1 Settembre Set 2017 1948 01 settembre 2017

«In cucina la bellezza non basta»

Emigrato a 20 anni senza sapere una parola d'inglese. Barman a Dublino. Pasticciere negli Usa. E, infine, giudice di Bake Off Italia. Intervista a Damiano Carrara: «Il primo bignè? Un disastro».

  • ...
damiano carrara bake off italia

Dalle macchine saldatrici ai fornelli il passo, in fondo, non è poi così lungo. Per maggiori informazioni, chiedere a Damiano Carrara, il nuovo giudice di Bake Off Italia, il cooking show sulla pasticceria che riparte con la seconda stagione su Real Time. Trentadue anni, di Lucca, ha rinunciato a un contratto a tempo indeterminato come metalmeccanico per inseguire un sogno di glassa, panna e pan di spagna. Via di casa nel 2006, direzione Irlanda, dove lavora come barman e impara l’inglese. Poi, nel 2008, si trasferisce in California con il fratello Massimiliano, più piccolo di due anni. Ed è lì, a Moorpark, contea di Los Angeles, che la sua avventura inizia per davvero. Diventa pasticciere, imprenditore e poi anche personaggio televisivo. Nove anni dopo, Damiano torna in Italia, stavolta dalla porta principale, come giudice di Bake Off Italia - Dolci in Forno, bakery show nato in Inghilterra e prodotto da Magnolia. Affiancherà Ernst Knam, pasticciere anche lui, e la giornalista Clelia D’Onofrio, con Benedetta Parodi in conduzione. Sarà il più giovane del team ma già con grande esperienza, avendo partecipato negli Usa come concorrente a cooking show televisivi come Spring Baking Championship, Cutthroat Kitchen e Food Network Star, e poi successivamente come giudice, sempre sul canale internazionale Food Network.

DOMANDA: Damiano, bentornato a casa.
RISPOSTA: Lo dico sempre e lo dirò sempre. L’Italia è il paese più bello del mondo. Purtroppo qui non ho avuto le occasioni che invece ho avuto altrove, ma credo sia stata anche una questione di fortuna. Ho avuto successo in California. Ma nulla mi vieta adesso di fare qualcosa anche in Italia. Bake Off è un’opportunità.
D: Un ritorno in patria dalla porta principale, dopo che, appena ventenne, te n’eri andato dalla porta di servizio a cercare fortuna.
R: Sto costruendo qualcosa di importante per il mio futuro. Io e mio fratello Massimiliano negli States oggi abbiamo due pasticcerie, un laboratorio, una ditta di importazione e una di caffè. Ma vorrei correggermi.
D: Prego.
R: Qualcosa di importante per il mio futuro e per quello dei miei genitori. Siamo riusciti a mandare in pensione la mamma con qualche anno di anticipo. E ora, assieme al babbo, trascorrerà sei mesi da noi in America, e sei mesi in Italia.
D: Papà muratore, mamma impiegata alle poste. Tu eri metalmeccanico. Come hanno reagito quando hai detto: «Me ne vado?»
R: Che ero matto! Lavoravo alla Fabio Perini di Lucca. Mamma era furiosa. «Ma che fai, ma dove vai». Ma non era quella la mia vita. E lo ha capito. Come mio padre, che mi disse: «Fai quel che vuoi». Forse perché anche lui aveva rischiato, aveva aperto una propria ditta, era imprenditore anche lui. Così sono andato in Irlanda lavorando come barman, e senza sapere l’inglese.
D: In America hai iniziato in un ristorante, mettendo da parte i soldi per aprirti una piccola pasticceria, la Carrara Pastries. Ricordi il primo dolce che hai preparato?
R: Un bignè. Fu un disastro. Ero tutto sporco di crema. Non riuscivo a tenere in mano la sacca. Un’esperienza formativa, ma tremenda.
D: Almeno era buono?
R: Certo. La ricetta era quella di mio fratello. Devo tutto a lui. La passione per la cucina e la pasticceria l’ho ereditata da lui, che ha iniziato a 'impastare' quando aveva 14 anni.
D: Ed è il fratello minore: due anni meno di te.
R: Vero. E sapete una cosa? Saltava la scuola di nascosto per andare in pasticceria e fare le torte. Io ovviamente lo coprivo. Oggi lavoro con lui tutti i giorni. Siamo quasi coetanei. Il nostro è anche un rapporto di grande amicizia.
D: Ma di solito si impara a stare ai fornelli dai più grandi, non dai più piccoli.
R: In famiglia siamo tutti bravi in cucina. Però è vero. Ho imparato tanto anche dalla nonna. A Natale faceva uno zuccotto toscano che era la fine del mondo. E poi una spettacolare crema diplomatica. La preparo spesso anch’io, mi fa pensare un po’ anche a lei.
D: Quindi se tu fossi un dolce…
R: Sarei la torta della nonna, senza dubbio. Semplice, tipico della toscana. Buono sempre.
D: Sarai buono anche con i concorrenti?
R: Sarò onesto. E diretto. Posso garantire che non lancerò piatti come Bastianich. Ma se mi sbagli la frolla te lo dico, punto e basta.
D: Com’è il rapporto con gli altri della giuria?
R: Andiamo d’accordo. In particolare con Ernst Knam, al contrario di quanto scritto altrove, ci siamo trovati subito. La sera stessa eravamo a ridere e a scherzare assieme a cena. Un tipo decisamente divertente, almeno per chi lo conosce. Può avere un’aria un po’ arrabbiata. Ma con lui ci si schianta dal ridere.
D: Passi da giurie americane a una giuria italiana. Differenze?
R: Che si cerca l’America anche in Italia. Andrebbe esaltata un po’ di più la nostra italianità, perché non siamo secondi a nessuno.
D: In un vecchio spot del caffè, Nino Manfredi diceva che il colore della tavola italiana è il rosso. E quello della pasticceria?
R: Il giallo, ovviamente. Quello della crema pasticcera. La più classica che c’è.
D: Il dolce più buono in assoluto?
R: Il tiramisù. Si può fare in tutte le maniere.
D: Cioccolato o vaniglia?
R: Vaniglia. Sono per i sapori più delicati.
D: Ce l’hai un ingrediente preferito?
R: Per me è il pubblico. In tutti i talent Usa sono stato sempre nominato fan-favorite. Mi ha seguito e mi ha dato tanto, in ogni stagione.
D: Non a caso c’è chi dice che sei stato scelto anche perché piaci alle donne.
R: Non saprei. Ovviamente in tv bisogna essere anche televisivi e in questo senso ho dovuto fare anche dei provini. Ma poi, se non hai nient’altro da offrire, fai poca strada.
D: Vita privata?
R: Non mi piace parlarne. Posso dire che sono fidanzato.
D: Ultima domanda: come andrà Bake Off?
R: L’anno scorso in finale sono stati raggiunti due milioni di telespettatori. Un gran bel traguardo. Sarebbe fantastico fare numeri del genere a episodio. Ma l’inizio non sarà perfetto. Cominciamo in anticipo, c’è chi è ancora in ferie. Sono però convinto che, piano piano, faremo numeri più alti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso