12 Aprile Apr 2017 1710 12 aprile 2017

«Aiutiamo anche Davide»

Davide Trentini, malato di sclerosi multipla, ha deciso di porre fine alle proprie sofferenze ricorrendo all'eutanasia. Ad accompagnarlo, Mina Welby. É deceduto il 13 aprile.

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«Mina Welby sta accompagnando in Svizzera Davide. Malato di sclerosi multipla dal '93, si è rivolto a me per l'eutanasia. Aiutiamo anche lui». Poche parole, quelle che Marco Cappato ha pubblicato sui social il 12 aprile, ma che bastano a raccontare una storia che già conosciamo. La vicenda di Davide è simile a quella di Dj Fabo: lui, rimasto paralizzato a causa della sclerosi multipla, è morto il 13 aprile in clinica.

L'INTERVENTO DELL'ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
Davide nel 1993, quando è stato colpito dalla malattia, aveva 27 anni. Per oltre 24 anni ha vissuto contando sull'assistenza soprattutto della madre, che ora ha 73 anni e soffre di molti problemi di salute. Dopo tanto tempo, sul finire del 2016 si è deciso a ricorrere all'eutanasia: «una liberazione, un sogno, una vacanza», come l'ha definita. È stata la madre a scrivere a una clinica svizzera, salvo scoprire che i costi si aggiravano sui 9.500 euro. A quel punto Davide si è rivolto all'associazione Luca Coscioni, che lo ha aiutato tramite l'associazione Soccorso Civile e eutanasialegale.it, due realtà di disobbedienza civile, legate ma differenti, create da Cappato e Welby.

UN DOLORE INSOSTENIBILE
La stessa associazione ha spiegato in un comunicato stampa come le condizioni di Davide siano diventate man mano sempre più insostenibili: «Da mesi non riesce più a far nulla, compreso mangiare e dormire. Passa le giornate a letto o in sedia a rotelle, con uno stimolo costante di andare in bagno. Assume farmaci molto forti contro il dolore, più di quindici al giorno, compreso il metadone che ha importanti effetti collaterali - anche se ormai non sono più efficaci. Solo la cannabis terapeutica [...] gli dà sollievo».

ACCOMPAGNATO DA MINA WELBY
Ad accompagnare Davide in Svizzera è appunto Mina Welby. L'avevamo intervistata chiedendole un parere sul testo di legge sul fine-vita che la Camera ha cominciato a discutere il 13 marzo 2017. Nel testo di legge, secondo Welby, manca proprio un riferimento all'eutanasia: «La depenalizzazione del trattamento medico che provoca la morte della persona, che urgentemente e ripetutamente lo chiede, sarebbe auspicabile. [...] Non so se il parlamento sia pronto. Gli italiani lo sono».

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