RISCHI 6 Novembre Nov 2012 1417 06 novembre 2012

Ftalati, il trucco dietro la menopausa

Contenuti nei cosmetici, possono compromettere la fertilità. L'allarme da uno studio americano.

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Prima di scegliere i cosmetici è sempre meglio controllare l'etichetta.

Getty Images/iStockphoto

Quando si parla di cosmetici è inevitabile pensare a momenti in cui ci si prende cura di sé con due obiettivi in mente: la bellezza e il benessere.
Purtroppo, però, anche questi prodotti nascondono delle insidie. Tra le più pericolose ci sono gli ftalati, sostanze che si accumulano nell'organismo mettendo a rischio la salute. A riportare il problema alle luci della ribalta è un recente studio della Washington University, secondo cui gli ftalati aumentano il rischio di menopausa precoce.
TRA I RISCHI, LA MENOPAUSA PRECOCE
Questi eccipienti, infatti, interferiscono con l'azione degli ormoni tanto da compromettere lo sviluppo del sistema riproduttivo già nella pancia della mamma. Un numero sempre maggiore di ricerche associa queste sostanze a disturbi dell'apparato riproduttivo femminile, come pubertà precoce, problemi di fertilità, endometriosi, cancro al seno e, appunto, menopausa precoce.
ATTENZIONE A LACCHE, SMALTI E PROFUMI
Anche se nel 2003 l'Unione Europea ha messo al bando dai cosmetici molti tra gli ftalati, il dep (dietilftalato), è ancora ammesso nei prodotti per la bellezza e la cura del corpo, perché considerato innocuo nonostante alcuni studi lo abbiano associato a problemi di fertilità, a disturbi al fegato e a livelli elevati di colesterolo. Altra sostanza discussa è il dbp (dibutilftalato), che, come spiegato durante un corso sull'argomento tenuto dagli esperti dell'Università Federico II di Napoli, potrebbe essere presente negli smalti per le unghie, nelle lacche per capelli e nei profumi e che sarebbe tossico anche per i polmoni e per i reni.
LA BATTAGLIA DI GREENPEACE
Anche se secondo Unipro, l'associazione italiana delle imprese cosmetiche, gli ftalati ammessi nei prodotti cosmetici italiani ed europei sono sicuri proprio in virtù delle normative vigenti in Europa, i dati raccolti non sono sufficienti a eliminare ogni dubbio. Quando, nel 2005, Greenpeace ha testato la presenza di ftalati in cosmetici di marche commercializzate anche in Italia ha rilevato che la maggior parte dei 36 profumi analizzati conteneva gli elementi incriminati. Il tempo non ha migliorato la situazione: una ricerca condotta nel 2008 da Campaign for Safe Cosmetics ha svelato che alcune aziende continuano a introdurre alti livelli di ftalati nei loro prodotti.
IL PERICOLO NEI COSMETICI, MA NON SOLO
In ogni caso, anche se la concentrazione presente nei cosmetici non fosse pericolosa per la salute umana, piccole quantità contribuiscono, in ogni caso, ad aumentare l'esposizione totale a queste sostanze, presenti anche nella plastica, nelle confezioni degli alimenti, nei solventi, nelle tappezzerie e in molti altri prodotti. Fortunatamente, molte aziende cosmetiche non utilizzano ftalati nei loro prodotti e i rischi possono essere ridotti scegliendo smalti e lacche che non contengano dbp. Per farlo, basta leggere le etichette dei prodotti e controllare che la lista degli ingredienti non includa questo o altri ftalati. Oltre a dbp e dep, le sigle che potrebbero nasconderli sono BbzP, dehp e dmp. Inoltre, soprattutto durante la gravidanza o se si tratta di prodotti per bambini, è meglio evitare di acquistare prodotti cui siano state aggiunte fragranze che potrebbero avere, fra gli ingredienti, proprio gli ftalati.

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