8 Maggio Mag 2017 1708 08 maggio 2017

Dopo Maltese torno dalla mia famiglia

Su Rai Uno interpreta un personaggio intenso, un commissario che combatte la mafia. Ora però, dopo due anni di intenso lavoro, si prende una pausa. A tu per tu con Kim Rossi Stuart.

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'Tommaso' Premiere - 73rd Venice Film Festival

I capelli castani striati di bianco, magrissimo, elegante: Kim Rossi Stuart, l’aria di chi vorrebbe stare da tutt’altra parte mentre è in posa di fronte al folto gruppo di fotografi, torna in tivù dopo 13 anni con Maltese, il Romanzo del Commissario, quattro serate su Rai Uno a partire dall’8 maggio dirette da Gianluca Maria Tavarelli, con Francesco Scianna, Valeria Solarino, Rike Schmid, prodotto dalla Palomar di Carlo Degli Esposti in coproduzione con la tv tedesca ZDF.
Una serie dal linguaggio cinematografico, ambientata a Trapani negli Anni '70, in cui l’attore romano interpreta il Commissario Maltese, un personaggio di finzione che in sé racchiude l’anima e i volti di tanti uomini che per lo Stato hanno dato la vita e che precede nella messa in onda proprio la settimana della legalità in concomitanza con gli anniversari degli attentati a Falcone e Borsellino.

Gli attori Francesco Scianna, Rike Schmid, Valeria Solarino e Kim Rossi Stuart.

ETTORE FERRARI - ANSA


DOMANDA: A chi si è ispirato per il suo Commissario?
RISPOSTA: Non è stato così semplice e immediato come percorso. Ci ho messo un po’ di tempo, ho cercato su internet, ho ponderato le storie, le facce di questi grandi uomini, poi mi sono imbattuto in Ninni Cassarà, (ucciso a 38 anni il 6 agosto 1985 con 200 colpi di mitra insieme all’agente di scorta Roberto Antiochia) un uomo colto, raffinato ma anche un uomo di azione, un vero combattente. In più Cassarà era un siciliano di ceppo normanno, alto, chiaro, occhi azzurri. Insomma, mi sono rivisto in lui.
D: Che tipo di uomo è il Commissario Maltese?
R: Un uomo dalla vita privata complicata, con delle ferite profonde come quella del suicidio padre, anche lui commissario, che si toglie la vita per una accusa infamante, che lo fa scappare da Trapani per poi tornare a sostituire un caro amico ucciso. È un uomo buono, intenso, solitario, con un divorzio alle spalle, una bimba piccola che lo intenerisce e che combatte insieme alla sua squadra e al giornalista Licata, (Francesco Scianna) una mafia che ancora non è riconosciuta come Cosa Nostra.
D: Un personaggio impegnativo.
R: É stata dura. Avevo appena finito di girare il mio secondo film, Tommaso che mi ha impegnato parecchio, pensavo quindi di potermi approcciare al set della serie con più leggerezza. Mi son detto «vado a riposarmi», il set televisivo non richiede grande profondità sui personaggi, ma evidentemente in questi anni le cose sono molto cambiate. E così mi sono ritrovato in mano una sceneggiatura possente che all’inizio mi ha spiazzato e riempito di dubbi, ma dopo mi ha dato gioia per la possibilità di interpretare un essere umano così meraviglioso, disposto a mettere in gioco la sua vita per gli altri.
D. Ha un approccio complicato rispetto alle storie. Tommaso, per esempio, è venuto dieci anni dopo Anche libero va bene?
R: Non è proprio così, sono successe tante cose nel mezzo. Prima fra tutte, la nascita di mio figlio Ettore, che ho deciso di seguire, come di vivermi da vicino fin dalla gravidanza della mia compagna (Ilaria Spada). Facendo i conti ci ho messo cinque anni per scrivere il mio secondo film.
D: Un tempo abbastanza lungo.
R: Mi piace prendere il mio mestiere sul serio. Cerco di affrontarlo con una dose di leggerezza, ma quando mi trovo sul campo, diventa una battaglia immane riuscire a raggiungere i miei obiettivi.
D: Il suo è un cinema molto intimista e personale.
R: Per me fare un film significa mettere in gioco me stesso profondamente. In Tommaso, da una parte c’è la complessità dei rapporti amorosi, la ricerca spasmodica di una relazione soddisfacente. La confusione, la paura che riguarda tutti noi. Dall’altra, c’è il vissuto che ci portiamo dietro, o meglio che mi porto dietro. Sì, è un'idea di cinema molto intima.
D: Progetti per il futuro?
R: Vengo da due anni di lavoro estremamente intenso. Sono affaticato e felice, vorrei ritornare a dedicarmi a mio figlio e alla mia compagna, un privilegio del mio lavoro che mi voglio godere in pieno.

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