3 Marzo Mar 2017 1935 03 marzo 2017

«Bambole o cetrioli, nessuna differenza»

A Barcellona apre un bordello con sex dolls al posto delle prostitute. Le tariffe sono le stesse: «Ma alcuni dildo costano 500 euro», ci ha spiegato il sessuologo Jannini analizzando il fenomeno.

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Lumidolls

Un bordello senza donne. Esiste e si trova a Barcellona. Si chiama Lumidolls, e al posto delle prostitute ci sono le nipoti delle vecchie bambole gonfiabili: sex dolls iperrealistiche con caratteri sessuali spesso accentuati, perfette nella loro immobilità al silicone modellata sulle fantasie maschili. Aspetto curioso: un'ora spesa in loro compagnia vale 120 euro. Più o meno, la stessa tariffa richiesta dalle prostitute in carne e ossa. Donne che nel mercato del sesso si vedono attribuire lo stesso valore di strutture plastiche inanimate. O, da un altro punto di vista, il prezzo che alcuni uomini sono disposti a pagare per un'esperienza quanto più vicina possibile al sesso, ma senza dover affrontare interazioni umane. Un tema che abbiamo affrontato con il sessuologo Emmanuele Jannini.

D: Perché una bambola sì e una prostituta no?
R: Premesso che ognuno è libero di spendere i propri soldi come vuole, siamo di fronte a un comportamento in cui si può riconoscere un elemento di alienazione, intesa in senso clinico e senza voler dare alcun giudizio morale.
D: Perché alienazione?
R: Già chi accede al sesso mercenario 'tradizionale' molto spesso lo fa portandosi dietro sensazioni di solitudine e incapacità, e vive il tutto come una sconfitta. Il fenomeno delle sex dolls rappresenta un livello successivo.
D: Che caratteristiche assume?
R: C'è una ulteriore depersonificazione dell'atto sessuale. Anche l'incontro con la prostituta, che non è basato sui sentimenti ma sul denaro e la concupiscenza, si trasforma in un incontro con un oggetto.
D: C'entra anche la concezione maschile del sesso?
R: È una molla importante. Nella testa di un maschio la sessualità ideale è quella senza problemi e senza troppe chiacchiere. La bambola è l'incarnazione estrema di questa modalità, ne è il trionfo, perfino eccessiva nella sua perfezione.
D: C'è anche la volontà di sfuggire a qualsiasi forma di giudizio?
R: Sì, assolutamente. Tra le motivazioni più frequenti addotte dai clienti di prostitute c'è il bisogno di non sentirsi giudicati. Grazie alla bambola, non c'è nemmeno bisogno di dire buongiorno e buonasera, come invece accade con una prostituta.
D: Non è un bel quadro, nel complesso.
R: Per ora abbiamo affrontato il tema in negativo, ma ci sono anche degli aspetti che non sono tali. Non vedo grandi differenze rispetto all'utilizzo della pornografia tridimensionale, che in questo periodo sta andando molto di moda. Si mettono in atto una serie di fantasie che altrimenti non sarebbe possibile realizzare.
D: Come il fatto che ci sia una bambola dalle fattezze ricalcate sul modello degli hentai, i fumetti erotici giapponesi?
R: Questo è molto interessante. È un filone dove emerge un aspetto che non voglio definire pedofilo, perché non è così, quanto piuttosto neotenico (quando un organismo adulto presenta caratteri e forme giovanili, ndr).
D Qual è la spinta, in questo caso?
R: Ne vedo due. Da una parte un modo di avvicinarsi a una sessualità trasgressiva con un tratto pedofilo; dall'altra, una modalità più semplicemente regressiva. Sicuramente questi clienti sono stati esposti nella loro infanzia a Goldrake o Jeeg Robot, e le tra le loro fantasie sono rimaste le tipiche collegiali con gonnelline corte. Sono fantasie che si realizzano nell'ambito di quella che può essere inquadrata come una costosa e ipertecnologica masturbazione.
D: Masturbazione, dice?
R: Ma sì, non c'è tutta questa straordinaria differenza. Dico una cosa provocatoria: da che mondo è mondo, dall'età primitiva passando per i monasteri di monache, le donne hanno fatto continuo utilizzo di dildo. È presente nelle culture di tutto il mondo, e la bambola è una versione per maschi molto tecnologica e piuttosto completa. È un'evoluzione tecnica di quello che le donne largamente utilizzano e chiamiamo cetriolo, zucchina o vibratore.
D: Però qui si arriva a spendere 120 euro per un'ora.
R: Non mi stupisce. C'è una manutenzione non indifferente. Ed esistono anche dildo da 500 euro. Non essendoci un partner, ma un oggetto, perché una bambola questo è, non si può parlare di un rapporto sessuale vero e proprio. Ma, appunto, di masturbazione. Aiutata da strumento tecnologico che, dal punto di vista concettuale, non ha nulla di diverso rispetto a una zucchina.

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