Bellezza 18 Febbraio Feb 2015 0900 18 febbraio 2015

E tu che tipo di cellulite sei?

Per combatterla al meglio, bisogna conoscerla bene. Ecco le tipologie e i trattamenti indicati.

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Female squeezes cellulite skin on her legs

La cellulite è odiata e combattuta da tutte le donne. Che però spesso non la conoscono abbastanza. Tanto che utilizzano il termine in modo generalizzato per indicare tre diverse situazioni che possono derivare dal corredo genetico dell'individuo oppure da una vera e propria insufficienza venosa o addirittura da diete troppo drastiche che 'afflosciano' i muscoli. Nel primo caso si tratta di adiposità localizzata (grasso in eccesso), il secondo invece si chiama Pannicolopatia Edematofibrosclerotica (che è la cellulite vera e propria), il terzo è invece un problema di falsa cellulite.
A spiegare le differenze tra i tre casi e come trattarla è Emanuele Bartoletti, Segretario Generale della Società Italiana di Medicina Estetica Direttore della Scuola Internazionale di Medicina Estetica della Fondazione Fatebenefratelli per la ricerca e la formazione sanitaria e sociale, Direttore Scientifico del Servizio Ambulatoriale di Medicina Estetica, Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli all'Isola Tiberina di Roma. Che raccomanda: «I trattamenti terapeutici ovviamente vanno sempre accompagnati da corretti stili di vita, giusta alimentazione e attività fisica».

Per combattere l'adiposità localizzata si ricorre anche alla chirurgia.

GRASSO SANO DA TRATTARE SOLO SE IN ECCESSO
«L'adiposità localizzata è grasso sano e va trattato solo se in eccesso. Ma attenzione: va trattato solo quando il peso è ottimale. Per esempio mai prima di una dieta». Per eliminarlo si può intervenire con la Cavitazione, che grazie all'uso degli ultrasuoni riduce il volume corporeo, con la Laserlipolisi, particolare tecnica di trattamento del grasso consistente in trattamenti laser soft eseguiti in anestesia locale ed ancora con la Lipoaspirazione, vero e proprio intervento chirurgico che consiste nell'aspirare con piccole cannule il tessuto adiposo in eccesso.

La carbossiterapia è indicata per combattere la vera cellulite soprattutto nelle sue fasi iniziali.

LA VERA CELLULITE È UNA MALATTIA
La pannicolopatia edematofibrosclerotica, la vera cellulite, «è una malattia del tessuto adiposo che è sempre accompagnata da una difficoltà circolatoria venosa e linfatica. Si divide in vari stadi di gravità e deve essere sempre trattata perché la sua caratteristica di cronicità rischia di farla sfociare in una situazione invalidante». In questo caso si può ricorrere a trattamenti quali: la Carbossiterapia, indicata soprattutto per le fasi iniziali o moderate per il miglioramento della microcircolazione e dell'irrorazione del tessuto adiposo, ma anche per le fasi più avanzate in aiuto alle fibrosi; la Mesoterapia, che grazie all'iniezione di farmaci migliora la circolazione, riduce l'edema e, nelle fasi più avanzate, permette il trattamento delle fibrosi; il Drenaggio Linfatico Manuale ed il Drenaggio Linfatico Meccanico (LPG), che favoriscono la riduzione dell'edema e la circolazione linfatica. «In particolare grazie a quest'ultimo si riesce ad ottenere anche un deciso rimodellamento corporeo», precisa Bartoletti.

La radiofrequenza è utile per il ricompattamento dei tessuti rilassati.

ATTIVITÀ FISICA CONTRO LA FALSA CELLULITE
La falsa cellulite è invece una condizione in cui un ridotto tono muscolare a livello dei glutei o un eccessivo dimagrimento porta ad uno scivolamento dei tessuti che si addensano a livello della parte esterna delle cosce sembrando grasso in eccesso. «Va trattata riarmonizzando la muscolatura e ridando tono ai tessuti», spiega l'esperto. Nel caso in cui sia necessario un ricompattamento dei tessuti rilassati, accanto ad una riduzione di volume del tessuto adiposo, si può sottoporre il paziente a Radiofrequenza, ovvero a trattamenti che utilizzano onde elettromagnetiche. «Per chi invece ha solo la falsa cellulite è indicato come correzione un eventuale aumento di peso, un'attività fisica sotto controllo medico mirata all'ipertrofizzazione dei glutei, associata eventualmente ad un'elettrostimolazione».

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