30 Giugno Giu 2017 1036 30 giugno 2017

Merkel arcobaleno

Il Bundestag tedesco ha approvato a maggioranza il matrimonio tra omosessuali. Si tratta di un voto storico in Germania, che rientra da adesso in quel gruppo di Paesi dell'Ue che già li permettono.

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angela merkel

Ve l'avevamo già detto: tra le qualità che hanno fatto di Angela Merkel una dei più longevi leader mondiali, c'è la spregiudicatezza politica con cui è capaca di fare propri battaglie e principi delle opposizioni. È successo anche con la battaglia per i matrimoni gay, finora cavallo di battaglia dei sempre più affannati socialdemocratici e ora a un passo dall'entrare nel programma politico di mutti Merkel. Il Bundestag tedesco il 20 settembre ha approvato a maggioranza il matrimonio per tutti: un voto storico, in Germania, che rende possibile la piena parificazione delle unioni gay con i matrimoni eterosessuali. Incalzata dagli alleati socialdemocratici e dall'opposizione, nei giorni scorsi la cancelliera aveva aperto a sorpresa al voto di coscienza. Anche se in realtà Merkel, come ha ammesso, non è d'accordo: «Per me il matrimonio è fondamentalmente un'unione fra uomo e donna, e per questo ho votato contro», ha detto dopo il voto in Bundestag. «È stato un dibattito lungo intenso ed emotivo, e spero ci sia rispetto per entrambe le parti».

IN MEZZA EUROPA GIÀ SI PUÒ
Un passo avanti che porta la Germania in quel gruppo di Paesi dell'Unione Europea dove il matrimonio omosessuale è già riconosciuto da tempo. Geograficamente, da questo punto di vista l'Europa è quasi spaccata in due. Come si può facilmente intuire, i Paesi apripista furono l'Olanda (2001) e il Belgio (2003), seguiti un paio d'anni dopo dalla Spagna e poi da Svezia, Portogallo, Danimarca, Francia, Regno Unito (anche se loro sono in uscita dall'Ue, lo sappiamo), Irlanda, Lussemburgo e Finlandia: per un totale di circa 240 milioni di cittadini che possono godere del diritto di sposarsi. Adottano invece una via di mezzo Malta e Estonia che, pur non avendoli ancora regolamentati al loro interno, riconoscono i matrimoni omosessuali contratti all'estero.

MEGLIO DI NIENTE
Veniamo poi al capitolo unioni civili e affini. Ci siamo anche noi italiani, con la tanto agognata e discussa legge Cirinnà. Ma anche l'Austria, la Croazia, la Repubblica Ceca, Cipro, la Germania (in attesa di passare nell'altro elenco, dunque), la Grecia, l'Ungheria e la Slovenia. Tutti Paesi che si trovano nell'area centro-meridionale del continente europeo. I cittadini dell'Unione europea coperti dal diritto di unirsi civilmente sono, all'incirca, 190 milioni. Attenzione, però: due di questi Paesi, l'Ungheria e la Croazia, ammettono sì le unioni civili, ma hanno vietato dal punto di vista costituzionale i matrimoni veri e propri.

DIVIETI DI STATO
La Romania, per ora, non riconosce né vieta nella sua costituzione i matrimoni gay. Li vietano esplicitamente, invece, la Bulgaria, oltre alle succitate Ungheria e Croazia, la Lettonia, la Lituania, la Polonia e la Slovacchia. Non è ancora chiaro se, in futuro, l'Unione Europea obbligherà tutti i suoi Stati membri a riconoscere i matrimoni omosessuali. In passato, pur riconoscendo ai Paesi membri la possibilità di legiferare liberamente sul matrimonio, ha comunque sottolineato che forme di riconoscimento analoghe alle unioni civili dovrebbero essere garantite e permesse a tutti. L'Italia, ad adeguarsi, ci ha messo un po'. Gli altri Stati quanto ci impiegheranno?

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