16 Agosto Ago 2017 1545 16 agosto 2017

#AdessoBasta. Ma purtroppo continuano

Laura Boldrini riceve minacce, insulti sessisti e volgarità sui social. Ora non ne può più e annuncia di voler denunciare i responsabili. Ma gli haters insistono, prendendosi gioco della sua rabbia.

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Laura-Boldrini

I profili social di Laura Boldrini sono popolati da insulti sessisti e volgari. Da troppo tempo la Presidente della Camera li subisce, e le sue numerose lamentele e lettere non hanno risolto il problema. Così, ad agosto 2017, si è decisa a denunciare i propri detrattori: «D'ora in avanti farò valere i miei diritti nelle sedi opportune. Ho riflettuto a lungo se procedere o meno in questo senso, ma dopo quattro anni e mezzo di quotidiane sconcezze, minacce e messaggi violenti ho pensato che avevo il dovere di prendere questa decisione come donna, come madre e come rappresentante delle istituzioni», ha scritto su Facebook. E, con un collage di alcune tra le offese ricevute, lancia la campagna online #AdessoBasta. L'obiettivo, evidentemente, era informare sul fenomeno delle molestie online e creare una rete di persone che vi facessero resistenza. Sfortunatamente, però, non è andata come sperava. I commenti in supporto non sono molti e, in compenso, gli haters si sono scatenati. Furbi, hanno usato lo stesso hashtag creato dalla Boldrini, trasformandolo da canale per messaggi di supporto alle vittime di bullismo a ulteriore sfogatoio di rabbia sessista. «I commenti e le minacce sono quasi sempre a sfondo sessuale. Si evoca lo stupro, la violenza di gruppo come punizione. È terribile. E questi soggetti non entrano mai nel merito delle questioni. Non è che dissentono: hanno solo bisogno di buttare odio. E spesso questo avviene sulla base di fake news. Abbiamo ormai dei veri e propri professionisti, che ogni giorno partoriscono falsità per alimentare l'odio, per distruggere la reputazione delle persone», racconta la Presidente a Radio Popolare.

LA SOLUZIONE? TRA LEGGI ED EDUCAZIONE
«È ormai evidente che lasciar correre significhi autorizzare i vigliacchi a continuare con i loro metodi e non opporre alcuna resistenza alla deriva di volgarità e violenza. Nessuno deve sentirsi costretto ad abbandonare i social network per l'assalto dei violenti», spiega ancora Boldrini su Facebook. «Ma purtroppo anche molti casi di cronaca recente - dalla professoressa di Cambridge Mary Beard ad Alessandro Gassmann, dal cantante Ed Sheeran ad Al Bano - dimostrano che le ingiurie e le intimidazioni hanno l'effetto di una gogna difficile da sopportare». Ma, nonostante abbia annunciato di volersi armare di querele e denunce, riconosce che questa non possa essere la soluzione definitiva:«Educare le nuove generazioni a un uso responsabile e consapevole della rete è una necessità impellente e su questo continuerò a impegnarmi. Nel frattempo, però, non possiamo stare a guardare. Soprassedere rischia di inviare un messaggio di sfiducia verso le istituzioni preposte a far rispettare le leggi e a garantire la sicurezza dei cittadini. Ai nostri figli dobbiamo dimostrare che in uno Stato di diritto chiunque venga aggredito può difendersi attraverso le leggi».

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