24 Febbraio Feb 2017 1610 24 febbraio 2017

Oscars so black

Nel 2017 l'Academy apre alla diversità. A differenza dell'anno scorso, sono tanti i candidati di colore. Anche tra le donne. Davanti e dietro la macchina da presa. Scopriamoli.

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diritto di contare

Se il 2016 era stato l'anno degli #Oscarssowhite, le nomination degli Academy Awards 2017 sembrano voler rimediare allo squilibrio dell'anno precedente. Insomma, mentre il resto dell'America saluta Obama e accoglie un Presidente che non sembra certo il miglior paladino delle minoranze etniche, la Hollywood bianca apre alla rappresentazione delle diversità, grazie anche a qualche aggiustamento del regolamento. O forse, più banalmente, quest'anno c'erano più film artisticamente rilevanti ad affrontare tematiche razziali.

NON TUTTE LE STORIE SONO CAUCASICHE
Cominciamo dai film: nove i film di finzione candidati. E ben quattro di questi non sono 'di pelle bianca': Lion, ad esempio, racconta la storia vera dell'australiano (ma di etnia indiana) Saroo Brierley, che riesce a ritrovare la madre indiana a 25 anni di distanza. Poi abbiamo Barriere, tratto dall'omonima opera teatrale premio Pulitzer del 1983, che porta sullo schermo le vicende famigliari e sociali di una ex promessa del baseball che per vivere fa il netturbino. Il diritto di contare è incentrato su tre scienziate afroamericane che la Storia ha dimenticato e che invece ebbero un ruolo fondamentale per il successo di molte missioni aerospaziali della Nasa. Il candidato di maggior rottura, che ha già conquistato i Golden Globes, è invece Moonlight, che racconta una storia d'amore omosessuale vissuta da un ragazzo di colore.

DONNE, DI COLORE E CANDIDATE
Anche sul fronte attoriale l'apertura alla diversità si è fatta sentire. Tra le donne non protagoniste, abbiamo Naomi Harris per Moonlight, Viola Davis per Barriere e Octavia Spencer per Il diritto di contare. Ruth Negga, invece, è candidata come miglior protagonista per Loving di Jeff Nichols, un regista che da anni ambienta le sue storie nel profondo sud degli Stati Uniti: anche questa è una storia vera, e parla della battaglia di una coppia interrazziale della Virginia per rendere legale il proprio matrimonio. Tra i maschi, invece, Maershala Ali e Dev Patel sono candidati come non protagonisti per Moonlight e Lion, mentre Denzel Washington lo è come protagonista per Barriere.

NON SOLO ATTORI
Le nomination arrivano anche per chi lavora dietro la macchina da presa. Barry Jenkins, ad esempio, è candidato per la miglior regia grazie al lavoro svolto su Moonlight, ma anche come sceneggiatore insieme a Tarell Alvin McCraney. Vale la pena anche segnalare che Denzel Washington è candidato come produttore di Barriere. Mentre tra i candidati per la produzione de Il diritto di contare, sorpresa delle sorprese, c'è Pharrell Williams. Sì, il cantante di Happy.

CON UNO SGUARDO SUL REALE
Infine, un occhio ai documentari che si contenderanno il titolo con il nostro Fuocoammare: O.J. Made in America è incentrato sul delitto O.J. Simpson. 13th, invece, prende il nome dall'emendamento della costituzione Usa che dichiarò illegale la schiavitù. La tesi della regista Ava DuVernay è che, però, questa sia perpetuata attraverso l'incarcerazione di massa. Chiudiamo con I Am Not Your Negro, che racconta la storia delle relazioni razziali ricordando uomini come Malcolm X e Martin Luther King. La voce narrante è di Samuel L. Jackson.

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