26 Gennaio Gen 2017 1339 26 gennaio 2017

Rigopiano, le storie di chi non ce l'ha fatta

Genitori di bambini rimasti orfani. Una ragazza che stava per sposarsi. I receptionist dell'hotel. Dopo una settimana, le ricerche si sono concluse e il bilancio è tragico: 29 morti e 11 sopravvissuti.

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Rigopiano: maglia Inter su bara maitre hotel Giancaterino

A una settimana esatta dalla valanga che ha travolto tutto, è arrivata la parola fine. Attorno alle 23 del 25 gennaio i vigili del fuoco hanno tirato fuori da quel groviglio di macerie, neve, tronchi d'albero e detriti i corpi degli ultimi due dispersi. Quel che resta dell'hotel Rigopiano, a questo punto, è ormai solo un monumento all'orrore sotto il Corno Grande del Gran Sasso d'Italia. La svolta è arrivata lunedì notte e da allora, in 48 ore, i vigili del fuoco hanno tirato fuori da quel che resta dell'hotel 18 vittime; nove le hanno estratte martedì e nove mercoledì. Queste ultime sono sei donne e tre uomini: i loro corpi, come la maggior parte di quelli usciti da quell'inferno poche ore prima, erano incastrati tra pilastri, pezzi di cemento, neve e tronchi. Ed erano tutti in un unico ambiente: quello dove, prima che sul Rigopiano si abbattessero centinaia di tonnellate di neve, era il bar.

UNDICI I SOPRAVVISSUTI
Il bilancio è tragico: i morti sono 29, 15 uomini e 14 donne. I sopravvissuti undici. Delle 29 vittime, 20 sono state identificate: nove donne e 11 uomini: Rosa Barbara Nobilio e suo marito Piero di Pietro, Nadia Acconciamessa e il marito Sebastiano di Carlo, l'estetista dell'hotel Linda Salzetta, Paola Tommasini, Ilaria De Biase, Luana Biferi, Jessica Tinari, Sara Angelozzi, Marinella Colangeli, il maitre dell'hotel Alessandro Giancaterino, il cameriere Gabriele D'Angelo, Stefano Feniello, Marco Vagnarelli, l'amministratore dell'hotel Roberto Del Rosso, il receptionist Alessandro Riccetti, il rifugiato senegale Faye Dame, Claudio Baldini, Emanuele Bonifazi. Gli ultimi nove corpi da identificare sono all'obitorio dell'ospedale di Pescara, dove i parenti attendono di poterseli riportare finalmente a casa. Per i 200 uomini che hanno scavato per giorni, dopo aver capito che non ci sarebbe stato più nessuno vivo, ritrovarli tutti era l'unico obiettivo. E ci sono riusciti.

Un'immagine di Linda Salzetta tratta dal suo profilo Facebook.

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LINDA, PRONTA PER LE NOZZE
L'hanno ritrovata il giorno del suo 31esimo compleanno. Ed era dove aveva detto fin dall'inizio il fratello: dietro una nicchia in cucina. I destini opposti di Linda e Fabio Salzetta, lei travolta dalle macerie dell'hotel, lui salvo per caso perché uscito dalla struttura un minuto prima che la slavina si abbattesse distruggendo tutto, spiegano forse meglio di tante parole la tragedia di Rigopiano. Linda quel mercoledì era al lavoro, al suo posto nel centro benessere dove faceva l'estetista, nonostante fosse il suo compleanno. Appena è riuscito ad uscire dal locale caldaia che gli ha salvato la vita, subito dopo la valanga, il fratello ha iniziato ad urlare il suo nome a squarciagola. «Per guadagnarsi un pezzo di pane guarda che fine che ha fatto». Linda si sarebbe sposata il 5 maggio. Lo aveva detto Fabio ai cronisti quando ancora c'erano speranze di trovarla viva. «Linda deve farcela, si sposerà presto».

RIGOPIANO LI AVEVA FATTI INCONTRARE
«L'hotel Rigopiano ci ha fatti incontrare e ora ci ha separati, ma non per sempre». La fidanzata di Gabriele D'Angelo (31 anni) ha detto arrivederci così, in una chiesa di Penne piena anche fuori, al volontario della Croce Rossa che faceva il cameriere all'albergo maledetto e lì è stato ucciso dalla valanga. Poche ore prima, a Farindola, si sono svolte le esequie del suo collega, il maitre Alessandro Giancaterino, tifoso interista tanto che sulla bara è stata messa la maglia nerazzurra. Due cerimonie a pochi chilometri di distanza, ai piedi del Gran Sasso, che si è portato via giovani uomini che lavoravano nella loro terra.

Una foto tratta dal profilo Facebook di Nadia Acconciamessa. Accanto a lei il figlio Edoardo, estratto vivo dalle macerie.

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EDOARDO E SAMUEL, RIMASTI ORFANI
I suoi genitori, Sebastiano Di Carlo, 49 anni, e Nadia Acconciamessa, 47 anni, non ce l'hanno fatta. Edoardo, di otto anni, è scampato alla sciagura e dopo essere stato dimesso dall'ospedale di Pescara ha partecipato al funerale di mamma e papà. Accanto a lui c'erano i compagni di classe e i parenti, tra cui il fratello Riccardo poco pù che ventenne, al quale il bambino dovrebbe venire ora affidato. E l'altro fratello, Piergiovanni, sedicenne.
Anche Samuel Di Michelangelo, 7 anni, si è salvato mentre i suoi genitori sono morti entrambi. Verrà affidato ai nonni.

I DUE RECEPTIONIST DELL'HOTEL
Emanuele Bonifazi, il receptionist dell'Hotel Rigopiano, è tra le vittime della slavina che ha distrutto l'albergo di Farindola. Trentuno anni, originario di Pioraco (Macerata), è stato identificato dai familiari. Il padre Egidio, responsabile della Protezione civile comunale di Pioraco, la mamma Paola Ferretti, insegnante, e il fratello Enrico erano accorsi in Abruzzo appena avuta notizia della slavina. Ieri un post drammatico del papà su Fb: «È finita». Il padre di Emanuale è molto conosciuto non solo nella città della carta (è dipendente della cartiere, ora chiuse per il sisma) ma anche in tutta l'area montana. Anche in questi mesi di scosse continue, è sempre stato pronto a dare aiuto alla popolazione.
C'è anche Alessandro Riccetti, il 33enne di Terni, tra le vittime della slavina che ha colpito Rigopiano, dove il giovane lavorava come receptionist dal dicembre 2015. Dopo sette giorni di inquietudine, il suo corpo è stato estratto senza vita dal cumulo di neve e di macerie. Lo studio e il lavoro avevano allontanato spesso Alessandro da Terni, dove tornava però ogni volta che poteva. Ad aspettarlo c'erano sempre la madre, il fratello maggiore e la sorella adolescente (il padre era morto una decina d'anni fa), le stesse persone che avrebbero dovuto festeggiare con 'Ale' il suo compleanno, il 23 gennaio.

Una foto di Stefano Feniello tratta dal profilo Facebook della fidanzata Francesca Bronzi.

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FRANCESCA, VIVA DOPO 50 ORE
Con la luce del telefonino, finché la batteria ha retto, ho illuminato il braccio di Stefano. Vedevo solo il suo braccio. Si lamentava, lo chiamavo ma non rispondeva. Poi non l'ho sentito più neanche lamentarsi». Sono le parole di Francesca Bronzi, superstite della tragedia e rimasta 50 ore sotto la neve, a proposito del fidanzato Stefano Feniello, all'epoca ancora disperso, poi ritrovato senza vita. La ragazza è stata invervistata a Porta a Porta dove ha ricostruito le tragiche ore sotto le macerie.
«Ci sentiamo dopo, che andiamo alla spa. È pieno di neve. Nevica, però questa Panda è uno spettacolo. Siamo saliti senza catene», aveva detto Stefano in una nota audio inviata su Whatsapp al padre il giorno precedente alla tragedia.

IL PILOTA RYANAIR E LA FIDANZATA
Anche Marco Tanda, il pilota 25enne della Ryanair originario di Gagliole (Macerata) e Jessica Tinari, di Lanciano, sono nella lista delle vittime. I due fidanzati sono stati ritrovati senza vita nella sala tivù dell'albergo distrutto. Tanda era cresciuto a Castelraimondo, ma si era poi trasferito a Roma con la famiglia. Dove dovrebbero tenersi i funerali.

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