30 Agosto Ago 2017 1535 30 agosto 2017

Fotoritocchi sovversivi e dove trovarli

Dai pennelli allo smartphone, l'artista concettuale Cindy Sherman decostruisce gli stereotipi al suo solito: estremizzandoli. Ora, però, per attrarre i giovani usa Instagram e photoshop.

  • ...
Cindy Sherman

Instagram come galleria d'arte? A giudicare dalle foto trash che popolano il social network, sembra impossibile. Eppure l'esuberante artista Cindy Sherman ci è riuscita, guadagnandosi oltre 120 mila follower. Ritocca i suoi selfie distorcendo la sua immagine a seconda di ciò che vuole criticare: femme fatale, reginetta di bellezza, vamp, puritana o tardona, in ogni caso appare assolutamente irriconoscibile. In effetti, anche le sue foto a primo acchito possono sembrare grottesche, volgari e di cattivo gusto. Ma il punto è proprio questo: straniare le persone affinché mettano in discussione i modelli a cui sono abituati. Sin dagli esordi della sua carriera di pittrice e fotografa Cindy si è distinta per la sua capacità di estremizzare gli stereotipi degradanti sulla femminilità. Già negli anni della contestazione giovanile americana la Sherman ritraeva le ragazze così come le vuole l'immaginario maschilista. Ma la fama arrivò soltanto negli Anni '80, quando con la serie fotografica Untitled Film Stills ricreò sul suo corpo le icone del noir e dei film di serie B degli Anni '50 e '60, mettendo sotto la lente la raffigurazione della donna fatta dalla cinematografia di bassa qualità. Ha sempre usato la prima persona, l'autoritratto, per evidenziare la chiave l'ironica: questo è il suo modo di fare attivismo. Anche se l'artista non si è mai spinta a definirsi femminista, il suo lavoro è spesso citato dal movimento, in quanto particolarmente efficace ed evocativo per la decostruzione dei modelli diffusi da televisione, cinema e giornali.

Oggi 63enne, con Instagram ha trovato il modo di raggiungere con la sua arte concettuale anche i più giovani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso