23 Febbraio Feb 2017 1508 23 febbraio 2017

Il Carnevale di Rio si riveste

Lotta alle molestie sessuali, battaglia contro l'ipersessualizzazione delle ragazze di colore, canzoni dal testo sconveniente bandite dalla parate: la città e tutto il Brasile si preparano ad una festa diversa dal solito.

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Per i brasiliani è la festa più attesa, ma quest'anno il Carnevale sarà meno sfarzoso del solito. Tutta colpa della crisi economica che attanaglia il Paese, di fronte alla peggiore recessione in oltre un secolo. Se molte città hanno cancellato le tradizionali parate con i carri, Rio de Janeiro non rinuncia certo al «maior Carnaval do mundo», con il tradizionale desfile nel Sambódromo e le feste dei blocos. Ma se stringe i denti per la sua festa, la città fa lo stesso con i cordoni della borsa, con meno ballerine nel desfile e l'utilizzo di tessuti meno costosi per abbattere i costi. Anche perché in generale ne gireranno molti meno: ci sono ancora camere libere negli hotel, di solito esauriti, e non tutti i biglietti per le tribune del Sambódromo sono stati venduti.

Le Mulheres Rodadas.

BASTA CON LE MOLESTIE
Se il Carnevale di Rio (in programma dal 24 all'1 marzo) dà un taglio ai costi, c'è chi lavora affinché faccia lo stesso con l'impressionante numero di aggressioni sessuali che si verificano nei giorni della festa. Che, in terra carioca così come nel resto del Brasile, sono considerati un periodo dell'anno in cui tutto è concesso. Agli uomini, soprattutto: secondo un sondaggio, il 60% dei brasiliani ritiene che una ragazza che partecipa da sola al Carnevale, non abbia il diritto di lamentarsi se viene molestata. Insomma, se la promiscuità sessuale in sé non è certo un problema, lo è il maschilismo e il sessismo, esaltati dall'atmosfera del Carnevale. Una voce contro è quella delle Mulheres Rodadas, un bloco formato da donne che, al loro terzo Carnevale, provano a sensibilizzare sull'argomento, costumi, cartelloni a tema e un hashtag sui social: #CarnavalSemAssedio, ovvero 'Carnevale senza molestie'. Ma anche con una nuova marcinha da suonare, cantare e ballare, cioè Se Você Quiser che, interpretato da Bruna Caram e Chico Cesar, recita: «Se dici no, io so che è no. Non importa come ti vestirai, non ti toccherò se non vorrai». Un testo che si discosta nettamente dalla tradizione.

VIA LE MARCETTE SCONVENIENTI
Le marcinhas sono i brani, dal ritmo allegro, che accompagnano da sempre le sfilate di quartiere. Hanno testi brevi, allegri, coloriti, pieni di doppi sensi, riferimenti sessuali e di ironia sui difetti fisici delle persone. Tra le più amate ci sono Maria Sapatão, incentrata sulla figura di una lesbica che «di giorno è Maria, di notte è João» (il brano fece entrare nel linguaggio brasiliano la parola sapatão, 'scarpona', come sinonimo di lesbica, cioè una donna che usa calzature da uomo) e Cabeleira do Zezé, che per i suoi capelli lunghi viene chiamato «transviado». Ma anche Índio quer apito, che scherza su un capo di una tibù indigena che chiede a una donna di usare il suo pene come se fosse un flauto (e di fare un fischio, apito, appunto) e O teu cabelo não nega, che si rivolge ad un'immaginaria ragazza mulatta in grado di accendere ogni desiderio. E di soddisfarlo perché scura di pelle, come confermano i suoi capelli crespi. Brani scritti oltre 50 anni fa e oggi banditi dal Carnevale (o almeno da alcuni blocos) per i loro contenuti ritenuti sconvenienti. La cosa non è piaciuta a João Roberto Kelly, autore di Maria Sapatão e di tante altre amatissime marcinhas: «Non ho mai visto un controllo del genere, nemmeno durante la dittatura», ha detto al giornale O Estado de S. Paulo, accusando le femministe di voler rovinare la festa.


RIVOLUZIONE IN CASA GLOBO
Tra le marcinhas tolte dal repertorio dei blocosO teu cabelo não nega ha uncontenuto ritenuto razzista ed è dunque collegata ad un altro problema del Carnaval: l'ipersessualizzazione delle donne di colore. Nell'immaginario collettivo, in Brasile come all'estero, la ragazza di Rio che partecipa al Carnevale è mulatta, formosa soprattutto nel 'bum bum', poco vestita e sessualmente disinibita. A questo contribuisce il fatto che la Rainha del Carnevale, che per quattro giorni governa la festa insieme al Rei Momo, sia esattamente una ragazza di questo tipo, al pari delle altre dai variopinti costumi che si possono ammirare sambando durante il desfile. Ma è una sensazione diffusa, che va oltre il Sambodromo, veicolata per anni anche dalla tivù. Per la precisione dal principale canale brasiliano, Rede Globo, che dal 1991 sceglie la sua Globeleza, una ragazza mulatta scelta per interpretare la sigla e le pubblicità dei programmi dedicati al Carnevale (e riuniti anch'essi sotto il nome Globeleza). La ragazza che incarna la gioia del brasiliano è sempre stata, oltre che bellissima e mulatta, soprattutto nuda. Fatta eccezione, se così si può dire, per body painting, oppure glitter e paillettes sparsi sul corpo, su cui hanno sempre abbondato le zoomate delle telecamere. Ebbene, per questo Carnevale, Rede Globo ha stravolto lo stacco dedicato alla Globeleza: adesso non c'è solo una ragazza mulatta nuda, ma più ragazze(se ne intravede anche una bianca), con i vestiti addosso e scatenate nelle danze insieme ad altri ballerini maschi. Insomma, se il Carnaval del 2017 si presenta come quello della grande crisi, forse tra un po' verrà ricordato in Brasile come il più rivoluzionario della storia.

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