24 Febbraio Feb 2018 1024 24 febbraio 2018

Le cose da sapere sui piercing genitali femminili: dal vch al fourchette

Possono aumentare il piacere e migliorare la percezione del proprio corpo, ma attenzione: non è una cosa che possono fare tutti.

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Piercing Genitale

C’è chi lo fa per riprendersi da una delusione d’amore, chi solo per l’estetica e chi invece condivide l’esperienza con il proprio partner. In una zona erogena quanto sensibile come la vulva, i piercing sono ancora un tabù, nonostante si tratti di una tendenza sempre più in voga tra le giovani (e non solo). 'Bacchettoni' a parte, questo 'gioiello' è anche uno strumento per migliorare positivamente la consapevolezza di sé e la percezione del proprio corpo. Vedersi e soprattutto sentirsi diverse. Ma come si fa? E soprattutto, ci sono controindicazioni dal punto di vista sessuale? Il sito americano Refinery29 ha svelato i trucchi di Cassi Lopez, body piercer newyorkese, e le risposte più frequenti che in passato ha dato alle sue clienti.

CONDANNATA ALLA CASTITÀ?

Se ti stai chiedendo «Mi faccio il piercing, ma poi posso fare sesso?», sappi che, purtroppo, il processo di guarigione potrebbe durare mesi. Questo non vuol dire castità obbligata, ma «Attenzione: interrompi qualsiasi rapporto o attività sportiva che ti provochi dolore». Il piercing non vieta la penetrazione, anzi in molti casi aumenta il piacere durante il rapporto, ma nelle prime settimane ci vuole cautela soprattutto per i 'gioielli' posizionati nelle zone più sensibili.

E SE POI CAMBIO IDEA?

È possibile rimuovere il piercing in qualsiasi momento. I fori più piccoli possono chiudersi in poco tempo e diventare invisibili, visto che la pelle intorno al clitoride e alle labbra è più spessa e rugosa. Sicuramente il foro non si rimarginerà più se, una volta richiuso, si decide di fare il bis nella stessa posizione.

UN OCCHIO ALL'ANATOMIA

Se ti sei convinto a fare il piercing genitale, sappi che la paura di provare dolore paralizza anche le più coraggiose: per fortuna, la 'sofferenza' dura solo pochi secondi. Però, non è importante solo conoscere cosa e dove farlo, ma capire se l'anatomia dei genitali consenta l'inserimento del 'gioiello'. Ogni corpo è differente dagli altri e non tutti i piercing sono adatti a qualsiasi persona: ad esempio, quello verticale al clitoride è uno tra i più diffusi, ma alcuni non possono farlo perchè la pelle è troppo sottile e potrebbe non bastare per fare il foro.

I TIPI DI PIERCING GENITALI

I piercing genitali seguono le stesse regole dei classici per le orecchie o per la lingua. Nella scelta del tipo da indossare, il materiale gioca un ruolo importante per evitare allergie: oro, platino, acciaio chirurgico e titanio sono i più comuni. In generale, i piercing più comuni sono quello verticale e orizzontale per il clitoride e quello all’interno o all’esterno delle labbra. La forma varia in base al gusto della cliente: esistono i classici anellli o i ‘bananabell’ (curved barbell), tra i più utilizzati perché la parte curva che struscia contro il clitoride e aumenta la stimolazione. Ne esistono altre tipologie meno popolari come il 'piercing di Venere' (o più comunemente ‘Christina’), inserito nel punto d’incontro delle grandi labbra con il 'monte di Venere', o il ‘fourchette’, posto su una sottile parte di pelle nella zona posteriore della vulva.

ADESSO COSA SUCCEDE?

Esistono diverse tecniche per eseguire i piercing genitali, ma la parola d’ordine è rilassarsi. Spesso effettuare esercizi di respirazione aiuta a evitare qualsiasi movimento incontrollato: inspirando profondamente ed espirando, le gambe si rilassano e l’intero corpo è pronto ad accogliere meglio questa modificazione corporale.

COSA PUÒ ANDARE STORTO?

I rischi ci sono, come per qualsiasi piercing, ma si possono prendere alcune precauzioni. L’igiene è fondamentale: lavare con acqua e sapone oppure con una soluzione salina può prevenire irritazioni e, nei casi più gravi, infezioni. Attenzione alle reazioni allergiche che potrebbero causare infiammazioni, dolore o perfino il rigetto del piercing.

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