Strategie 18 Febbraio Feb 2014 1516 18 febbraio 2014

Benessere ad alta quota

Pelle protetta, sport giusto e adattamento graduale. Per beneficiare al massimo di una vacanza sulla neve.

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Benessere ad alta quota, con le giuste strategie per proteggere la pelle.

Getty Images/iStockphoto

Candide discese, cielo terso, aria frizzante: è lo splendido scenario della tanto sospirata settimana bianca, da trascorrere divertendosi, ma anche pensando al proprio benessere. La montagna, infatti, è il luogo ideale per rilassarsi e al tempo stesso caricarsi di nuove energie. Soprattutto a fine inverno, quando la temperatura non troppo rigida permette di rimanere all’aperto buona parte della giornata. È importante però prendersi cura del proprio corpo nel modo giusto.

GLI EFFETTI DELL’ALTA QUOTA
Oltre i mille metri di altezza, alcune funzioni organiche migliorano parecchio: «In particolare quelle legate al metabolismo e all’apparato respiratorio. Inoltre si registra un aumento della produzione di globuli rossi», precisa Vittorio Piccini, medico internista. Quando si superano i 2 mila metri, però, la riduzione della quantità di ossigeno presente nell’aria costringe l’organismo a un notevole sforzo di adattamento: «Se la permanenza ad alta quota è prolungata, per evitare eventuali malesseri, conviene raggiungere la meta gradualmente», suggerisce lo specialista.
SCIVOLANDO SUGLI SCI
Non fa provare i brividi della discesa libera e non è spettacolare come lo snowboard; in compenso, lo sci di fondo è lo sport invernale che dà i maggiori benefici, sia sul fronte salutistico sia su quello estetico. «Anzitutto attiva e tonifica contemporaneamente parecchie fasce muscolari: quelle della schiena, del collo, delle gambe e pelviche», precisa Wolfgang Schoerberger, dell’Istituto di sport, turismo e medicina alpina di Innsbruck. «Praticato con regolarità, poi, migliora la forza e la resistenza». Senza contare che un’ora di sci di fondo ad andatura moderata permette di bruciare fino a 400 calorie.
ATTENZIONE AI RAGGI UV
I raggi solari aumentano d’intensità man mano che si sale (dell’8% circa ogni mille metri). Come se non bastasse, il riverbero di ghiaccio e neve ne amplificano la potenza. È chiaro, quindi, che il loro impatto sulla pelle del viso, resa più fragile e sensibile dal freddo, rischia di provocare fastidiosi rossori, irritazioni e scottature. Ecco perché è d’obbligo arrivare sui campi di sci con la pelle ben equipaggiata, ovvero protetta da un solare specifica per le alte quote, che aiutano anche a conquistare un bel colorito dorato.
AL CALAR DEL SOLE
Anche se durante il giorno la pelle è stata protetta a dovere, alla sera richiede qualche attenzione extra. Punto di partenza, una pulizia dolce, poi un massaggio delicato con una crema a base di oli vegetali dalle proprietà nutrienti, idratanti e rigeneranti (i più indicati sono quelli di riso, di iperico, di borragine, di lino e il burro di karité) associati a derivati di piante in grado di svolgere una spiccata azione lenitiva (ottimi il gel estratto dall’aloe vera e alcune acque termali).

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