19 Gennaio Gen 2017 1954 19 gennaio 2017

Selfie e Olocausto? No grazie

Un artista israeliano usa gli scatti realizzati sui luoghi della Shoah per mettere alla berlina chi non si rende conto di che cosa rappresentano i monumenti che ricordano milioni di morti.

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YOLO3

Ci mancavano solo i selfie sorridenti scattati nei luoghi della Shoah. Auschwitz, o il museo dell'Olocausto di Berlino. Neanche una delle più grandi tragedie dell'umanità sembra fermare il narcisismo da social. Là dove falliscono l'istruzione e la sensibilità, però, forse può riuscire lo stesso internet. Il sito Yolocaust fa una cosa molto semplice per sensibilizzare i protagonisti delle foto impresentabili: le fotoshoppa inserendole nel contesto dei campi di concentramento.

A MALI ESTREMI
Il risultato è surreale, ma fa comprendere ai soggetti quanto i loro sorrisi siano fuori luogo in quei luoghi che ricordano i milioni di morti causati dai campi di concentramento e di sterminio. L'idea è venuta all'autore satirico israeliano Shahak Shapira, che non sopportava più di vedere i monumenti utilizzati come un luogo dove fare fitness, yoga o esercitarsi con lo skateboard. Eccoli, dunque, fotomontati sui cadaveri, che sono rappresentati proprio da quei blocchi di marmo che gli ignoranti di turno vedono come supporti su cui posare.

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