Sessismo

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8 Settembre Set 2017 1600 08 settembre 2017

Patrizia Mirigliani, la donna dietro Miss Italia, sulle accuse di sessismo

L'organizzatrice del concorso non accetta che si parli, come ogni anno, di fiera delle vanità: «Chi definisce Miss Italia ‘prodotto vecchio’ non capisce nulla». L'intervista.

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Le 30 Finaliste Con Patrizia Mirigliani 1

«Ogni tanto guardatevi negli occhi». Patrizia Mirigliani è ancora innamorata di Miss Italia come una mamma della propria figlia. E in quanto tale, quando occorre, non si ritrae se deve tirare un po’ le orecchie alle sue ragazze. Non lo ha mai fatto, e non lo farà neppure in quella che sarà l’edizione più social di sempre: «Glielo dico scherzando, quando le vedo mentre si mandano i messaggi», confessa a LetteraDonna. «Però è vero, e parlo in generale: i social vanno usati con criterio. Personalmente sono contro l’iperconnessione».
Nata a Trento, classe 1952, un tumore al seno sconfitto nel 2003, figlia di Enzo Mirigliani, che lanciò Miss Italia nel dopoguerra, l’impronta di Patrizia è stata importante, quasi rivoluzionaria. Dal 1989 ha affiancato il padre nell’organizzazione del concorso di bellezza e per dieci anni ne ha curato la direzione artistica. Ha voluto una donna alla conduzione a partire dal 2009, Milly Carlucci; due anni dopo ha aperto le porte alla taglia 44, le cosiddette curvy, per poi chiuderle, nel 2012, al bikini, per una bellezza, secondo lei, «più tutelata, protetta e il ritorno di una femminilità meno esibita». Salvo poi riproporlo due anni dopo: il costume a due pezzi, in fondo, è sempre stato parte della storia di Miss Italia.
L’edizione del 2017 è la numero 78, quinta stagione di fila a Jesolo. Tra le novità, l’elezione di Miss Social, una giuria studiata apposta per il web e la sfida davanti ai fornelli. Iniziative che, in qualche modo, sono riuscite ancora una volta ad alimentare le immancabili polemiche riguardanti il femminismo che demonizzano il concorso di bellezza. Colpevole, per i più critici, di sfornare anno dopo anno ragazze fatte con lo stampino per le quali le sole cose che contano sarebbero la bellezza, la pace nel mondo e sorridere sempre e comunque.

DOMANDA: A questi attacchi lei rispose già una volta, nel 2012, sostenendo che fosse un femminismo senza senso e tipico degli Anni ’70.
RISPOSTA: Continuo a non trovare alcun senso logico di fronte a queste critiche, seppur sostenute da un gruppo ristretto di persone. E forse anche per questo un po’ mi viene da sorridere.
D: Sorridere?
R: Certo. Non credo che ostacolare un concorso di bellezza possa cambiare il mondo. Recentemente Cara McCulloch è stata nominata Miss Usa 2017 ed è ingegnere chimico nucleare. Le hanno fatto una domanda sul femminismo e lei ha risposto: «Preferirei parlare di uguaglianza sul lavoro». Un meraviglioso esempio di donna bellissima e intelligente.
D: A proposito, esistono ancora gli stereotipi: ‘bella ma stupida’ e ‘in gamba ma bruttina’?
R: Peggio. Questo è un periodo in cui se una persona è molto bella può essere ghettizzata nel lavoro o nell’ambiente di studio. Ma la bellezza è un dono, non un merito.
D: E forse, grazie ai social network, ormai viene fin troppo ostentata.
R: E allora? Cos’è, una campagna contro la giovinezza? Se decido di metterla insieme ad altri valori per trovare la mia strada o anche solo per fare un’esperienza di vita, perché impedirmelo? La bellezza è un fil rouge che permette, anche grazie a Miss Italia, di toccare tanti altri argomenti.
D: Ad esempio?
R: Non è mai stato un semplice concorso. Vi ricordo che i primi anni, nell’immediato dopoguerra, le ragazze andavano a parlare con i militari, al fronte. Fu qualcosa di rivoluzionario e cerchiamo ancora di esserlo. Abbiamo affrontato il tema dell’integrazione razziale con Danny Mendez quando vinse nel 1996. Abbiamo continuato a farlo anche con le portatrici di handicap, mi viene in mente Annalisa Minetti, parzialmente non vedente. E lo stiamo facendo anche quest’anno. Abbiamo in finale due ragazze di colore e una con due falangi della mano sinistra unite per una malformazione fetale e portatrice di protesi.
D: Non è una forzatura?
R: Vogliamo parlare di temi importanti, attuali: l’emarginazione è uno di essi e l’unico modo per farlo è trattare casi concreti, portare sul palco ragazze che hanno convissuto con queste difficoltà per sentire la loro esperienza. Anni fa mio padre assegnò il titolo di Miss Coraggio a Pina Siracusa: nel 1991 subì violenze in Sicilia denunciando i suoi violentatori, in tutto una decina. Per quell’epoca, fu davvero un gesto di estremo coraggio.
D: La violenza: un tema che verrà riproposto con la presenza di Gessica Notaro, Miss Romagna 2007, sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato.
R: L’ho voluta fortemente, la sua è un’esperienza drammatica che sta cercando di superare. L’amore può fare male se ci si trova con l’uomo sbagliato, questo è l’appello importantissimo che insieme abbiamo rivolto alle ragazze. Il tema della violenza sulle donne è fondamentale. Non a caso quest’anno abbiamo riaperto lo sportello verde in collaborazione con il Codacons, che fornisce un aiuto concreto con il supporto di un team di psicologi a tutte le ragazze che si sentono vittime di atti persecutori.
D: In finale riporterà le donne ai fornelli.
R: Nessun sessismo. Ritengo che nell’ultimo periodo la cucina sia stata troppo legata al mondo maschile. Non dimentichiamo che queste ragazze arrivano da regioni che custodiscono grandi tradizioni culturali e culinarie. Scoprirle insieme a loro è un ottimo modo per metterle a proprio agio, oltretutto è importante sapere come si nutrono le giovani di oggi, attratte dal sushi, dalla curcuma e lo zenzero. È evidente che l’alimentazione stia cambiando.
D: Cracco o Cannavacciuolo?
R: Cannavacciuolo, mi fa ridere.
D: In giuria due attori che fanno divertire in modi diversi: Christian De Sica e Nino Frassica.
R: Nino con le parole è un mago. Metterà alla prova le ragazze e, ne sono certa, ne vedremo delle belle. L’autoironia è importante, saper ridere di sé stesse può essere un aiuto. De Sica a Jesolo è a casa, c’è persino un pezzo di lungo mare dedicato a lui ed è un personaggio che piace molto agli italiani.
D: Completano la giuria Manuela Arcuri, Gabriel Garko e Francesca Chillemi.
R: Francesca ha iniziato con noi e ha fatto strada mentre Gabriel e Manuela hanno legato l’inizio della loro carriera quasi e unicamente al concetto di bellezza.
D: Ci sarà anche una giuria specializzata per il web, composta dal duo comico iPantellas, la fashion blogger Chiara Nasti, l’attrice Angelica Massera e l’influencer Giulia Valentina.
R: L’anno scorso eravamo tra i primi trend mondiali su Twitter, a conferma che chi definisce Miss Italia ‘prodotto vecchio’ non capisce nulla. Non possiamo ignorare che il modo di comunicare sta cambiando. L’importante è non subire i social network, ma comprenderli. Una volta mantenevamo grande riservatezza nei confronti delle concorrenti. Oggi non c’è una di loro che non abbia un profilo Instagram. Con l’elezione di Miss Social abbiamo cercato di adeguarci.
D: Confermata anche la fascia Miss Very Normal Size, che premia la curvy più bella.
R: Per me è la democrazia delle taglie: lasciamo libere le ragazze di gestire la loro bellezza come vogliono. I canoni sono cambiati negli ultimi anni e la limitazione di una taglia significa ghettizzare in maniera sciocca. Deve passare il messaggio che si può essere belle anche con una 44 o 46. Credo ci stiamo riuscendo: l’anno scorso una ragazza curvy è arrivata molto vicino alla vittoria.
D: Il conduttore Francesco Facchinetti ha detto: «Patrizia Mirigliani è più pazza di me». Cosa risponde?
R: Forse entrando nel mondo di Miss Italia si aspettava qualcosa di molto istituzionale. Si è trovato di fronte invece una donna che vuole mettersi in gioco e rischiare con progetti nuovi. Miss Italia è un prodotto italiano che continua ad aver voglia di credere che realizzare qualcosa di bello sia ancora possibile.

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