Trucco 17 Gennaio Gen 2015 1030 17 gennaio 2015

Mascara, ti ho smascherato

Si chiamava rimmel, poi cambiò nome. Tutti i segreti del più straordinario alleato dello sguardo.

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Indispensabile per dare il massimo risalto agli occhi e rendere lo sguardo più seducente, il mascara ha un background di tutto rispetto. La sua invenzione, infatti, risale al 1840 per opera del chimico francese Eugene Rimmel. Si trattava di un impasto solido, color pece che, diluito con acqua e applicato sulle ciglia mediante uno spazzolino, le scuriva e le faceva sembrare più lunghe. Il successo fu tale che il nuovo cosmetico prese il nome del suo inventore. Come pure le innumerevoli imitazioni messe a punto negli anni a seguire.

L'invenzione del mascara risale al 1840 grazie al chimico francese Eugene Rimmel.

L’INTERVENTO DI HELENA RUBINSTEIN
Fino al 1913, quando Helena Rubinstein rivoluzionò totalmente il prodotto, rendendolo semiliquido e racchiudendolo in un tubetto. Non contenta, gli cambiò anche il nome: non più rimmel, bensì mascara. Ma la formula era ancora empirica e non aveva niente da spartire con quelle attuali, che assicurano performance davvero straordinarie. Ma perché il mascara svolga al meglio il suo compito non va scelto a caso e deve essere applicato in modo corretto.

FORMULE PER TUTTE LE ESIGENZE
Per ottenere l’effetto volume conviene utilizzare un mascara piuttosto denso, a base di polimeri e cere naturali combinati con microsfere di nylon in grado di rivestire le ciglia come una guaina, aumentandone il diametro. I prodotti allunganti, invece, contengono un mix di microfibre di cellulosa e nylon che li rende molto scorrevoli, così possono raggiungere facilmente anche le punte. La maggior parte dei mascara contiene anche sostanze funzionali, come i peptidi e la cheratina, che svolgono un’azione rinforzante e stimolano la crescita.

OCCHIO ALLO SCOVOLINO
Quelli sottili sono l’ideale per dare la massima visibilità a ciglia corte e rade. Gli scovolini molto arrotondati, invece, funzionano bene per imprimere un’incurvatura accentuata, tipo bambola; mentre il modello a goccia è sicuramente il più pratico: con la punta, si raggiungono senza problemi le ciglia inferiori e laterali; con la base bombata, si modellano e si scuriscono quelle centrali.

NERO, GRIGIO O MARRONE?
La scelta della tinta dipende dai colori naturali. Per le bionde dorate e le rosse, sì al marrone testa di moro; per le bionde cenere, perfetto il grigio fumo di Londra; per tutte le altre la scelta è d’obbligo: il nero. I mascara colorati sono riservati alle giovanissime o ai trucchi per occasioni speciali (Halloween, Carnevale, party a tema).

ISTRUZIONI PER L’USO
No ai movimenti ondulatori o a zig zag, che arruffano le ciglia, sì all’applicazione dalla radice alle punte, tenendo sollevata la palpebra con un polpastrello in modo che le ciglia si aprano a ventaglio e risultino ben distanziate tra loro. Per prelevare il prodotto, conviene evitare di far scorrere lo scovolino a stantuffo (provoca l’ingresso dell’aria nel tubetto), meglio un movimento rotatorio lungo le pareti.

APPLICAZIONE SU MISURA
Se gli occhi sono rotondi, il mascara andrà steso in modo più abbondante sulle ciglia laterali; se la forma è a mandorla, è bene insistere su quelle al centro; se gli occhi sono infossati, occorre scurire il più possibile le punte.

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