19 Giugno Giu 2017 1552 19 giugno 2017

Zitelle di Cina, unitevi!

Troppo intelligenti e in carriera. Così gli uomini se la danno a gambe. E dopo i 27, si è già troppo vecchie. Il matrimonio diventa un miraggio. E allora si ricorre a esperti di relazioni, nuove star dei media.

  • ...
consulenti amore cina

Altro che Club 27. L'età che nel mondo Occidentale è ammantata dalla maledizione degli artisti morti troppo presto, in Cina segna un limite ultimo oltre il quale le figlie del Dragone rischiano di entrare nel girone delle zitelle. E dire che l'altra metà del cielo ha lo stesso problema, perché le papabili compagne sono troppo poche. Detta così, c'è qualcosa che non torna. Maschi che si lamentano di non trovare moglie; donne che non trovano marito. Qual è l'inghippo? L'inghippo sta nel fatto che domanda e offerta non sono sullo stesso piano. E la colpa, guarda un po', è del maschilismo.

TROPPO BELLE, TROPPO BRAVE
Le under 30 che faticano a trovare marito, racconta il New York Times, sono solitamente giovani donne di classe agiata, istruite e in carriera. E nessun uomo, in Cina, tollera l'idea di sposare una donna che sia al suo livello o, Confucio non voglia, addirittura superiore. Al boom economico non si è accompagnata un analogo progresso della mentalità che regola i rapporti tra uomini e donne (ma, in fondo, quale nazione al mondo può dire di esservi riuscita?). D'altra parte, le 'zitelle' non ne vogliono sapere di accasarsi con i giovani e meno giovani campagnoli delle aree rurali del Paese. Ma il problema rimane. Lo stigma sociale, sulle donne non sposate, si fa sentire. E la conseguenza, inaspettata ma mica tanto, è che le nuove star del Paese sono gli esperti di relazioni amorose, che ormai imperversano sui media, social o meno che siano.

L'AMORE NON È UN'OPINIONE
Anche i cinesi, insomma, devono fare i conti con l'ars amandi. Letteralmente: basti pensare che Ayawawa, nickname dietro cui si cela l'esperta di strategie sentimentali Yang Bingyang, ha addirittura dato vita a due scale di valore per incasellare le persone che si rivolgono a lui: V.A. e I.G., che stanno per Valore di Accoppiamento e Incertezza di Paternità. Nella V.A. di un uomo rientrano parametri come «l'età, l'altezza, l'aspetto, la ricchezza, il quoziente intellettivo, quello emozionale, le capacità amatorie e la volontà di impegnarsi a lungo termine». Per una donna, invece, si prendono in considerazione «l'età, l'aspetto, la taglia di reggiseno, il peso, i titoli accademici, la personalità e la famiglia d'origine». L'Incertezza di Paternità, invece, si riferisce all'impossibilità da parte di un uomo di essere assolutamente certo di essere il padre del proprio figlio (salvo test del Dna, ovviamente). Insomma, per Ayawawa una donna che voglia trovare marito deve suggerire un ideale di fedeltà, evitando di indossare abiti provocanti.

FEMMINISMO, CHE PROBLEMA!
Se sembra un discorso un po' sessista, è perché lo è. Ma Ayawawa rispedisce le accuse al mittente: «Io spiego come si supera l'esame, non è colpa mia se l'esame è strutturato male». Un altro seguitissimo consulente sentimentale è il 30enne Lu Qi, seguito da 26 milioni di persone sul social Weibo. Sostiene di aver condotto estesi studi di psicologia in materia e che la popolazione cinese impari tutto quello che c'è da sapere sull'amore (e non hanno mai osato chiedere) dai melodrammi televisivi. È anche convinto che l'emancipazione femminile abbia portato alle donne nuovi problemi con cui confrontarsi.

CHI PENSA A SÈ FA PER TRE
Ayawawa e Lu Qi, insieme con altri loro colleghi, hanno in comune una cosa: di fatto, suggeriscono alle donne come ingannare gli uomini, per far loro credere di essere le partner ideali da sposare. Questo ha spinto Lu Pin, tra i fondatori della pagina Facebook femminista Feminist Voices, a riflettere sul perché debbano essere sempre le donne a convincere l'uomo, e non viceversa. La risposta, tra le righe, ce la dà una delle donne che sono ricorse ai servigi di Ayawawa e adesso è sul punto di sposarsi: «Le differenze tra uomo e donna sono innate. Io prendo queste idee sul serio perché voglio una vita migliore per me, non mi importa di rendere migliore il mondo per le donne». E se lo dice una donna, vuol dire che sulla mentalità collettiva c'è ancora un grosso lavoro da fare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso