16 Maggio Mag 2017 1800 16 maggio 2017

Come mi accorgo di avere un fibroma?

A volte sono silenziosi, invisibili. Altre sono molto dolorosi e compromettono la quotidianità. La professoressa Graziottin ci spiega i sintomi del tumore benigno più frequente tra le donne.

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fibroma

Spesso agiscono in silenzio. Altre volte, invece, invadono la quotidianità, cambiando prospettive e stile di vita. Provocano dolore al basso ventre («pelvico») intenso, senso di pesantezza, affaticamento, sofferenza. E imbarazzo, quando i cicli emorragici arrivano a macchiare i vestiti. A volte sembra quasi che qualcosa prema sulla vescica. In molte sottovalutano cicli mestruali troppo abbondanti o l’urgenza di andare in bagno con frequenza, fino a quando il malessere si rende insopportabile.
Si chiamano fibromi uterini e sono i tumori benigni più frequenti nella donna. Sono dovuti alla proliferazione delle fibre muscolari lisce dell’utero e la loro incidenza varia, a seconda dell’età, tra il 20% e l’80%. Si manifestano soprattutto durante il periodo fertile, ma numero e volume aumentano con l’età. Raggiungono il picco massimo tra i 40 e i 50 anni e tendono a regredire con la menopausa.

SPESSO NIENTE SINTOMI
Attenzione però, la fibromatosi uterina non dà sintomi, ma quando diventa sintomatica può ripercuotersi sulla salute generale e sessuale della donna, come ci dice Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’ospedale San Raffaele di Milano, presidente della Fondazione «Alessandra Graziottin per la cura del dolore della donna Onlus». La professoressa spiega a LetteraDonna qual è la sintomatologia più frequente, come si riconosce e quando è bene ascoltare il proprio corpo: «L’anemia sideropenica (quella dovuta alla carenza di ferro, ndr), dovuta alle mestruazioni abbondanti, è una delle avvisaglie più trascurate dalle donne». Eppure divora la loro energia vitale. Inoltre, per la loro diffusione e varietà, i fibromi uterini sono una delle principali cause di ricovero ospedaliero in Italia.

I CINQUE PRINCIPALI
In base a numero, dimensione e posizione, i fibromi uterini possono provocare una grande varietà di sintomi. I principali sono cinque: (1) cicli abbondanti fino all’emorragia, con peggioramento del dolore mestruale; (2) compressione sugli organi vicini, come il retto e la vescica; (3). dolore alla penetrazione profonda durante i rapporti sessuali, (4). caduta del desiderio in caso di anemia associata e (5) infertilità. «Ma in generale», spiega la dottoressa Graziottin, «alcune donne accusano dolore pelvico cronico o acuto, dolore lombare, disturbi urinari e intestinali, aumento della circonferenza addominale, difficoltà al concepimento e aborti spontanei». Più raramente, a causare dolore pelvico acuto, nausea e vomito è la torsione dei fibromi peduncolati sottosierosi, che può causare un addome acuto e richiedere l'intervento chirurgico, la loro rapida crescita o la loro rottura, spiega la professoressa.

PERCHÉ IL CICLO È ABBONDANTE E DOLOROSO
La posizione e il tipo di fibroma si rivelano spesso fondamentali per comprendere la radice dei disturbi. «Il fibroma che cresce sotto la mucosa, anche se più piccolo di un centimetro, può dare emorragie importanti. Il ciclo abbondante può aumentare il dolore mestruale fino a cinque volte. Così come il peduncolato sottomucoso, che è causa di forti dolori mestruali», spiega Graziottin.
Secondo la dottoressa poi «il flusso abbondante induce l’utero ad aumentare le contrazioni della muscolatura liscia e il fibroma peduncolato determina una spina irritativa che causa dolore addominale acuto, con crampi che peggiorano con il ciclo».

GLI OSTACOLI ALLA MATERNITÀ
Anche i fibromi intramurali possono dare sintomi emorragici quando affiorano alla sottomucosa. «Se crescono molto di volume, possono creare problemi di infertilità, costituendo complicanze per la gravidanza e per il parto», continua Graziottin.
Se poi i fibromi crescono nell’angolo di inserzione tra tuba e utero, possono addirittura impedire il concepimento, spiega la professoressa: «Se si sviluppasse sotto la mucosa, potrebbe ostacolare la formazione della placenta e se dovesse essere di grosse dimensioni potrebbero esserci malposizionamenti del feto, parto prematuro ed emorragie post-partum».

I SEGNALI DA NON SOTTOVALUTARE
Alcuni tipi di fibroma, come quelli sottosierosi, possono restare a lungo «silenti» e raggiungere anche grandi dimensioni (7-9 cm o più), senza che la donna se ne accorga, se non si sottopone visite ginecologiche almeno una volta all’anno. Tutto cambia quando compaiono i primi sintomi di «compressione»: se i fibromi crescono sulla parte anteriore dell’utero, premono sulla vescica. A questo punto, la donna avverte un senso di pesantezza sul bacino, ha minzioni più frequenti, con risvegli notturni per andare più volte in bagno: «Questo è un segnale che, in giovane età, deve allertare immediatamente», chiarisce la ginecologa.
Se invece lo sviluppo del fibroma avviene nella parte posteriore dell’utero, possono verificarsi disturbi tipici della stitichezza o di dolore alla penetrazione profonda durante i rapporti sessuali. Se il fibroma cresce a livello del collo dell’utero, in particolare lateralmente, «i sintomi di compressione possono comprendere anche l’uretere», conclude Graziottin.

LE CONSEGUENZE NEL QUOTIDIANO
Se i cicli abbondanti, la compressione sugli organi vicini, il dolore mestruale o sessuale e l’infertilità sono gli effetti più evidenti di questa patologia, secondo la dottoressa Graziottin, «molto pesante è l’impatto «sommerso» dei fibromi uterini sulla vita personale, professionale e scolastica». Convivere con sintomi emorragici non è semplice. «Tutto diventa più complicato, anche per il timore di trovarsi in situazioni imbarazzanti», racconta la professoressa, «dalla scelta dell’abbigliamento alle decisioni che riguardano lo sport e i viaggi». A causa dell'anemia da carenza di ferro subentrano poi problemi di concentrazione e di memoria, con una performance più bassa del potenziale.

DIAGNOSI PRECOCE E TERAPIA
Il fibroma uterino viene principalmente diagnosticato attraverso un’ecografia pelvica, mentre con la visita ginecologica è possibile individuare i fibromi di maggiori dimensioni. «L’atteggiamento di alcuni medici oscilla tra la minimizzazione del problema, in particolare se la donna si sottopone a visite regolari e se il fibroma è di piccole dimensioni, e l’urgenza drastica. Si passa, spesso, da un under-treatment a un over-treatment, influenzati anche dall’età della persona, dal suo desiderio di maternità e dall’orientamento del medico», conclude la ginecologa.
Eppure, secondo la dottoressa, la precocità della diagnosi «permette di intervenire con un approccio farmacologico quando i fibromi sono di piccole dimensioni, a vantaggio della salute procreativa, oltre che dell'energia vitale e del benessere generale».

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