21 Luglio Lug 2017 1537 21 luglio 2017

«Giapponesi, accontentatevi delle fantasie»

Il sessismo nel Sol Levante è un'arma a doppio taglio. Gli uomini finiscono così per rifugiarsi in sogni fetish ad occhi aperti. A farne le spese sono le ragazze delle teen band.

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Liceale giapponese

La teen band giapponese Sora Tob Sakana. Foto di Tokyo Idol Net

Minigonna, pelle di porcellana, labbra rosse e movenze suadenti. Sono le teen band al femminile che spopolano in Giappone. Composte da adolescenti, ma seguite da uomini maturi. Ce ne accorgiamo a festival come quello di Yokohama, che nel giugno 2017 era popolato principalmente da spettatori maschi, adulti, singletra i 20 e i 50 anni.
Si descrivono come otaku, nerdDicono di non sentire il bisogno di una compagna, perché i loro idoli gli danno già il romanticismo di cui necessitano. Rei Kazama, musicista nella band femminile Sora Tob Sakana, si dice spaventata da affermazioni di questo tipo. E come darle torto? Nonostante le evidenti difficoltà, se vuole continuare a fare questo lavoro deve accettare forti limitazioni. Per contratto, ad esempio, le ragazze dei pop group non possono avere dei fidanzati. Questo per proteggere le fantasie che i fan si fanno su di loro e mantenere così il loro ruolo di 'partner immaginarie'. I promotersanno bene come spillare soldi agli ammiratori. Prima li fanno innamorare delle musiciste, poi danno loro la possibilità di incontrarle, di fare fotografie insieme e di avere «20 secondi di strette di mano», a soli 4 mila yen (poco più di 30 euro).
Quando non si affezionano alla band invece sublimano il loro istinto amoroso su donne finte, di plastica. Nell'industria orientale infatti  la produzione di 'bambole dell'amore' è florida. Ormai hanno pelle in silicone, teste intercambiabili e genitali. Il tutto al modico prezzo di 800 mila yen (poco più di 6 mila euro). L'intento è sempre lo stesso: invitare gli uomini ad accontentarsi delle proprie fantasie. Ma questo fenomeno non è che una delle tante manifestazioni di un problema più grande.
L'industria giapponese, in genere, è esperta nel trasformare gli impulsi carnali in efficienti macchine da denaro. Anche col turismo, come ad Akihabara, il quartiere di Tokyo noto come la città di manga e anime che si arricchisce sfruttando il  fetish per le studentesse e le loro uniformi. Lì, per 3 mila yen, puoi sdraiarti a fianco di una giovane in gonnellina da liceale. E, naturalmente, non mancano i posti dove si può fare sesso a pagamento.

IL SESSISMO È UN'ARMA A DOPPIO TAGLIO
Per molti questo tipo di mercato è la prova di quanto la società giapponese sia misogina, umiliante e pericolosa per le donne. Ma i sociologi sostengono che nemmeno per gli uomini la vita dev'essere entusiasmante. Questo perché la il Paese sta assistendo ad un graduale declino di romanticismo, matrimonio e relazioni affettive in generale. Tre quinti degli adulti rimangono single. Una ricerca condotta dal gruppo finanziario Meiji Yasuda Life ha rilevato che il 53% dei ventenni non è mai uscito con una ragazza. L'Economist fa un paragone efficace con il caso americano: nella stessa fascia di età il 63% degli statunitensi hanno invece già fatto sesso. Ma ciò che veramente condanna la popolazione all'infelicità è la rigida etichettatura di genere con cui maschi e femmine vengono segregati nei compiti a loro affiliati.

COLPA DELL'INDUSTRIALIZZAZIONE
Tanto per cominciare, carriera e studio sono cose da maschi, mentre casa, famiglia e sentimentalismo sono cose da femmine. La colpa è dell'espansionismo industriale nipponico che richiede lavoratori stacanovisti, e non gli lascia tempo per una vita affettiva. Quindi l'equazione è semplice: più l'economia nipponica si sviluppa, più l'amore se lo possono permettere in pochi. Questo è, tra l'altro,un modello di società che, per assicurarsi una seppur debole crescita demografica, dà per scontato che a casa ci sia una moglie a svolgere il lavoro domestico a tempo pieno. È per questo che i matrimoni giapponesi sono visti come i meno soddisfacenti tra i Paesi sviluppati. Una volta avuti dei bambini le madri si sentono sotto pressione per soddisfare l'aspettativa di brave genitrici. Il controllo è molto forte, e tra mamme si osserva l'operato l'una dell'altra. Basti pensare che assumere babysitter o domestici è additato come un oltraggio. Per non parlare di quelle famiglie più progressiste in cui il marito osa muovere un dito, il rimprovero da parte della comunità è durissimo. Ma, d'altro canto, non bisogna affrettarsi a considerare la società maschilista. Anche il marito è condannato ad un ruolo da cui non può sbordare. In alcuni casi addirittura subordinato. Ad esempio, anche se è l'uomo a lavorare poi i soldi sono gestiti interamente dalla moglie, la quale è la sola ad occuparsi della finanza domestica.

MAMMONI E IMPAURITI
La madre è destinata a rimanere la più forte esperienza di donna che i giapponesi avranno nella vita. Quando si chiede ad uno di loro perché non cerchi una compagna con molta probabilità risponde: «mendokusai». Ossia: «troppi problemi». Problemi che, raccontano, hanno fin da adolescenti. Prima per paura di gossip e bullismo, acuita tra l'altro dall'utilizzo che si fa dei social network. Poi, da adulti, per paura di essere rigettati. È qui che si inserisce il fenomeno delle mogli immaginarie, le ragazze degli idol group più popolari. Sono una comoda alternativa per mantenere la propria vita sentimentale privata e «evitare problemi».

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