19 Settembre Set 2017 1251 19 settembre 2017

Geek, arrivano i fumetti contro gli stereotipi

Essere appassionate di teconologia e introverse può rendere la vita dura a molte ragazze. Specie se provenienti da una minoranza etnica. Stanca di vederle emarginate, la scrittrice Nnedi Okorafor rivendica la loro originalità. La gallery.

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Geek

Avete presente le classiche ragazze con la felpa larga e gli occhiali spessi emarginate dalle compagne di classe? Sempre con il naso dentro qualche libro o nello schermo dello smartphone, magari completamente isolate da un videogioco? Ecco, dimenticatele. Perché loro stanche di subire pregiudizi hanno deciso di reagire e sovvertire il solito stereotipo delle geek, termine-etichetta che indica persone interessate a scienza e informatica, intelligenti ma introverse. Troppo a lungo sono rimaste nascoste dietro ragazze cool e socievoli. E la situazione si fa ancora più complicata quando fanno parte di una minoranza etnica, con la discriminazione che può diventare doppia. Così, per rinfrescare l’immagine di queste giovani amanti della tecnologia e rendere giustizia alla loro originalità Nnedi Okorafor, 43enne scrittrice afroamericana di origini nigeriane, ha scelto di renderle protagoniste di una serie di fumetti valorizzandone la bellezza in tutti i suoi aspetti. Accolta istantaneamente dalla Marvel, la sua idea è molto apprezzata dalla comunità afro-geek, da sempre sottorappresentata.

DA VITTIMA A VENDICATRICE

Se la scrittrice ha scelto proprio questo target di lettrici c'è una ragione. Cresciuta nei sobborghi a Sud di Chicago, Nnedi ha subìto sin da giovanissima l’odio razziale degli skinhead di quartiere. Così si è sempre sentita diversa e discriminata. D certo, però, non si è buttata giù: ha trasformato la sua dolorosa prospettiva in un vantaggio. Canalizzando nei suoi personaggi e nella scrittura tutta la rabbia per le ingiustizie subite, aveva il chiaro obiettivo di differenziarsi dalle produzioni culturali di massa che tengono scarsamente conto dell’esistenza di minoranze.

LE FAN ELETTRIZZATE

Vincitrice dell’Hugo Award, gli Oscar della fantascienza, la scrittrice è presto diventata popolare tra le fan del genere per via dei suoi racconti. Questa, invece, è la sua prima volta da fumettista, ma a giudicare dalle preview della sua prima pubblicazione possiamo aspettarci che faccia il botto. Lettrici e lettori affezionati commentavano ellettrizzati già al momento dell’annuncio, l’11 agosto: «Una storia Marvel. Pensata da una donna nigeriana. Ambientata a Lagos. Nome della supereroina: Ngozi. Che bel momento per essere viva», scriveva addirittura una fan sotto al post di Nnedi.

DIRETTA AL SUCCESSO

Tuttavia a gratificare la carriera della scrittrice fantascientifica non ci saranno solamente i fumetti, perché presto Nnedi approderà anche in televisione. Il suo romanzo Who Fears Death verrà adattato al piccolo schermo dalla HBO, con niente di meno che George RR Martin come produttore esecutivo. Insomma, si può già prospettare che Nnedi diventi il riferimento culturale dei geek di mezzo mondo.

MA LEI È GEEK?

Ed è sicuramente importante per tutte le appassionate al genere che, data la produzione mainstream, non vedono la loro domanda di science fiction molto soddisfatta. Viene naturale chiedersi, però, se Nnedi stessa si senta o meno una geek. A guardarla con gli occhi di chi si ferma soltanto agli stereotipi, verrebbe da dire che non ha il classico aspetto distintivo: niente magliette divertenti o capelli perennemente arruffati. Forse gli occhiali dalla montatura grande e spessa potrebbero caratterizzarla, ma non sarebbe granché. Sarà perché a lei stanno strette le etichette? In occasione di un Ted Talk, infatti, aveva dichiarato: «A lungo mi sono rifiutata di definirmi una geek o una nerd perché sono anche un’atleta. Da ragazza ero sempre in prima linea, la più brava e la prescelta in squadra». E si sa, a rigor di pregiudizio la ragazza tecnologica non può essere anche una sportiva. Si spera quindi che, diffondendo la sua prospettiva, questi preconcetti spariscano presto.

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