24 Marzo Mar 2017 1750 24 marzo 2017

FAI la visita giusta

Tornano le Giornate di Primavera. E con esse tante aperture straordinarie. Dalla Torre dell'orologio di Udine alla Tonnara del Secco di San Vito Lo Capo, ecco cinque luoghi da non perdere.

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Sabato 25 e domenica 26 marzo il Fondo Ambiente Italiano festeggia la 25esima edizione delle Giornate FAI di Primavera: tra castelli, case private, ex industrie, parchi, siti storici e naturali sono oltre mille i luoghi che, solitamente chiusi al pubblico, sono invece visitabili nel fine settimana. Dal Nord a Sud Italia, LetteraDonna ne ha selezionati cinque.

UDINE – LA TORRE DELL'OROLOGIO
Affacciata su Piazza Libertà, la più antica di Udine, per la prima volta apre al pubblico la Torre dell'orologio. Fu costruita tra il 1527 e il 1532 su progetto del pittore e architetto Giovanni da Udine, dopo che il terremoto del 1511 aveva privato la comunità dell'unico orologio pubblico presente in città: alla sua sommità ci sono gli 'uomini delle ore', due sculture in legno (rivestiti poi in rame da artigiani locali), realizzati dal misterioso Mastro Adamo nel 1543. L'ingresso alla Torre dell'orologio è riservato ai soli iscritti al Fai .

GENOVA – L'ALBERGO DEI POVERI
L'Albergo dei Poveri fu voluto da Emanuele Brignole, incaricato dalla Repubblica di Genova  di seguire la costruzione di un nuovo ricovero per i cittadini più bisognosi. Edificato a partire dal 1656 (la sua costruzione durò quasi due secoli), si sviluppa su un'ampiezza di 60mila metri quadrati, ed stata la prima struttura del genere in Italia. Oggi è occupato dall'Università degli Studi di Genova e dall'Istituto sanitario Brignole. In occasione Giornate FAI di Primavera aprono per la prima volta la chiesa, la sezione centrale dell'edificio e il lato Ovest con i due cortili. L'Albergo dei Poveri, che ospita numerosi dipinti e sculture, potrebbe in futuro diventare un museo.

GUBBIO – IL CASTELLO DI VALLINGEGNO
Il castello medievale domina la sottostante valle del fiume Chiascio ed è posto appena sotto l'Abbazia di Vallingegno (anch'essa visitabile durante le Giornate FAI di Primavera). Antecedente al XIV secolo e circondato da mura e rivellini, nel 1355 il castello si ribellò a Gubbio, per poi essere rioccupato in seguito dalle truppe eugubine sotto la guida del capitano Bastardo di Ceccolo Montaini da Pergola. Nel corso dei secoli, è stato di proprietà dei nobili Balducci di Gubbio e dei signori Filippetti. Dal 1987 è monumento nazionale. L'ingresso al Castello di Vallingegno è riservato ai soli iscritti al Fai .

L'AQUILA – IL TUNNEL DELLA GRAN SASSO
Negli Anni '80 durante i lavori di costruzione del tunnel del Gran Sasso per l'autostrada L'Aquila-Teramo, in corrispondenza di alcune faglie, fu scoperta un'enorme fonte d'acqua, che portò alla costruzione (da parte della Gran Sasso Spa) di un acquedotto. Per la prima volta, nella frazione di Assergi si può visitare questa grande opera ingegneristica, che convoglia l'acqua di un'unica sorgente rifornendo l'Aquila, i comuni della provincia e le zone del teramano.

SAN VITO LO CAPO – LA TONNARA DEL SECCO
I fan del commissario Montalbano, e non solo quelli della provincia di Trapani, non dovrebbero farsi sfuggire l'occasione di visitare La Tonnara di San Vito lo Capo, che è stata set dell'amatissima serie tivù. La tonnara, detta anche 'del Secco' perché in prossimità di una zona marina dal fondale basso, entrò in funzione nel 1412, dopo l'autorizzazione alla pesca del tonno da parte di Ferdinando di Borbone. Acquistata nel 1872 da Vito Foderà e ingrandita, la struttura è stata poi chiusa nel 1965, per un calo produttivo. Oggi in stato di abbandono, è una tappa obbligatoria per chi vuole conoscere la storia di questo angolo di Sicilia.

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