10 Aprile Apr 2017 1343 10 aprile 2017

Se il politically correct è fuori di se(n)no

Una promozione in un centro commerciale di Rimini, basata sulla misura di reggiseno, ha scatenato polemiche. Ma c'è davvero bisogno di indignarsi per qualsiasi cosa?

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Hai una quinta? Hai diritto a uno sconto sul reggiseno fino al 50%. Se hai una prima, invece, risparmi il 10%. Questa la promozione avviata dalla Lovable nel fine settimana e che, seppur rivolta a tutte le donne, ne ha fatta infuriare più di una. E non solo di Rimini, dove è nata la polemica, come racconta il Resto del Carlino («Alcune donne si sono rifiutate di entrare nel negozio di intimo, quando hanno visto la pubblicità»). Il motivo? Sarebbe una promozione con evidenti tratti discriminatori, una promozione pensata per le maggiorate che sfavorirebbe le donne quasi piatte. Insomma, una strategia commerciale che fa figlie e figliastre, che spezza il fronte femminista dall'interno, favorendo le 'curvy' a discapito di chi, di curve, ne ha il giusto.

«Già io vivo male la mia condizione di donna con una prima di reggiseno, e in più devo spendere più di un'altra per questo motivo?», ha domandato una frequentatrice del centro commerciale Le Befane al Carlino, cornuta e mazziata. La consigliera regionale Pd ed ex assessora alle Pari opportunità Nadia Rossi, invece, ha ammesso di comprendere i disagi di chi ha un seno abbondante («una condizione fisica che spesso porta più svantaggi che vantaggi, nonostante quel che possono pensare in generale gli uomini»), ma si è anche detta perplessa dall'iniziativa.

Mi scusino Nadia Rossi e tutte le altre. Ma qui ad essere perplessi siamo noi. Parlo, credo, a nome di tantissime persone (e non solo uomini) costrette ancora una volta ad assistere a una polemica basata sul nulla. O, meglio, su un politically correct in base a cui, ormai, non si può fare o dire niente per paura di offendere qualcuno. Che in questa promozione si riesca a vedere un tentativo di esaltare il seno prosperoso e, di contro, la denigrazione di quello a coppa di champagne è assurdo. Visto che, soprattutto, è stata pensata per le donne di una certa età le quali il seno, più che prosperoso, ce l'hanno grande e cadente. In calo, insomma, come la vista dei clienti di un certo marchio di ottica che, come strategia commerciale, ha deciso di fare sconti in base all'età dei clienti.

Un bambino di 10 anni può avere le stesse diottrie di un signore di 80. Questa non è 'discriminazione'? Secondo la logica che ha portato alle polemiche sì. E invece no, perché tale promozione non ruotava attorno ad un carattere sessuale. Semplice. E doppiamente assurdo, perché in fin dei conti si trattava pur sempre di avere uno sconto, cosa che dovrebbe (in teoria) essere gradita. E invece no bis. Personalmente, se vedessi sconti del genere applicati a dei boxer in base alla lunghezza del pene (so che non c'è la stessa logica ma non esiste alternativa) mi farei una bella risata e porterei a casa. Ma forse solo perché non ho alcuna sensibilità femminile.

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