Sessismo

Sessismo

1 Settembre Set 2017 1757 01 settembre 2017

Sessismo in prima linea

L'aeronautica militare del Regno Unito ha aperto le porte alle donne: ora si può accedere ai ruoli di combattimento. Ma è subito polemica: c'è chi vuole che l'esercito resti un'esclusiva maschile.

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Royal Air Force donne

Lo avevano promesso e lo hanno fatto: l'aeronautica militare del Regno Unito ha aperto le porte alle donne. O meglio, ha dato loro l'opportunità di accedere ai ruoli di combattimento, cioè in prima linea, fino a oggi esclusiva maschile. Il segretario della Difesa Michael Fallon ha mantenuto la parola, smentendo chi, a luglio 2017, aveva visto questa manovra come semplice propaganda politica. Ma attenzione: non vuol dire che si potrà andare subito sul campo di battaglia (per quello bisogna aspettare il 2018) ma sono in programma dei test per preparare tutta la Royal Air Force. Avere soldati e soldatesse addestrati è un obbligo perché questa parte dell'esercito ha un ruolo molto importante e delicato: deve proteggere le basi del Corpo militare e gli aeroporti.
Ma la decisione del governo non è piaciuta proprio a tutti. Anzi, in tanti hanno storto il naso. Primo tra tutti il colonnello Richard Kemp, ex comandante dell'aeronautica in Afghanistan. A dirla tutta, si è spinto anche un po' più in là. E indovinate un po' qual è l'argomento principale della polemica? «La mia preoccupazione principale riguarda le capacità fisiche, gli effetti che le sollecitazioni a lungo termine e le forme di addestramento e le operazioni di fanteria avranno sul corpo di una donna», ha detto il militare a BBC News. In poche parole, sembra che l'esercito sia ancora una cosa da uomini, o meglio, da maschi. Ma è davvero così?

LE DIFFERENZE FISICHE E PSICOLOGICHE
Secondo la giornalista del Guardian Rhiannon Lucy Cosslett, circa il 30% delle posizioni militari sono proibite al mondo femminile. Le argomentazioni per questa chiusura sono molte e ruotano tutte intorno a un unico fattore: il sesso. La più diffusa convinzione è proprio quella del colonnello Kemp: ci sono differenze fisiche e psicologiche. Siamo sicuri? «Il curatore di un museo che ho visitato in un ex Stato sovietico mi ha detto una volta che le donne sono cecchini eccellenti a causa della loro pazienza e della loro mano ferma», ha raccontato Cosslett in un articolo del 2014. Ma c'è di più: «Circa 800mila donne hanno servito l'esercito sovietico durante la seconda guerra mondiale». E non stiamo parlando dell'ultimo arrivato ma di una potenza mondiale che tra il 1947 e il 1991 è stata la co-protagonista della guerra fredda.

LE FERITE E IL RISCHIO GRAVIDANZA
Un'altra argomentazione che va per la maggiore è che inserire una o più donne in un team di uomini può minare alla sua stabilità. In poche parole: crea distrazioni. Soprattutto quando si parla di ferite: secondo questa logica, le ferite femminili necessiterebbero di una maggior cura e quindi di un maggior impegno da parte del gruppo. Un'altra motivazione è il 'pericolo' di rimanere incinta, soprattutto se si è a bordo di sottomarini: per questo le donne non hanno potuto accedere fino al 2011. Ora le cose sono cambiate. Addirittura, secondo la giornalista britannica, il Regno Unito sta pensando di realizzare un sottomarino con personale tutto al femminile.

GUERRA: UN ISTINTO SESSUALE?
Che poi, chi l'ha detto che il combattimento e la guerra siano prerogative degli uomini. Per caso si tratta di abilità innate? E se sì, come si può dimostrare scientificamente? Ma al di là di considerazioni sui massimi sistemi, l'apertura dell'aeronautica militare del Regno Unito va considerata una vittoria, un passo in avanti verso la parità di genere. Anche se si tratta di un test.

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