2 Settembre Set 2015 1104 02 settembre 2015

Lui o lei? Per la moda non conta

Valentijn de Hingh e Hari Nef sono i protagonisti della nuova campagna pubblicitaria di &Other Stories. Giovani, belli e senza genere sono l'esempio dell'ultima tendenza del fashion.

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Senza genere. In sospeso tra il maschile e il femminile. Così affermano la propria identità i protagonisti dell'ultima campagna pubblicitaria di &Other Stories. Valentijn de Hingh, modella olandese, e Hari Nef, primo modello transgender della storia a firmare un contratto globale con la Img Models, sono l'esempio di una tendenza sempre più diffusa nella moda e nella musica. Il genere fluido che rifiuta le categorie sessuali e d'identità pre-assegnate dalla società.

BAMBINO TRASNGENDER
Valentijn, il nuovo volto degli scatti firmati dal fotografo Amos Mac a Stoccolma, è diventata ufficialmente donna dopo l'operazione di «riassegnazione» sessuale. Dagli otto ai 17 anni è stata la protagonista di un documentario, Valentijn, sull'esperienza dei bambini transgender andato in onda sulla tv olandese. Appena maggiorenne, ha iniziato a calcare le passerelle di tutto il mondo, sfilando per Marc Jacobs e Jean Paul Gautier e prestando il proprio volto alla linea di cosmetici Make up for Ever.  Le foto sul suo account Instagram raccontano di una ragazza che della fluidità di genere ha fatto una scelta di vita. Eterea, androgina e quasi mai provocante secondo la definizione che fino a pochi anni fa si dava della donna come femme fatale.

«CON LA MODA ESPRIMO LA MIA PERSONALITÀ»
Hari Nef è di una bellezza quasi angelica. Se non fosse per la voce, chiaramente maschile, potresti pensare che la definizione lui/lei su cui il modello gioca è più che corretta. A soli 22 anni, Hari vanta un contratto con la Igm Models che nessun altro transgender si è visto riconoscere sinora. Nel video della campagna di &Other Stories racconta che la moda ha giocato un ruolo chiave nel processo di formazione della sua identità. «È stato il mio primo mezzo per esprimere la mia personalità e una femminilità che non fosse quella della bellezza convenzionale». Per il fotografo Amos Mac l'unica cosa che conta nella moda come nella società è far star bene una persona. «Penso che bisognerebbe iniziare a prendere in considerazione delle opzioni che non viaggiano su binari prestabiliti. Non dovrebbe essere così scioccante e radicale».

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