ALLARME TEEN 23 Settembre Set 2012 1805 23 settembre 2012

Un seno nuovo ma dopo i 18

Una nuova legge vieta in Italia le gettonatissime operazioni al décolleté delle giovanissime.

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Gli interventi di chirurgia estetica sono molto diffusi tra gli adolescenti.

Getty Images/iStockphoto

Il 12 luglio 2012 è entrata in vigore la legge che istituisce in Italia i Registri nazionali e regionali delle protesi mammarie ma ne vieta l’impianto a minorenni per soli motivi estetici. L'inosservanza del divieto da parte dei medici è punita con 20 mila di multa euro o la sospensione dalla professione per 3 mesi. Un segnale forte, necessario dinanzi alle troppe adolescenti disposte a subìre l’intervento solo per avere un seno più florido. E anche dinanzi ai troppi genitori consenzienti, che non solo hanno accettato e pagato (profumatamente), ma spesso l’hanno fatto come regalo, magari per la promozione.
DAL CHIRURGO PER BULLISMO
Il boom della chirurgia estetica fra minorenni è una delle questioni più complesse e delicate di quest’epoca. Ed è recente un allarme nell’allarme che arriva dagli Usa, dove sempre più bambini bussano alla porta del chirurgo estetico perché vittime del bullismo: nell’ultimo decennio sono aumentati del 30%. I coetanei li tormentano per le orecchie a sventola, la gobba sul naso, i chili di troppo; e loro affidano al bisturi la speranza di salvezza. Anche in Europa, sia pur con meno frequenza, i ritocchi estetici fra giovanissimi sono condizionati dal rapporto coi compagni di scuola. In Italia si effettuano soprattutto interventi per “correggere” la forma delle orecchie e ciò avviene intorno agli otto anni di età, in Francia si ricorre addirittura alla liposuzione e in Germania si chiede spesso l’eliminazione della “ginecomastia”, cioè lo sviluppo delle mammelle nei maschietti che, comunque, quasi sempre scompaiono in poco tempo.
IN ITALIA SOLO DOPO I 18 ANNI
Focalizzandosi sul nostro Paese, fanno riflettere i dati di Telefono Azzurro: nel 2010 si sono sottoposti a un intervento di chirurgia 90 mila teenagers, contro i 45 mila del 2002. Nel 2011 pare ci sia stata una leggera flessione, ma il fenomeno appare ugualmente preoccupante. Alla base, come confermano gli esperti, c’è una profonda insicurezza che spesso sfocia in un vero e proprio disagio sociale. Ora dovranno aspettare i 18 anni per rifarsi il seno, però continuano ad anelare labbra più carnose, nasini a patata, “magiche” scomparse di cellulite e cuscinetti di grasso. E non pensano alle possibili conseguenze, non pensano che un corpo in fase di sviluppo non andrebbe “toccato” perché ogni operazione è un trauma soprattutto a quest’età; non pensano che i risultati potrebbero subìre alterazioni a causa del processo di crescita. Quasi sette interventi su 10 di chirurgia estetica - come emerso da un’analisi del Comitato nazionale di bioetica - servono a riparare ad errori derivanti da precedenti operazioni e molti di questi riguardano, appunto, minorenni.
IL MITO DI BELEN
«L’origine del problema – ha detto la psicologa Barbara Forresi del Centro Studi di Telefono Azzurro – va ricercata prima di tutto nei modelli sociali. L’adolescente non è un adulto strutturato, quindi risulta molto influenzabile. Se il mito è Belen Rodriguez – e lo è – come posso reagire, io ragazzina dall’aspetto normale?». A ciò si aggiunge l’accettazione da parte del gruppo, che è un bisogno primario e ha un ruolo di primo piano nella costruzione dell’identità. Le critiche, le prese in giro dovute a un difetto corporeo fanno male, troppo male. E la chirurgia estetica viene vista come l’unica soluzione: «è un altro grande errore – ha aggiunto la Forresi – non solo perché possono sorgere complicazioni e si finisce per fare altri interventi, ma perché nella maggior parte dei casi sono solo paliativi. Non basta una terza di reggiseno, il problema è ben più ampio».
CONSIGLI PER I GENITORI
E i genitori, come devono comportarsi? La loro posizione è molto delicata, perché «se dici no, il problema resta e può aggravarsi; se dici sì, anche tu ti stai illudendo di mettere le cose a posto». Due le strade possibili: mutare i modelli sociali, scegliendone di più vicini e “normali”; diffondere messaggi educativi che aiutino a rimarginare la ferita narcisistica, facendo pace con se stessi e col mondo. Perché si può essere felici anche se il naso non è all’insù.

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