20 Gennaio Gen 2017 1510 20 gennaio 2017

Inauguration Day: istruzioni per l'uso

Si tiene il 20 gennaio, ma non se è una domenica. Per consuetudine c'è un giuramento sulla Bibbia, anche se la Costituzione non lo prevede. Le cose da sapere sulla cerimonia di insediamento del presidente Usa.

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Il 20 gennaio inizia ufficialmente l'era-Trump, osteggiata da buona metà degli americani e da tanti vip. Lo fa con l'Inauguration Day, la cerimonia di insediamento del presidente degli Stati Uniti (ecco alcune immagini di quelle passate). Decisamente un giorno diverso dal soltio. E con molte curiosità, tutte da scoprire.

MAI DI DOMENICA
L'Inauguration Day si tiene il 20 gennaio dal 1933, anno in cui con una ratifica del 20esimo emendamento fu modificata la data di inizio mandato, che fin dal 1793 cadeva il 4 marzo. Il primo giuramento di un presidente degli Stati Uniti, ovvero quello di George Washington, si era invece svolto il 30 aprile 1789. L'emendamento del 1933 ha stabilito anche l'orario della cerimonia: mezzogiorno. L'Inauguration Day non si svolge però mai di domenica: James Monroe, Zachary Taylor, Rutherford Hayes e Woodrow Wilson giurarono lunedì 5 marzo. Dwight Eisenhower, Ronald Reagan e Barack Obama hanno pronunciato uno dei loro discorsi lunedì 21 gennaio.

Il giuramento 'al chiuso di Ronald Reagan nel 1985.

AFP/Getty Images - 2011 AFP

(QUASI) SEMPRE AL CONGRESSO
Tutte le cerimonie, tranne una (e i casi eccezionali), si sono svolte nella sede del Congresso: solo Franklin D. Roosevelt ha vissuto un Inauguration Day (addirittura il quarto) alla Casa Bianca. Ma non sempre nell'attuale capitale federale: George Washington pronunciò infatti il primo discorso alla Federal Hall di New York e il secondo alla Congress Hall di Philadelphia, sede dove giurò anche John Adams. Solo con Thomas Jefferson, nel 1801, l'Inauguration Day si spostò al Campidoglio di Washington, città diventata nel frattempo capitale. Secondo le condizioni meteorologiche, la rituale entrata in carica può essere tenuta dentro o fuori l'edificio: nel 1909 e nel 1985, rispettivamente a causa di una bufera di neve e del vento fortissimo, William e Ronald Reagan hanno giurato all'interno del Campidoglio.

Lyndon B. Johnson giura sull'Air Force One.

A OGNUNO LA SUA BIBBIA
Per consuetudine, anche se nessuna legge lo prescrive, i presidenti giurano su una Bibbia. Donald Trump si appresta a farlo su quella usata per la prima volta da Abraham Lincoln nel 1861 e scelta poi anche da Barack Obama nel 2009, dopo 148 anni. Franklin D. Roosevelt usava una Bibbia di famiglia, scritta in olandese. Altri presidenti (come Eisenhower, Carte, Bush padre) hanno invece optato per la Bibbia di Washington. Usò la bibbia anche Lyndon B. Johnson, ma lo fece sull'Air Force One il 22 novembre 1963, subito dopo l'assassinio di John F. Kennedy. Il primo presidente a giurare con la moglie accanto è stato Woodrow Wilson, nel 1913. Franklin Pierce è stato l'unico, nel 1853, a fare una solenne dichiarazione anziché un giuramento.

Musica per Bill Clinton nel 1993.

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COSÌ GIURA UN PRESIDENTE
Questa la formula, molto breve, del giuramento: «Giuro (o dichiaro) solennemente di adempiere con fedeltà all'ufficio di presidente degli Stati Uniti, e di preservare, proteggere e difendere la Costituzione al meglio delle mie capacità». Subito dopo il giuramento, la banda esegue quattro rulli di tamburi e fanfare e l'inno Hail to the Chief, seguito da 21 salve d'obice della Presidential Salute Battery del 3º reggimento di fanteria degli Stati Uniti.


PAROLE, PAROLE, PAROLE
A questo punto il presidente, sempre per consuetudine, fa un discorso. Sono quattro i presidenti che non lo hanno fatto: John Tyler, Millard Fillmore, Andrew Johnson e Chester Arthur. Il discorso più breve è stato il secondo di Washington (appena 135 parole), il più lungo (ben 8.495) quello di William Harrison. Senza indossare il mantello, lo tenne sotto a una pioggia battente, ammalandosi di polmonite. Morì un mese dopo, il 4 aprile 1841: ancora oggi, è lui il detentore del più breve mandato alla Casa Bianca.

EX PRESIDENTI E FIRST LADY
Alla cerimonia partecipa di solito il presidente uscente. Ci sono state quattro eccezioni: John Adams con Thomas Jefferson, John Quincy Adamscon Andrew Jackson, Andrew Johnson con Ulysses Grant e Richard Nixon, che lasciò Washington prima che le sue dimissioni avessero effetto, con Gerald Ford. All'Inauguration Day di Donald Trump partecipano tutti gli ex presidenti ancora in vita, tranne Bush padre, ricoverato in ospedale a Houston.

Gli spettatori sono pronti già dall'alba ad assistere all'Inauguration Day di Trump.

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FESTEGGIANO GLI IMPIEGATI
Dal 1901 tutte le cerimonie d'insediamento sono state organizzate da un'apposita commissione parlamentare, il Joint Congressional Committee on Inaugural Ceremonies. In generale, le celebrazioni durano generalmente dieci giorni, dal quinto precedente l'Inauguration Day al quinto successivo. Anche se come giorno festivo federale, il 20 gennaio è osservato solo dagli impiegati federali del Distretto di Columbia, delle contee di Montgomery e Prince George nel Maryland, di Arlington e Fairfax in Virginia, e delle città di Alexandria e Fairfax sempre in Virginia.

ERA VIETATO AGLI AFROAMERICANI
Le prime foto di un Inauguration Day risalgono al 1857, quando a diventare presidente fu James Buchanan, il 4 marzo 1857. 40 anni dopo, per William McKinley ci fu la prima prima ripresa cinematografica. Il primo giuramento trasmesso in tivù? Il secondo di Harry Truman, nel 1949. Fino ad allora, per vedere in diretta la cerimonia bisognava essere lì, di persona. Cosa non per tutti, visto che gli afroamericani hanno potuto assistere al giuramento solo a partire dal 1865.

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