12 Luglio Lug 2017 1224 12 luglio 2017

Free vax, la libertà non è solo vostra

Il decreto sui vaccini approda in Senato. «Tutela tutta la comunità. Anche alcuni bambini dai loro stessi genitori. Dove non riesce il buonsenso intervenga lo Stato». L'opinione di Sara Manfuso.

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vaccino

Si definisce una «giovane mamma di una futura donna», che ha sempre avuto a cuore le tematiche femminili. Laureata in Filosofia, osserva la società con occhio critico, seguendo la massima di Rosa Luxemburg: «Dare il nome giusto alle cose è un atto rivoluzionario». Direttrice dell'associazione I Woman, che ha l'obiettivo di aiutare le donne e di migliorarne la condizione in tutti gli aspetti della vita quotidiana, Sara Manfuso è diventata una delle firme di LetteraDonna.

L'11 luglio è approdato in Senato il decreto che vuole riportare nel nostro Paese l'obbligatorietà dei vaccini scatenando le polemiche tra favorevoli e contrari. Appena due giorni prima, sabato 9 luglio, i free vax si erano infatti riuniti a Pesaro per manifestare contro il provvedimento del governo, rivendicando la propria autonomia nella scelta se far vaccinare o meno i propri figli. Quello che però questi signori tralasciano di considerare è che il decreto in questione non riguarda soltanto i loro bambini, ma tutta la comunità.

Eppure per avere una visione un po' più ampia della questione, basterebbe arrestare il flusso di (dis)informazione complottista in cui spesso molte persone si abbeverano e aprire un banale libro di scienze delle scuole medie: i vaccini sono un presidio a difesa di tutta la comunità.
Normalmente, quando si parla del tema, ci si focalizza sulla protezione degli individui che lo ricevono. Per la stragrande maggioranza dei genitori che si basano sulle opinioni di medici ed esperti, questa prospettiva è sufficiente a convincersi dell'importanza di tali presidi sanitari. Purtroppo, però, negli ultimi anni si sono diffuse teorie destituite di fondamento che non solo mettono in discussione l'efficacia della misura, ma anzi cercano di ricollegarla, in un rapporto di causa-effetto, alle patologie più svariate. Grazie al proliferare di queste fake news si è registrato un calo di vaccinazioni e lo Stato, giustamente, ha scelto di intervenire.
Il provvedimento dell'autorità, lungi dall'essere un mero dispetto nei confronti dei free vax, si rende necessario innanzitutto per proteggere alcuni bambini dai loro stessi genitori, ma anche a tutela di coloro che per diversi motivi, non potendo vaccinarsi, trarrebbero comunque un beneficio indiretto dall'immunizzazione altrui (la cosiddetta immunità di gregge). Impedendo il propagarsi delle patologie, si garantisce infatti la salute anche dei non vaccinati: ecco dunque che la scelta se vaccinare o meno i propri piccoli sfugge dalla sola autorità genitoriale e diventa una questione pubblica. Tra quelle persone bisognose della protezione comunitaria, ci sono infatti tanti altri bimbi, figli di persone che magari vorrebbero pure metterli al sicuro grazie al sostegno della medicina, ma che purtroppo non possono e sono costretti a vivere nell'ansia, sperando che i compagni di scuola non siano vettori di gravi malattie, talvolta fatali.

Ecco la ragione per cui questo decreto è essenziale. I nostri figli, la nostra comunità necessitano della protezione della medicina e della scienza e non possiamo permettere a delle teorie fantasiose quanto pericolose di metterci tutti a rischio. È una limitazione della libertà? Sì, lo è, ma è una limitazione opportuna per il benessere di tutti. Magari la legge riuscirà dove non è riuscito il buonsenso. Speriamo.

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