15 Marzo Mar 2017 1500 15 marzo 2017

Come Whoopi in Ghost

Lanciata come protagonista di una storia di bullismo, ora veste i panni di una medium ne La Porta Rossa a fianco di Gabriella Pession e Lino Guanciale. A tu per tu con Valentina Romani.

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VRomani

Classe 1996, occhi blu, Valentina Romani è una delle giovani attrici nostrane più promettenti del momento, lanciata dal film Un bacio di Ivan Cotroneo, una storia di bullismo, violenza e omofobia: un ruolo che le è rimasto dentro e che le «ha cambiato la vita e ha aperto gli occhi, il bullismo esiste e deve essere eliminato il prima possibile», come lei stessa assicura. Dopo l’esame di maturità ha continuato sempre a lavorare e oggi, tra fiction e cinema, la sua carriera è in forte ascesa. «Con questo mestiere ho la fortuna di poter essere qualcuno che non sono. Per questo ogni personaggio che affronto è unico e prezioso», come quello che interpreta su RaiDue, nei panni di una giovane medium, Vanessa, nel thriller sovrannaturale La porta rossa, tratto da un soggetto di Carlo Lucarelli e ambientato a Trieste. Dove il suo personaggio, un po' come Whoopi Goldberg in Ghost, riesce a riesce a parlare con un fantasma.

DOMANDA: Come si è preparata per interpretare questo ruolo inedito?
RISPOSTA: Sono l’unica in grado di vedere questo fantasma. Quando ho letto la sceneggiatura mi sono resa conto subito quanto fosse importante il progetto e per la prima volta ho avuto un po’ di timore. Con il regista Carmine Elia abbiamo fatto delle letture di gruppo per cercare di definire al meglio i nostri personaggi.
D: È stato difficile indossare quei panni?
R: Una bella sfida, sì. La difficoltà maggiore l’ho riscontrata nel dover girare delle scene dove oltre al fantasma c’era un terzo soggetto perché io ero l’unica a poterlo vedere. Per motivi di montaggio le scene di questo tipo venivano spesso recitate senza Lino (Guanciale, ndr). Ero sola davanti la macchina. La maggior complessità era proprio nel non eccedere e ricordare cambi di sguardi e movimenti proprio come se lui fosse lì.
D: Come è stato lavorare con Guanciale e Gabriella Pession?
R: Sono due persone adorabili e due attori straordinari. Con Lino mi sono trovata benissimo, è nata subito l’intesa ideale che ci ha permesso di lavorare per sei mesi con lo stesso entusiasmo del primo giorno. Guardando loro ho imparato moltissimo, anche a livello umano.
D: Ci sono stati film o libri che l'hanno aiutata a entrare nel ruolo?
R: Il regista mi ha consigliato Il sesto senso e Unbreakable che ho scelto di guardare con uno sguardo piuttosto distaccato. Volevo essere il più possibile originale.
D: Si aspettava tutto questo riscontro di pubblico?
R: Diciamo che sono partita molto fiduciosa. Ero sicura che la fiction non sarebbe passata inosservata, mi aspettavo successo, ma non così esagerato. È veramente incredibile.
D: Come nasce l’amore per il mestiere dell’attrice?
R: Ho sempre sentito l’esigenza interiore di recitare, non è scattata da un evento preciso. È qualcosa di irrefrenabile che ho dentro da quando sono bambina.
D: Chi sono i suoi punti di riferimento cinematografici?
R: Angelina Jolie è il mio mito da sempre, quando ero piccola sognavo di diventare come lei. Mentre tra gli interpreti maschili considero Leonardo Di Caprio uno dei migliori attori al mondo.
D: Ha interpretato diversi ruoli sempre differenti e impegnativi, ma quale genere predilige?
R: Non posso dire di avere preferenze, sicuramente qualcosa di lontano dalla mia natura lo accoglierei con gioia e curiosità. Mi piace spaziare.
D: Nel 2016 è stata protagonista di Un bacio di Cotroneo uscito nel 2016. Ha mai vissuto personalmente storie legate al bullismo?
R: Per fortuna no, ma insieme agli altri due protagonisti del film, ad Ivan e a Monica Rametta, abbiamo girato moltissimo l’Italia per far vedere ai ragazzi il nostro film e ne abbiamo parlato insieme.
D: Cosa consiglia alle giovani ragazze che subiscono violenze?
R: Di non avere paura: bisogna parlare senza il timore di essere giudicati o addirittura emarginati. Il bullismo è un reato a tutti gli effetti, un atto che va denunciato.
D: Ho letto che voleva tantissimo la parte di Blu in Un bacio.
R: Sì, quando ho ricevuto le scene del provino ero entusiasta, dovevo avere quel ruolo, ho pensato che sarebbe stata la mia grande occasione. Poi è arrivato. È stato un sogno. Non rispondi alla seconda parte della domanda.
D: Ha mai ricevuto un «no» che l'ha fatta soffrire?
R:
Preferisco non rispondere.
D: Lei scrive anche canzoni e sceneggiature, sta lavorando su qualche testo?

R: Si, scrivere è la mia terapia. Sto ordinando un po’ il mio archivio, una volta fatto mi piacerebbe iniziare a lavorare su qualcosa che non rimanga sulla home del mio computer.
D: La spaventa la popolarità che ha raggiunto?
R: No, è un mezzo potentissimo anche grazie ai social. Io ho i miei fan che mi seguono e spesso mi scrivono, cerco di rispondere il più possibile perché sono consapevole di avere il privilegio di essere 'un modello' per loro. E se c’è una cosa che ho imparato facendo questo mestiere è che l’umiltà vale più della fama.
D: Come trascorre il tempo fuori dal set?
R: Oltre a leggere e scrivere, mi piace godermi i miei amici, il mio fidanzato e la mia famiglia. Da poco sto sviluppando anche un interesse per l’arte culinaria anche se ancora non sono molto brava a detta delle mie amiche.
D: In quale altro ruolo la rivedremo presto?
R: Al momento non so dirvi dove, ma ci rivedremo, certo.

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