27 Febbraio Feb 2017 1548 27 febbraio 2017

«Sono assente per colpa del Muslim Ban»

Il regista iraniano Asghar Farhadi ha scelto non presenziare alla notte degli Oscar, dove il suo Il cliente ha vinto il premio come miglior film straniero. Ma ha incaricato due scienziati di leggere un suo messaggio.

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89th Annual Academy Awards - Press Room

La notte degli Academy Awards 2017 è stata segnata da una collettiva levata di scudi anti-Trump. E anche la vittoria de Il Cliente, Oscar al miglior film straniero, può essere interpretata in questo senso. Il film è diretto infatti dall'iraniano Asghar Farhadi; e l'Iran è una delle nazioni che era stata colpita dal Muslim Ban. In segno di protesta, e come largamente annunciato, Farhadi non si è recato alla cerimonia per ritirare la statuetta.

CONTRO IL MUSLIM BAN
Al suo posto sul palco sono saliti un ex scienziato della Nasa Firouz Naderi e l'ingegnere e astronauta Anousheh Ansari, che hanno letto una lettera firmata dal regista in persona: «La mia assenza è un atto di rispetto verso i miei concittadini e quelli di altri sei paesi che hanno subito una mancanza di rispetto per una legge disumana», ha scritto Farhadi riferendosi al Muslim Ban. «Dividere il mondo in due categorie, noi e i nostri nemici, porta alla paura. È una giustificazione ingannevole per l'aggressione e la guerra e questo impedisce la democrazia e i diritti umani in paesi che a loro volta sono stati vittime di aggressioni».

OSCAR POLITICI
«Il cinema può usare la sua cinepresa per catturare le qualità umane e per abbattere gli stereotipi sulle religioni e sulle nazionalità. Creano empatia tra noi e gli altri. Quell'empatia che oggi ci serve più che mai», sono le parole che concludono il messaggio del regista iraniano. E, effettivamente, questi Oscar hanno segnato una sorta di rappacificazione dell'Academy con le minoranze: a partire dalle nomination so black, e passando per la vittoria del dramma afroamericano gay Moonlight. Tra gli appassionati, però, c'è chi storce il naso. Chiedendosi se i premi siano stati assegnati per gli effettivi meriti artistici dei film, o solo per ragioni politiche.

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