2 Marzo Mar 2017 1825 02 marzo 2017

Sì, una femminista può mostrare le tette

Le hanno dato dell'ipocrita, dell'incoerente. Ma al contrario, proprio perché si definisce tale, il suo gesto di mostrare il seno in copertina su Vanity Fair diventa un messaggio.

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emmawatson

Sarà pure in Euroviosione, ma è evidente che nel Regno Unito abbiano snobbato il Festival di Sanremo. Sicuramente lo ha fatto una giornalista del Telegraph, Julia Hartley-Brewer, che - a differenza nostra - ha ancora voglia di discutere su una polemica che noi nazionalpopolari ci siamo sorbiti per una settimana intera: quella del non-puoi-dire-cose-intelligenti-se-non-porti-il-collo-alto.
In Italia Diletta Leotta, nel mondo Emma Watson. Mentre la prima, giornalista di Sky, si era presentata sul palco dell'Ariston denunciando il cyberbullismo di cui era stata vittima con un vestito rosso e uno spacco molto molto profondo, l'ex beniamina di Harry Potter ha osato farsi fotografare da Vanity Fair America a seno mezzo nudo. E apriti cielo. Una giornalista del quotidiano inglese, dicevo, ha criticato l'immagine con un tweet velenoso: «Emma Watson: il femminismo, il femminismo... il divario salariale tra uomini e donne... oh, ma perché non vengo presa sul serio... il femminismo ... oh, e ecco le mie tette!». Non poche la pensano come lei: 1600 ricondivisioni e oltre 3400 like, oltre al dibattito che si è espanso nei meandri del social network. E in tante hanno definito la Watson «un'ipocrita».


Tutto questo fa ridere: Emma è del 1990, è diventata un'attrice di fama mondiale a 11 anni, ha vinto prestigiosi premi cinematografici, è laureata in Letteratura inglese. Soprattutto, è una femminista. Nel 2014 è stata nominata Goodwill Ambassador, ambasciatrice di buona volontà, dall'UN Women, l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della parità di genere nel mondo. La sottosegretaria generale dell'agenzia, ha dichiarato come «l'intelligenza e la passione» della Watson consentiranno di far giungere ai suoi coetanei il messaggio di uguaglianza di UN Women. Non solo: l'attrice nel 2014 ha tenuto un discorso all'Onu per il lancio della campagna #HeforShe sottolineando il ruolo degli uomini nella promozione della parità di genere e dichiarandosi femminista. Disse: «Più ho parlato di femminismo, più ho capito che lottare per i diritti delle donne è troppo spesso diventato sinonimo di odiare gli uomini. Se c’è una cosa di cui sono sicura è che questa cosa deve finire. Per la cronaca, la definizione di femminismo è: credere che uomini e donne debbano avere uguali diritti e opportunità». Non serve aggiungere altro, la risposta a chi l'ha accusata di incoerenza lei l'aveva già data anni fa. Vogliamo forse paragonare una come la Watson - attivista per i diritti delle donne, femminista di fatto - che in copertina scopre un po' il seno (in una bellissima e finissima foto, peraltro) proprio perché il suo messaggio è «Se potete voi, posso anch'io», a una soubrette qualsiasi che posta selfie volgari mezza nuda per un briciolo di visibilità e non vuole rivendicare nessun diritto? Le femministe non possono, tutte le altre sì?

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