Sessismo

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21 Settembre Set 2017 1354 21 settembre 2017

Amsterdam: multata per la pipì in strada. Colpa dei bagni solo per uomini

Nella Capitale olandese le toilette pubbliche per le donne scarseggiano. Solo tre a fronte dei 35 maschili. Una disparità gravosa, come la sanzione da 90 euro che ha dovuto pagare Geerte Piening. Ed è subito mobilitazione organizzata. 

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Orinatoi

È fine serata e avete bevuto qualcosina più del dovuto. Niente di molesto, ma la birra è proverbialmente un’arma a doppio taglio: buona, ma difficile da gestire. Una volta che iniziate ad andare in bagno per fare pipì, smettere non è così semplice. L’alcol non è certo il miglior amico della continenza e una volta uscite dal locale la strada fino a casa sembra troppo lunga per poter resistere. L’unica soluzione, non la più felice, è trovare un angolo appartato della città e mettere un paio di amiche come palo mentre voi cercate di non farvi scoppiare la vescica. Deve essere stato questo, il ragionamento fatto da Geerte Piening, 23enne olandese, prima di essere multata da tre poliziotti mentre urinava per strada. Una sanzione costata alla ragazza 90 euro, ma che sta cercando di contestare da due anni: «Sul momento non avevo alcuna intenzione di discutere, ma il giorno dopo ho pensato: ‘Aspetta un attimo, voglio contestare’». E così è stato, raccogliendo sempre più consensi da parte del mondo femminile. Se vi state chiedendo perché una donna che urina in pubblico debba diventare una questione di genere, e non di maleducazione (questo sarebbe un altro discorso), la risposta è semplice. Ad Amsterdam i bagni pubblici sono prevalentemente per gli uomini, mentre pochissimi sono quelli per l’altro sesso. Forse Geerte, a essere un maschio, avrebbe potuto risparmiarsi multa e condanna pubblica, non dovendo camminare due chilometri per trovare servizi igienici. Il rapporto, infatti, è 35 e a tre, in tutta la città. E, basta vedere una foto degli orinatoi olandesi per capire che, no, anche volendo non avrebbe potuto usare quelli più comuni, come le ha suggerito il giudice in aula.

COSTI E RICAVI

Dopo che la storia della Piening ha iniziato a fare il giro del mondo, l’amministrazione della prima città d’Olanda ha cominciato a essere sommersa di critiche. E a farsi i conti in tasca. Senza però ricavarne molto: «Certamente dovrebbe esserci equità per tutti e la situazione dovrebbe essere migliorata. Ma a conti fatti, ne vale la pena?», ha dichiarato alla BBC Peter Paul Ekker, portavoce del vicesindaco. Nessuna intenzione di cambiare le cose, quindi. Nel frattempo, la mobilitazione non si ferma. Per venerdì 20 settembre è stato organizzata una protesta pacifica, quando divertente: le cittadine di Amsterdam hanno in programma di accettare la sfida della corte e utilizzare i bagni per gli uomini. Forse così sarà chiaro che non tutti possono fare pipì in piedi. Anche se abbiamo voluto la parità di genere.

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