11 Aprile Apr 2017 1913 11 aprile 2017

Gli stereotipi? Ce li meritiamo

Se noi stessi ci rappresentiamo con coppola e sigaretta un problema c'è. L'uomo-macho che ammicca alla donna peggiora la situazione. E la foto (brutta) non ha nulla a che vedere col G7.

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G7

Il Teatro greco, le cattedrali, il mare mozzafiato. Taormina è uno dei luoghi più magici al mondo. Se pensi a questo piccolo comune storico in provincia di Messina, ti vengono in mente subito (almeno) due cose: cultura e bellezza. Qualcuno, invece, inspiegabilmente - viene da dire, ha rappresentato Taormina con la foto che vedete sopra. Estate, un uomo e una donna. Lui: bretelle, coppola, sigaretta in bocca e sguardo ammiccante da 'omo'-macho. Lei: bella, abiti colorati, con un ombrellino di pizzo in mano, forse un po' imbarazzata (o lusingata?) dalle attenzioni di lui, si lascia guardare con gli occhi bassi. È l'immagine distruibuita in questi giorni ai giornalisti stranieri dall'app del nostro governo dedicata al G7 di Taormina che ha fatto talmente discutere da essere poi rimossa.

Se il presidente dell'Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone si è detto «indignato» dall'immagine, l'eurodeputato del Pd Michela Giuffrida l'ha bollata come portatrice di uno «stereotipo falso, vecchio, ignorante e qualunquistico». Sui social gli utenti sono divisi: chi grida allo scandalo, e chi si indigna per chi si indigna per così poco. «Il problema non è la coppola, ma tutta la foto: alla parola stereotipo sul vocabolario trovate questa immagine. Finché lo fanno gli stranieri ci può anche stare, ma che ci rappresentiamo da soli per luoghi comuni no», scrive uno su Facebook. «Ma davvero il problema è la coppola!? Ho diversi amici che amano portarla, e sono abbastanza sicuro che non sono mafiosi», sottolinea un altro. Poi c'è la questione «sessismo»: «Non vedo niente di sessista, solo un uomo che guarda una donna passare, niente gesti o azioni offensive o allusive. Vietato essere attratti fisicamente dall'altro sesso?». E, non ultima, quella della semplice bruttezza della foto, che ha messo d'accordo quasi tutti: «Neanche i paesi del terzo mondo fanno campagne pubblicitarie cosi».

LO STEREOTIPO CI PIACE
C'è chi ha paragonato la foto a un fotogramma del Padrino o del fim alla Divorzio all'italiana. Senza dubbio si sta esagerando: non basta una coppola per fare un mafioso, e in Sicilia la indossano tantissimi bravi uomini. Però è innegabile che rappresenti lo stereotipo per eccellenza: il siciliano, nei vecchi film o all'estero, è dipinto esattamente così. Il fatto che siamo stati noi italiani a veicolare questa immagine - e non un tedesco o un americano - fa ridere, e pensare che noi negli stereotipi ci sguazziamo. Ce li meritiamo.
In più, proprio perché la Sicilia è purtroppo facilmente attaccabile da questo punto di vista, c'era bisogno di rappresentare un uomo che anche lontamente potesse ricordare un mafioso? Di certo no. Ma a nessuno è venuto in mente.

LA PREDA E IL CACCIATORE
In pochi ce lo vedono, in tanti gridano alla devianza mentale: «Basta, vedete sessismo ovunque!». Chissà, forse è vero, forse ci hanno portato a questo punto a forza di pubblicità con tette e culi anche per promuovere una lavatrice. In questa immagine non c'è nulla di scandaloso, è evidente, ma un uomo che ammicca alla sua 'preda'. Lui guarda lei, lei tiene gli occhi bassi. Come dire: «Perché venire in Sicilia? Per le belle donne».

IL FLOP NELLA COMUNICAZIONE
Poi c'è la questione della bruttezza: la foto è pacchiana, carvalesca, di bassa qualità. La scenografia e i costumi sono retrò. E una questione ben più importante: cosa c'azzeccano un uomo e una donna che ammiccano con un vertice di Economia come il G7? Cosa?
Dovrebbe risponderci il nostro governo, autore di altri capolavori di comunicazione come la campagna per il Fertility Day del Ministero della Salute. Viene da farsi una domanda stupida e banale: con tutti i professionisti e i creativi che ci sono in Italia, qualcuno di brillante che realizzi un lavoro all'altezza del compito proprio non lo troviamo? Poletti, apriamo le selezioni e scandagliate i nostri cv?

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