27 Febbraio Feb 2017 1708 27 febbraio 2017

Orfani due volte

Anni di cause e spese legali astronomiche. Ora una proposta di legge chiede di tutelare i figli dei femminicidi. Per non fare la fine dei bambini di Elena Ceste, in attesa di giustizia. I casi italiani.

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Depressed poot girl standing near window

Bambini privati della madre per mano del compagno, marito, convivente. Una proposta di legge pensata per tutelare i figli dei femminicidi arriva il 27 febbraio alla Camera, che dovrebbe approvarla nel giro di un paio di giorni, avendo un ampio consenso bipartisan e la 'benedizione' della presidentessa Laura Boldrini. Per poi passare al Senato. «Entro un mese dovremmo avere il via libera anche dell’altro ramo del parlamento», dice a LetteraDonna Roberto Capelli, deputato di Centro democratico, primo firmatario della proposta di legge, ispirata da Annamaria Busia, responsabile giustizia di Centro democratico, nonché avvocata di Vanessa Mele, l’ormai ex bimba a cui il padre ha ucciso la madre nel 1998. E che ha dovuto combattere per anni per togliere al genitore assassino la pensione di reversibilità e la porzione della casa di famiglia, che gli sarebbe spettata se fosse stato un marito normale.

L'APPELLO DEI GENITORI DI ELENA CESTE
Un episodio non isolato: «Sono 1600 i casi come questi in Italia», ci dice Capelli. Proprio in questi giorni ha fatto notizia l’appello dei genitori di Elena Ceste, la donna uccisa nel 2014 dal marito Michele Buoninconti, che oltre ad aver ereditato un terzo della casa di famiglia, non versa da giugno gli alimenti ai suoi quattro figli. «E non ha pagato», dicono i legali della famiglia Ceste al Corriere della Sera «neanche le tasse di successione, né i professionisti che hanno seguito i passaggi dell’eredità». Solo ora, con la sentenza d’appello, la Corte ha disposto il sequestro preventivo dei beni del condannato in secondo grado. Poca roba se pensiamo che i suoi quattro figli per avere l’indegnità a succedere, che lo escluderà dall’eredità, dovranno ancora veder passare molti lustri. «Vanessa Mele ha speso 120 mila euro in 20 anni di cause per vedere riconosciuti i suoi diritti. Molti per andare avanti danno fondo alle riserve o ipotecano casa», ci dice Roberto Capelli.

COSA CAMBIA SE LA PDL DIVENTA LEGGE
Se questa legge dovesse passare l’assassino perderebbe tutto e subito i suoi diritti: dall’eredità alla pensione di reversibilità. E i suoi beni verrebbero congelati immediatamente per salvaguardare il risarcimento danni dei figli della vittima. Non solo: in caso di bambini minorenni o maggiorenni non economicamente sufficienti lo Stato si farebbe carico delle spese legali in sede penale e civile. Alla sentenza di primo grado è prevista una provvisionale (ovvero un anticipo) del 50 % del danno presumibile, che poi sarà liquidato in sede civile.

I FIGLI DI BEATRICE BALLERINI
«Abbiamo già dilapidato oltre 50 mila euro in spese legali», dice Lorenzo Ballerini, fratello di Beatrice, uccisa dal marito nel 2012. Lorenzo è anche tutore legale dei suoi nipoti, che ora hanno 11 e 14 anni, «che si sono visti riconoscere per intero l’eredità perché siamo riusciti ad ottenere l’indegnità a succedere, ma è ancora in piedi la causa per il risarcimento danni, nonostante la sentenza penale sia definitiva», racconta a LetteraDonna. «Spero che questa legge venga approvata il prima possibile dato che la politica quando ha interesse riesce ad approvare un testo anche in un mese», aggiunge. «Due anni e mezzo fa era stata fatta un’altra proposta di legge più minimalista, rispetto a quella attuale, dopo una mia petizione online, ma è rimasta nel cassetto», continua sconsolato.

SUBITO AL VOTO
Sembra che deputati e senatori abbiano accolto l’appello dei familiari delle vittime di non far marcire nel cassetto questa pdl, tant’è che in commissione sono state fatte delle modifiche «costruttive» ci dice sempre Capelli. Si è quindi allargata la sfera di applicazione alle unioni civili, agli ex mariti o conviventi (ovviamente la legge è applicabile anche nel caso, statisticamente più raro, in cui è lei a uccidere lui). Si è scritta meglio la parte del sequestro conservativo, senza intaccare l’impianto originario della proposta. «Insomma, l’assenza in questo caso di inciviltà politica ci fa ben sperare che il testo diventerà presto legge».

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