7 Marzo Mar 2017 1634 07 marzo 2017

«Ben venga la frutta in classe»

Polemiche per la decisione di alcune scuole bolognesi di bandire le merendine e puntare su cibi più sani. Una scelta lodata anche dalla nutrizionista Gravaghi: «Perfetta per lo sviluppo dei bimbi».

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Apple on stacked books in front of a blackboard at school

A Bologna, dalla prima settimana di marzo 2017, infuria la guerra delle merendine. Alcune scuole elementari hanno deciso di dare ai bambini, nella pausa di metà mattina, la frutta prevista per pranzo, che non sempre viene consumata, in modo da bilanciare la dieta ed evitare gli sprechi. Un progetto salutista, che si scontra con l’inclinazione dei bambini a divorare focaccine e brioches. L’iniziativa ha scatenato una polemica sui social network, alimentata da diversi genitori in disaccordo e che pretendono per i propri figli la libertà di scegliere cosa mangiare. Anche se si tratta di prodotti pieni di zuccheri e grassi: «La salute di mia figlia la decido io e non la scuola». Oppure: «Ora abbiamo solo paura che la prossima decisione sia l'introduzione di una buona dose di olio di ricino, che fa tanto bene ai bambini!».

LA RIVOLUZIONE SENSATA
Parecchie famiglie, in realtà, appoggiano la scelta. Gli esperti la definiscono una 'rivoluzione' sensata. Come sottolinea Claudia Gravaghi, nutrizionista che lavora tra Milano e Londra e applaude alla decisione bolognese: «Le merendine in genere sono prodotti dolciari o di panetteria che non hanno la pretesa di essere sani» spiega. «Si tratta di preparati pieni di zucchero, grassi e conservanti, che forniscono ai bambini un’energia immediata ma non duratura, procurando un picco di glicemia molto alto che di certo non giova». Secondo lei sostituire questo snack malsano con frutta o verdura è fondamentale per crescere dei bambini in forma, che non abbiano problemi di sovrappeso.

IL LATO POSITIVO
«In questa scelta vedo almeno tre vantaggi», sottolinea l’esperta. «Anzitutto è sana; poi, visto che la frutta riempie meno, i bambini arrivano a tavola più affamati e consumano tutto il loro pasto, che è bilanciato: infine, in questo modo non si fanno differenze tra l’alunno che porta a scuola la merendina al cioccolato e quello che è stato messo a dieta, costretto ad accontentarsi di qualcosa di piccolo e sofferente nel vedere che cosa si concede il compagno».

SANO EQUILIBRIO
Frutta e verdura, peraltro, sono fondamentali per i bambini. «Aiutano a introdurre minerali, vitamine e fitoniutrienti, che servono alla crescita e sono utili come immunostimolanti, antiossidanti e antistaminici», spiega Gravaghi, che ha anche promosso corsi sull’alimentazione equilibrata nelle scuole inglesi. «Certo la frutta è importante, ma occorre pensare anche a snack a base di verdura. Per una sana alimentazione, i bambini dovrebbero mangiare almeno tre porzioni di frutta e verdura crude al giorno, sia in estate sia in inverno. In questo modo possono avere un apporto importante di fibre».

LO SNACK BUONO DENTRO E FUORI
Nel caso l’idea di frutta e verdura dovesse creare troppi problemi, la nutrizionista sostiene che la scuola potrebbe distribuire merendine calibrate, pensate all’interno di un progetto alimentare completo. «Andrebbero benissimo delle barrette preparate usando datteri, avena, fiocchi di riso, frutta secca e cioccolato amaro, che sono golose, ma abituano anche i piccoli a consumare prodotti adatti al loro sviluppo». Perché, come spiega Gravaghi, i bambini non hanno pregiudizi sul gusto e sui sapori, a meno che non siano i genitori ad inculcarglieli involontariamente, magari trasmettendo i propri limiti e le proprie preferenze. «I piccoli sono duttili. Per dimostrarlo basta pensare che ci sono i figli di alcune mamme salutiste che preferiscono fare merenda con i pezzetti di cetriolo crudo anzichè con i biscotti, perché sono stati abituati così».

GOT MILK?
La polemica dei genitori bolognesi, peraltro, si ricollega a una tendenza che in Gran Bretagna è già molto comune. I genitori vengono invitati dalla scuola a mandare per la merenda di metà mattina solo frutta e verdura, evitando patatine, barrette e cioccolata. In questo modo i bambini riducono il consumo di cibo spazzatura e sono più reattivi. In molti istituti del Regno Unito, infine, esiste per la merenda il 'progetto latte', promosso in collaborazione con l’Unione europea, che prevede che i bambini ricevano ogni giorno un brick di latte (che viene pagato dalla scuola o dalle famiglie), nell’ottica di fornire un alimento sano e bilanciato anche a coloro che non amano frutta e verdura. Un programma che coinvolge tutti i paesi dell’Unione europea, Italia compresa. Anche se, nonostate le ripetute richieste di informazioni via email e via telefono al Ministero, non ci è stato possibile capire se e come sia sviluppato nel nostro Paese.

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