9 Giugno Giu 2017 1819 09 giugno 2017

Vob, quando l'hijab è thrash metal

Suonano col velo e i jeans attillati ispirandosi a Slipknot e Rage Against the Machine: sono le Voice of Baceprot, tre ragazzine musulmane che sfidano i pregiudizi con il sogno di pubblicare un disco ed esibirsi negli States.

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Voice of Baceprot
Prendete School of Rock, sostituite a quell'esibizionista di insegnante che era Jack Black il volto coraggioso di un professore indonesiano, e al posto degli Ac/Dc fate suonare la musica degli Slipknot o dei Rage Against the Machine. No, non è il classico remake mal riuscito del successo cinematografico targato Richard Linklater, piuttosto la bellissima storia che da Java, passando da Giakarta, è già arrivata nel Vecchio Continente conquistando le colonne del Guardian. Quella delle Voice of Baceprot (Vob), la thrash-metal band composta da tre teenagers musulmane pronte ad abbattere stereotipi e superare pregiudizi a suon di musica.

CHI SONO LE VOICE OF BACEPROT
Arrivano da una scuola nella conservatrice West Java, dove rigorosamente si porta l'hijab, e a scoprire il loro talento è stato Ezra Satia, 35enne insegnante indonesiano. Ma se tutto nasce in un amen, nel 2014, assai lungo è il percorso per affermarsi, nonostante le 16enni Firdda Kurnia (voce e chitarra), Eusi Siti Aisyah (batteria) e Widi Rahmawati (basso) siano già arrivate a esibirsi in televisione sul canale nazionale.



MINACCE DI MORTE E HATERS
Perché da abbattere ci sono i pregiudizi di una Paese dove praticare sesso con minori, nonostante la legge lo identifichi come un crimine contro la decenza e la moralità, è meno grave che salire su un palco con l'hijab per suonare musica metal. Roba che ha provocato sgomento e costernazione tra i coetanei più conservatori, fino a minacce di morte, tentativi di sabotaggio e ripetuti attacchi sui social dove, d'altra parte, le ragazze iniziano invece a spopolare soprattutto tra i followers stranieri.


LA MISSIONE
Superato il turbamento iniziale delle famiglie, che adesso guardano con orgoglio le proprie figlie, il sogno di pubblicare un disco non è l'unico obiettivo delle VoB: la missione è far capire che non c'è assolutamente niente di male a suonare metal, niente di satanico. «Anzi la musica è un modo costruttivo e creativo per gli studenti di evitare vizi come droga e sesso libero», spiega Satia al quotidiano inglese. «Possiamo fare metal e proteggere la nostra morale», aggiunge Kurnia. «Naturalmente l'Islam e il metal possono convivere. Perché no? Il metal è solo un genere di musica. Il problema è che spesso viene associato a cose cattive, ma non è così». Il sogno? «Suonare in Inghilterra o negli Stati Uniti. E magari anche nei Paesi arabi», concludono in coro. Già, magari.

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