13 Settembre Set 2017 1619 13 settembre 2017

Parla con Lei, Andrea Delogu si confessa a LetteraDonna

Ex sociopatica al punto di non staccarsi più dal web, la conduttrice del programma in onda su Fox si racconta senza filtri: «Se fossi al posto dei concorrenti la gente vedrebbe il peggio di me».

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Delogu

«Dai non scherziamo, sei qui per vedere tette e culi, non per sapere cosa ho fatto nella vita: tivù, radio e piadina». L'incipit della sua biografia Instagram recita proprio così. Ma a sentirla parlare si va ben oltre l'apparenza. Andrea Delogu, istrionica conduttrice radiofonica e televisiva, non perde il senso dello humor neanche mentre cerca di ricaricare le batterie dell'automobile capricciosa che ha deciso di abbandonarla per strada. «Sono a casa sana e salva», racconta al telefono a LetteraDonna qualche ora dopo l'inconveniente. Cresciuta nella comunità di San Patrignano, dove i suoi genitori si sono conosciuti, la 35enne romagnola, oltre a essere una delle voci di Rai Radio2, è una che nella vita ci mette la faccia con coraggio. Come quella volta che ha postato sul profilo Facebook una foto che ritraeva il suo volto ricoperto di post- it ingiuriosi a sostegno di una campagna di cyberbullismo. O quando ha tenuto una conferenza TedX per parlare dei suoi problemi di dislessia. Da settembre 2017 conduce la seconda stagione di Parla con lei, il dating show di FoxLife in onda ogni mercoledì, in cui una ragazza vive in soggettiva (attraverso una telecamera indossata dai papabili partner) una giornata tipo dei suoi pretendenti, senza mai scoprirne l'aspetto fisico.

DOMANDA: Parla con Lei di nuovo in onda su Fox. Quali sono le novità della nuova stagione?
R:
Il programma avrà sempre lo stesso format perché ha funzionato ed è andato bene. Ma la cosa divertente è che a questo giro abbiamo deciso di arricchirlo con un pochino di cattiveria. Non saremo più dolci e romantici, ma metteremo alla prova chi vuole partecipare. Tu vieni a cercare l'amore? Chiedi come dovrebbe essere la tua donna o il tuo uomo ideale? Noi te la/lo troviamo. Poi se in realtà qualcuno, anziché il partner della vita, stavi cercando solo un po' di passione... beh, forse questo si noterà.

D: Il primo protagonista del dating show di quest'anno è stato un ragazzo gay.
R:
La partecipazione di Daniele è stata bellissima. Lui è stato divertente, simpatico, ironico e alla fine la scelta è caduta sulla persona che lo avrebbe conquistato anche in biblioteca, al ristorante, o in discoteca. Si sono proprio trovati.

D: Prima lo stupro di Rimini, poi quelli di Firenze. Da donna con una certa familiarità con i mass media, che idea ti sei fatta sulla copertura giornalistica di questi due fatti di cronaca?
R:
I due casi sono stati trattati in maniera completamente diversa. Dai giornali si evince che è molto più grave quello di Rimini, quando invece lo stupro è uno stupro. 'No' vuol dire 'no' in tutte le lingue: una donna dice no a un italiano, come dice no a un immigrato. Non fa nessuna differenza che abbia una divisa o meno. Il vero problema degli ultimi anni è il clickbait: vuoi che qualcuno apra il tuo articolo per incassare i soldi necessari a tenere su una testata, e quindi devi fare un titolo che acchiappi, e di conseguenza scrivere un articolo che dia contro a qualcuno. Perché se attacchi qualcuno allora c'è gente che si può schierare con o contro di te. Poi il pezzo viene postato in più pagine, viene aperto da più persone, e riceverà tanti più soldi dalle pubblicità. Non si capisce che in questo modo si sta fomentando un odio dilagante.

D: A proposito di odio, i social sono anche teatro di bullismo nei confronti di donne e ragazzini. Come pensi si potrebbe arginare il fenomeno?
R:
Li si dovrebbe educare fin dall'inizio. Grazie al lavoro della polizia postale è più facile oggi riuscire a dare un volto a un nome. E anche la legge contro il bullismo è stata una grande festa. Si sta cominciando a capire qual è il problema e si inizia a cercare una soluzione. Personalmente mi sono aggregata a una catena nata sul web qualche mese fa, per la quale mi è stato chiesto di riempirmi il volto con le parole di insulto che ricevo spesso sui social. Io sono una ragazza di 35 anni, da molto tempo faccio questo lavoro, e le offese non mi toccano più di tanto. Quindi arrivo a rispondere e a bloccare, e poco altro. Ma se le parole arrivano a una ragazza di 16 anni possono cominciare a fare male.

D: Per la Rai sei stata anche co-conduttrice di Stracult. Ti piacerebbe fare cinema che spacca (motto della trasmissione, ndr)?
R:
Sono sposata con un attore. Più che farne parte, di quel mondo desidero parlare. Il cinema mi affascina: è magico, meraviglioso, ipnotizzante. A me piace raccontarlo, intervistarne i protagonisti, vedere la passione che ci mettono. Quando Francesco (Montanari, Il Libanese di Romanzo Criminale, ndr) torna a casa e mi fa il resoconto di quello che è successo sul set, pendo dalle sue labbra. Ma fare l'attrice non è mai stata una mia ambizione.

D: Sei la voce del programma radiofonico Sociopatici su RaiRadio. Quanto ti senti sociopatica?
R:
A volte mio marito mi dice che sembro una psicopatica, alzando il livello. Il programma è nato perchè a un certo punto della mia vita non riuscivo a staccarmi da quello che succedeva sui social. Sociopatici è stato scritto e ideato per quelli che hanno bisogno di continue nozioni che arrivano dal mondo, e quelli che preferiscono stare da soli invece che in compagnia. Cioè quello che a un certo punto della vita è capitato a me. Ora sono un po' cambiata, anche perché una volta cresciuta ho avuto sempre più voglia di vedere gente, ma è rimasto un po' il file rouge della trasmissione: noi raccontiamo quello che accade nel mondo, ma se non hai voglia di ascoltare non devi neanche fare capolino.

D: Sull'altare hai dedicato a tuo marito la canzone T'appartengo di Ambra Angiolini. Gliela canti ancora?
R:
Ero in vacanza quest'estate e da una playlist ovviamente è partita questa canzone. Mi sono emozionata, per quanto goliardica fosse in quel momento, è diventata la nostra canzone.

D: Con Franco di Mare hai prestato la voce per la diretta radio in Rai del concerto organizzato da Arianna Grande per le vittime dell'attentato di Manchester. Che esperienza è stata?
R:
Per me è stato un onore fare parte di un prodotto così importante e viverlo da dentro mi ha dato serenità. Vedere i messaggi che arrivavano e le persone che ci credevano è stato molto speciale.

D: Progetti futuri?
R:
Per il momento ne ho talmente tanti nel presente che devo soltanto riuscire a trovare del tempo anche solo per imparare a cucinare la quinoa. Questo è il progetto più importante è fare in modo di andare in palestra per non perdere la forma. Per il resto la mia vita la passo tra libri e radio. Mio marito tra un po' mi lascia.

D: Se fossi tu ad indossare la telecamera dei pretendenti di Parla con lei, cosa vedremmo in una tua giornata tipo?
R:
Il peggio: me che entro in palestra, prendo il caffè e vado via. Poi vedreste me che litigo con il mio cane per portarlo giù ed evitare che faccia casini in giro. E infine vedreste me prima di sposarmi, sicuramente con le mie amiche, a zonzo a mangiare

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