24 Luglio Lug 2017 1700 24 luglio 2017

L'omofobia non va in vacanza

Una coppia omosessuale prenota un appartamento, ma il proprietario precisa che non accetta gay e animali. Un comportamento che non è giustificato nemmeno da una malintesa libertà di espressione.

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Speravo che parlare di omofobia in Italia nell'annus domini 2017 - per altro più di un anno dopo l'approvazione della legge sulle unioni civili - fosse anacronistico. Soprattutto nell'ultima settimana di luglio, quando ormai si pensa solo alle ferie. Invece purtroppo è attualissimo e alquanto noioso. L'occasione questa volta ci porta in Calabria, precisamente a Santa Maria di Ricadi, vicino a Vibo Valentia, dove una coppia gay di Napoli ha prenotato una stanza in un bed & breakfast e nel messaggio di conferma ha ricevuto anche una serie di restrizioni alquanto inquietanti.

«Grazie a lei per aver prenotato. (è il primo anno che fittiamo) e la depandanza è nuova... finita a maggio. Importante e mi scuso se posso sembrare troglodita. Non accettiamo gay e animali. Mi perdoni ancora.» Questo il testo incriminato (e sgrammaticato), con il quale il proprietario avverte l'ospite che cani e omosessuali non sono ben accetti. Sono molteplici le cose che non funzionano in questo testo - al di là della grammatica, beninteso - a partire naturalmente dall'equiparazione tra animali e persone gay. Con buona pace degli animalisti, esiste ed è chiara la differenza tra un essere umano e un animale e per quanto sia comunque ingiusto pensarlo, gli animali possono non essere ben accetti perché sporcano o perché possono incutere paura negli altri ospiti, gli omosessuali no. Gli omosessuali sono prima di tutto persone ed è ancora difficile farlo interiorizzare ai trogloditi (ipse dixit), come si definisce l'aspirante albergatore in questione.

Il dizionario della lingua italiana identifica il sostantivo animale come: «Contrapposto a uomo con un accentuato senso di abbassamento del livello morale o materiale dell'esistenza». Per quanto non condivisibile, c'è una differenza evolutiva tra animali e uomini. A leggere certi messaggi, però, sarebbe meglio parlare di 'involuzione' a proposito di alcuni esseri dis-umani. Il problema è che la disumanità è ormai una consuetudine quasi congenita che non trova ostacoli né forme di coercizione, perché in fondo l'omofobia non è punita, non esistendo aggravanti o - cosa ancora più grave - una cultura dell'opporsi attivamente a questi fenomeni. Di questi tempi, lo stesso destino tocca ai migranti, ad esempio, e più in generale a tutti quelli che vengono definiti extracomunitari, siano essi clandestini o regolarmente registrati. Perché, in fondo, tutto ciò che è 'diverso', tutto ciò che si colloca fuori dalla nostra comunità (extra) fa paura, incute timore. E finché alla paura dell'ignoto non sostituiremo il desiderio di conoscenza, le cose difficilmente potranno cambiare.

A far venire davvero i brividi, a mio personalissimo avviso, è la conclamata presa di coscienza dell'albergatore sul «sembrare un troglodita» e lo scusarsi per questo. Con la stessa naturalezza con la quale potrebbe dire che il B&B non è munito di parcheggio o che non forniscono asciugamani puliti. Questo signore, e con lui molti omofobi disseminati in giro per lo Stivale, pensa infatti che sia lecito non accettare persone gay. Peggio ancora, non prova la minima vergogna nel dichiararlo, e si giustifica per giunta con un'ammissione di arretratezza. Così, però, è troppo comodo: troppo facile proteggersi dietro le proprie mancanze senza volerle colmare. L'omofobia non è un'opinione, così come il razzismo. Sono atti vili che vanno puniti in tutte le loro forme, senza la minima esitazione. Ma in un Paese che ancora esita nel punire l'apologia di fascismo, ormai non ci si stupisce più.

Si possono però compiere dei piccoli gesti, come denunciare queste forme sotterranee di discriminazione e, come nel caso dei ragazzi colpiti, far girare il messaggio attraverso i social network e i giornali. Boicottare è un altro modo a mio avviso efficace per colpire, se non chi commette un danno, per lo meno l'opinione pubblica. Così, se vi capita di dover andare in vacanza nella zona di Tropea, evitate la Casa Vacanze Ciufo, che era disponibile anche su Booking.com, ma che ora pare non essere più nell'elenco delle dimore estive a disposizione. Una presa di posizione della piattaforma di viaggi? La nostra speranza è questa, perché bastano piccoli gesti per ottenere grandi cambiamenti.

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