parte Giusy Ferreri non vinse ma andò benissimo perché la sua era una canzone meravigliosa. Il potenziale sicuramente c'è. Personalmente faccio il tifo per la mia squadra, e devo dire che tra gli Over vedo gli uomini un po' più pronti delle donne. Quello che conta però sono le canzoni. I Beatles erano noti per la loro musica, non per come vestivano o cosa facevano nella loro vita.

D: Giusy Ferreri ha iniziato con X Factor, forse è stata la prima di tante. Da dove ha iniziato invece Mara Maionchi? Quando ha capito che produrre dischi sarebbe stata la sua strada?
R:
Per caso. Lavoravo in una ditta che fabbricava impianti anti incendio a Milano, dove mie ero trasferita a 20 anni da mia sorella. Un giorno risposi a un annuncio del Corriere della Sera: 'cercasi segretaria per ufficio stampa', la casa discografica era Ariston. Fui assunta da Alfredo Rossi in persona, proprietario e fondatore dell'etichetta, il mio primo maestro, se vogliamo. Il lavoro mi piacque da subito, rimasi nell'ambiente ricoprendo ruoli dirigenziali in un'industria in cui le donne ancora oggi sono pochissime nei posti chiave, figuriamoci allora. Al massimo potevano fare le segretarie, proprio come ho iniziato io.

D: Diceva che da discografica ha fatto degli errori: ha mai preso cantonate?
R:
Neanche può immaginare quante. Con Gianna Nannini stavo per essere licenziata, ero la sua produttrice, avevamo investito e stavamo investendo tanto su di lei. I suoi primi tre album però furono tremendi e il mio capo mi disse: «Diamoci una mossa perché avanti così si chiude». Poi lavorando sodo arrivò America e fu un disco che fece il botto, da lì non si è più fermata.

D: Un artista che invece ha avuto un successo tanto immediato quanto insperato?
R:
Tiziano Ferro. Ha venduto subito, dal suo primo album. Ammetto che mi ha fatto proprio contenta.

D: Il concorrente di X Factor che in questi anni l'ha impressionata di più?
R:
Marco Mengoni. Un cantante che sul palco era ed è ancora davvero affascinante. Ma ne aggiungo un altro: si chiama Ruggero Pasquarelli, era con me nel 2010, fu eliminato un po' prima della finale. Adesso ha 24 anni e so che in Argentina va fortissimo come attore (ha recitato in Violetta, ndr). Non era un grande cantante ma si vedeva che aveva grandissima personalità.

D: Cosa cerca in questa edizione?
R:
Qualcosa che non ho ancora visto o sentito. Ma sopratutto cerco gente che sia motivata e che abbia voglia di lavorare sodo, il talento non basta. La fatica è l'unica maniera possibile per avere successo. Recentemente ho visto Techeté su RaiUno. C'erano Mina e Raffaella Carrà e certamente la tigre di Cremona aveva tutto: più talento, più presenza scenica, e poi era bellissima. Però era altrettanto evidente che Raffaella aveva lavorato tantissimo su di sé, e i risultati poi si sono visti negli anni.

D: E Mara Maionchi? Si sente migliorata come giudice rispetto all'esordio nel talent show?
R:
Ma no, io sono sempre la stessa. Io sono qui perché sono a caccia di artisti. Lo spettacolo mi interessa relativamente, io voglio scoprire il talento di chi può fare almeno un disco di successo. Tutto quello che c'è intorno serve, esiste, ma non mi distrae da quello che c'è da fare. Rimango sempre me stessa, una produttrice discografica.

D: Cosa si aspetta da questa edizione?
R:
Un grande successo. Che altro dovrei aspettarmi, Babbo Natale?

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