CI PIACE CURVY 16 Maggio Mag 2013 1420 16 maggio 2013

LA FASCIA DI MISS ANCHE PER CHI VESTE DALLA 44 IN SU

Le selezioni per Miss Italia. Ma anche Miss Bella in carne. Per le donne che non vogliono essere pesate. Ma apprezzate.

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Elisa D'Ospina.

Chiamatela pure parità dei chili ed egualianza sulla bilancia. O sarebbe meglio pensare, interesse di larghe vedute verso il mondo curvy, tanto di moda ora anche in passerella (quanto sempre esistito dai tempi della Lollobrigida concorrente di Miss Italia). In questi giorni si stanno tenendo i primi casting per il concorso di bellezza più famoso del paese: Miss Italia 2013 e Patrizia Mirigliani, patron della kermesse, ha voluto bissare il successo, anche comunicativo, dello scorso anno istituendo la fascia curvy friendly Miss Forme Morbide 2013 dedicata a ragazze over 44.
L A RIVINCITA DELLE CURVE
Charme, sinuosità, bellezza statuaria e curve pericolose in vista, e alla vista. Un messaggio forte e chiaro anche alle integraliste della taglia 38: il binomio bellezza-chili viene sdoganato, l’aspirante miss morbida sfila in costume, mostra forme mediterranee, teme forse meno il giudizio e non ha tra le priorità quotidiane la taglia del jeans. Niente apologia del “grasso è bello”, si punta tutto sull’egualianza, sulle pari opportunità (almeno di partecipare ad un concorso di bellezza), e sulla salute. La mission, legata all’assegnazione di questa fascia speciale, è tutta racchiusa nella filosofia di pensiero della madrina d’eccezione: Elisa D’Ospina, top model curvy internazionale e testimonial nazionale della “Tre giorni della salute” del Ministero della Sanità, che da sempre ha rivolto il suo impegno nelle battaglie per i disturbi alimentari e contro l’anoressia
UNA TESTIMONIAL D'ECCEZIONE
«Dal 2011 Miss Italia ha dedicato una fascia alle ragazze con taglie superiori alla 44. Patrizia Mirigliani mi ha voluto al suo fianco visto che sono stata tra le prime in Italia a parlare di curvy e, vivendolo a 360 gradi nel settore della moda, vogliamo portare a salsomaggiore la bellezza morbida e sana», ha affermato Elisa D’Ospina prima delle selezioni. «Si è dato troppa importanza all’immagine, senza contare che le immagini che i media ci consegnano sono spesso troppo distanti dal reale. È un percorso lungo ed articolato, ma davvero la taglia dovrebbe essere una delle ultime preoccupazioni di una donna. La bellezza non ha taglie, ha forme e sinuosità»., ha concluso. Bellezze meno marziane, più affini al 60% della popolazione femminile italiana che indossa una taglia 46, se ancora con questa unità di misura si è costrette a fare i conti e ad essere catalogate.
MISS ITALIA E MISS BELLA IN CARNE
C’è anche chi osa e si mette in gioco con uno sforzo psicologico notevole. Una sorta di rito propiziatorio verso l’accettazione del proprio sovrappeso, una passerella che sì, potrebbe portare all’inconronazione di una Miss, ma che è in grado di accrescere l’autostima. E’ questa la linea che Romina Diana, Presidente dell’Associazione Amarsi un po’ e organizzatrice di Miss Bella in Carne, ha ben in mente. «Miss Bella in carne è pensato e dedicato per tutte le donne over 48, donne over size coscienti del proprio fisico e dei propri chili di troppo che, non per questo, mettono la testa sotto la sabbia, si coprono con abiti orribili informi, rinunciano alla vita sociale dritte verso l’emarginazione. Partecipare a questo genere di concorsi è stimolante, aiuta ad uscire dal guscio e ad accettarsi un po’ di più, io ne sono la testimonianza».
ATTENZIONE ALLA BELLEZZA NON AI CHILI
Se a Salsomaggiore, nella patinata cornice di Miss Italia, sfilano le bellezze morbide, sul litorale laziale, genuino e verace, sfilano quelle in carne con tanto di tacco e costume. L’esito è determinato da un giudizio sulla bellezza, non sui chili. Nessuna bilancia davanti alle telecamere per misurare l’unica attitudine che sembra essere fonte di interesse ( e a volte di scherno), ce lo assicura Romina: «Questo concorso non tratta la donna oversize come una chianina da vendere (a tv e giornalisti) a peso, non è che la più pesante vince e poi ci sono fasce minori a seconda delle attitudini delle concorrenti. Il mio concorso premia la donna in carne più bella, senza farla passare dalla prova bilancia; lo strumento lo conosciamo bene, ci saliamo ogni tanto a casa, ma non è il metro di valutazione delle miss».
C’è spazio per tutte, top curvy o trop models, l’importante è vestirsi di un sorriso e prenderla con spirito.

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