11 Settembre Set 2017 1157 11 settembre 2017

Stupro Firenze: perché le dichiarazioni del sindaco Nardella sono fuori tema

Per il successore di Renzi è più importante la difesa dell'immagine della città («Non siamo la Disneyland dello sballo») che la netta condanna dei carabinieri. Ma attaccare l'arma non porta voti, soprattutto quando si è già in campagna elettorale. Il parere di Cristina Obber.

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Dario Nardella

A Firenze due studentesse americane hanno denunciato di essere state stuprate da due carabinieri che si erano offerti di accompagnarle a casa. Le notizie sono contrastanti: pare accertato che le ragazze si trovassero in stato di ebbrezza, ma uno dei due militari, il 45enne che ha raccontato di aver avuto un rapporto sessuale consensuale, dice di non essersi accorto che fossero ubriache. Eppure Libero scrive che le ragazze «barcollavano e non si reggevano in piedi» e io di Libero mi fido perché sui dettagli non scherza, tanto da aver pubblicato senza pudore i verbali sugli stupri di Rimini con dovizia di particolari su modalità e quantità delle penetrazioni.
Lo stesso appuntato racconta anche di non aver percepito che la ragazza con cui ha ammesso di avere avuto un rapporto fosse così giovane (come se fosse rilevante al pari di scoprire se Ruby rubacuori fosse o meno minorenne) e, dopo essere entrato in quella casa, di «non aver capito più niente».

NARDELLA: PRIMO CITTADINO MEDIO

Che le giovani fossero ubriache lo confermano le dichiarazioni del sindaco di Firenze, Dario Nardella: «Il fatto ha riacceso i riflettori anche sul modo con cui gli studenti stranieri vivono la nostra città», ha detto. «Mi piacerebbe che fossero più integrati nella vita culturale e collettiva, e non considerassero Firenze soltanto una Disneyland dello sballo».
Leggendo le sue parole ho immaginato cosa potrebbe dire di fronte a un furto di automobile (tipo «Dobbiamo dirlo che Firenze non è una città dove puoi mettere la macchina dove ti pare») o a una rapina («Non è che i turisti possono venire a Firenze e indossare il Rolex facendo gola ai precari che girano intorno alla stazione»). Perché il suo invito agli studenti e alle studentesse americani a non sballarsi nella sua splendida città sa tanto di fuori tema, di «Sì, ho capito che non ti dovevano rubare il Rolex, però pure tu tienilo in borsa». Ovvero si cerca di spostare il focus, di cambiare l'obiettivo collettivo della riflessione. Di spostare l'asse della responsabilità. E uso il Rolex e l'automobile volutamente perché, in un paese che considera le donne e il loro sesso oggetti ad uso del piacere maschile, il paragone regge. La gravità sta qui: di fronte ad una violenza sessuale (ancora presunta, certo) perpetrata da due carabinieri, il primo cittadino del capuologo toscano non trova di meglio che ricordare ai giovani americani - perchè i fiorentini si sa, si sballano con moderazione - che a Firenze non si beve come in altri luoghi (Rimini?) del nostro godereccio paese.

SINDACO OFF TOPIC

Ovviamente Nardella ha anche detto che se le denunce di stupro trovassero conferma sarebbe gravissimo eccetera eccetera, ma ciò che non torna è che sia andato fuori tema di fronte a dei fatti che sarebbero gravissimi anche nell'ipotesi migliore, ovvero quella del rapporto sessuale consensuale; fermo restando che anche il codice penale ci dice che se sei sotto l'effetto di alcol o droga ti trovi in stato di inferiorità psicologica o fisica, non sei consapevole della tua scelta e dunque in grado di esprimere o meno consenso, e chi ne approfitta commette reato. Certo è deplorevole che qualsiasi persona approfitti dello stato di vulnerabilità di un'altra, così come per la vittima sia irrilevante chi compie violenza. Ma è ancora più socialmente inaccettabile se viene agita da un pubblico ufficiale (il codice penale considera aggravante «avere commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio») che dalla violenza ci dovrebbe proteggere e di cui pertanto siamo portati a fidarci.
Anche volendo supporre che le due studentesse abbiano invitato i carabinieri ad entrare in casa per una voglia irrefrenabile di fare del sesso, quell'uniforme non dovrebbe essere garanzia di serietà e onestà sufficiente per non approfittarne, richiudere la porta e andarsene dopo averle lasciate al sicuro? Questo mi pare sia il compito delle forze dell'ordine, mettere le cose a posto, e non fare confusione. E allora anche in attesa delle indagini e delle prove, non è questo argomento sufficiente per un sindaco per una netta condanna della condotta dei due carabinieri che hanno palesemente tradito il proprio ruolo istituzionale? Per tenere il focus su cosa significhi istituzione in questo Paese e nella sua città? Per chiedersi pubblicamente se il fatto di avere di fronte una ragazza ubriaca possa legittimare un uomo, qualsiasi uomo, anche solo a ipotizzare un rapporto sessuale? Perché dunque andare fuori tema?

CHE TIPO DI UOMO SEI?

Nardella è un ingenuo? Un maschilista come tanti? Uno scellerato? Non ho risposte ma intravedo due ipotesi. La prima è che di fronte alla violenza sessuale la sua attenzione si concentri sul consumo di alcol da parte delle vittime e a che ora della notte fossero in giro, cioè in fondo quanto se la fossero andata a cercare. E questo lo rende un primo cittadino medio perfettamente in linea con la mentalità patriarcale che di fronte alla violenza maschile mette sul banco degli imputati per prime le donne. La seconda ipotesi è che le migliaia di studenti americani che ogni giorno si muovono a Firenze siano per lui una variante della categoria 'invasori' tanto amata dalla destra. Va da sé allora che si strumentalizza la violenza per parlare d'altro, esattamente come è stato fatto a Rimini dove i manifesti fascisti contro gli stranieri parlano di difendere le nostre donne, perché di proprietà si tratta; perché le donne restano sempre oggetti da prendere, da consumare o da difendere, come fai con la tua automobile o il tuo orologio, appunto. Restano un mezzo per colpirsi tra uomini.

A CACCIA DI VOTI

Dopotutto siamo già in campagna elettorale, non dimentichiamolo. Sottolineare che a stuprare o ad approfittare dello sballo di due ragazze siano stati due uomini dell'Arma della nostra amata Patria non porta consensi facili e tantomeno voti. È un argomento ostico in un Paese che tende a distinguere la gravità di una violenza sessuale in funzione di chi la compie e di chi la subisce. Nei prossimi giorni sarà interessante capire se quei carabinieri continueranno ad indossare l'uniforme (intanto sabato 9 settembre sono stati sospesi) e, nel caso venissero confermate le accuse, seguire la narrazione che ci restituiranno i media e i social che sui fatti di Rimini non ci hanno risparmiato ulteriori violenze e contraddizioni.
Mentre gli inquirenti fanno il loro lavoro e così pure gli avvocati che stenderanno la strategia difensiva, noi ci portiamo a casa due certezze: che anche un padre di famiglia e carabiniere dedito a salvare vite può eccedere in generosità tanto da «non capire più niente». E che se non troviamo un taxi possiamo sempre contare su un passaggio gratuito da una pattuglia. Anche questo si chiama essere al servizio dei cittadini.

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