27 Febbraio Feb 2017 1413 27 febbraio 2017

Hanno scosso le coscienze, non la politica

Da Piergiorgio Welby a Eluna Englaro fino a Dj Fabo, morto in Svizzera il 27 febbraio, undici anni di lotta per il diritto alla morte. Senza risposte.

  • ...
eluana_englaro_ftg.jpg_997313609

«Lo Stato obbliga a emigrare» per poterci «liberare da una tortura insopportabile e infinita». Così Fabiano Antoniani, DJ Fabo, cieco e tetraplegico in seguito ad un incidente d'auto tre anni fa, nell'ultimo appello prima del suo viaggio di oggi in Svizzera per poter morire, dov'è stato accompagnato da Marco Cappato dell'Associazione Luca Coscioni. La questione è discussa come non mai, ma la politica è ferma: poter decidere quando terminare la propria vita e scegliere di porre fine alle sofferenze. Questa è la richiesta che da 11 anni, come un filo rosso, ha legato tanti volti che sono diventati veri e propri emblemi, da Piergiorgio Welby all'ultimo in ordine cronologico, di Fabo. Una volontà di porre fine con dignità alla propria vita devastata dalla malattia che richiederebbe, però, la regolamentazione di una legge, che ancora non c'è.

PIERGIORGIO WELBY
Il primo a porre il tema dell'autodeterminazione del malato e della scelta sul fine-vita fu Piergiorgio Welby (qui l'intervista alla moglie Mina) attivista e co-presidente dell'Associazione Coscioni. Colpito da anni dalla distrofia muscolare inviò al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una lettera in cui chiedeva l'eutanasia. Il 16 dicembre 2006 il tribunale di Roma respinse la richiesta dei legali di Welby di porre fine all'«accanimento terapeutico», dichiarandola «inammissibile» a causa del vuoto legislativo su questa materia. Pochi giorni dopo, Welby chiese al medico Mario Riccio di porre fine al suo calvario. Riccio staccò il respiratore a Welby sotto sedazione, venendo poi assolto dall'accusa di omicidio del consenziente.

GIOVANNI NUVOLI
Nel 2007 fu poi il caso di Giovanni Nuvoli, malato di Sla di Alghero, che chiedeva anch'egli il distacco del respiratore: questa volta, però, il tribunale di Sassari respinse la richiesta ed i carabinieri bloccarono il medico che voleva aiutarlo. Nuvoli iniziò allora uno sciopero della fame e della sete lasciandosi morire.

ELUANA ENGLARO
È nel 2009 con il caso di Eluana Englaro, la giovane di Lecco rimasta in stato vegetativo per 17 anni, che il Paese si è diviso tra i favorevoli alla volontà del padre Beppino di far rispettare il desiderio della figlia quando era ancora in vita di porre fine alla sua esistenza se si fosse trovata in simili condizioni, e i contrari. Varie le sentenze di rigetto delle richieste dei familiari, finché la Cassazione, per ben due volte, non si è pronunciata a favore della sospensione della nutrizione e idratazione artificiale.

MAX FANELLI
Anche Mario Fanelli, malato di Sla morto per cause naturali nel 2016, mentre chiedeva e aspettava da anni una legge sull'eutanasia (qui la nostra intervista a Marco Cappato sulla sua storia). E sempre nel 2016, Walter Piludu, ex presidente della provincia di Cagliari malato di Sla, è morto ottenendo il distacco del respiratore: il tribunale di Cagliari ha infatti autorizzato la struttura sanitaria dove si trovava a cessare i trattamenti.

DJ FABO
Il viaggio in Svizzera di Fabiano Antoniani, DJ Fabo, è arrivato due giorni il terzo rinvio all'approdo in Aula alla Camera del ddl sul biotestamento e a quasi due settimane dal suo appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. DJ Fabo si è fatto accompagnare in Svizzera da Marco Cappato, sesto malato aiutato in questo modo ad ottenere l'eutanasia dall'Associazione Coscioni. Da marzo 2015 la campagna Eutanasia legale, ha «aiutato 233 persone a mettersi in contatto con i centri svizzeri per il suicidio assistito», ha reso noto di recente il coordinatore Matteo Mainardi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso